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L'incertezza fiscale blocca gli investimenti, Artigianfidi: "Ci si mettono anche i voucher"

C'è un nemico delle imprese che sta zavorrando l'Italia. Si chiama incertezza e, manco a farlo apposta, più il governo cerca di eliminarla e più vara provvedimenti che l'aumentano. E quello presieduto dal premier Gentiloni è solo l'ultimo della serie.
E' il caso della tassazione sulle imprese che, in Italia, è cambiata 32 volte dal 1984 al 2014 contribuendo a tenere lontani gli investitori stranieri.

LE VARIABILI. "A fronte del fisco "low cost" da 100 mila euro tutto compreso riservato ai cosiddetti Paperoni - commenta Fabio Di Stasio, direttore di Artigianfidi Padova e presidente dell'Upi, l'Unione Provinciale Imprese - l'Ocse ha raccolto i pareri di 724 businessman e associazioni industriali distribuite su 62 Paesi ed ha scoperto che peggio di noi c'è solo la Francia che negli stessi 30 anni ha modificato l’imposta societaria addirittura 40 volte". A dire il vero, poco di cui meravigliarsi dal momento che, come ricorda Di Stasio, sono cinque le variabili fiscali che influenzano le decisioni di investimento da parte delle imprese: incertezza sull’aliquota fiscale applicata sugli utili di impresa; imposte anticipate calcolate sui profitti; incertezza sui crediti d’imposta, rimborsi, accise, imposte sulle vendite e dazi doganali; pagamenti Iva; assenza di trattati fiscali. "Variabili - continua il direttore di Artigianfidi Padova - che impediscono alle nostre piccole imprese di effettuare investimenti, figuriamoci a quelle che dovrebbero venire dall'estero per investire qui da noi!"

BUROCRAZIA. Basterebbe e avanzerebbe. Invece no. Al peggio della burocrazia sembra che in questo Paese non ci debba essere mai fine. "In questi giorni - evidenzia Di Stasio - anche i nostri uffici hanno dovuto fare i conti con il "pasticciaccio brutto dei voucher" soppressi sull'altare dell'ideologia. Sembra infatti che dopo aver creato problemi "da vivi", stiano creandone (e grossi) anche da morti". Problemi grossi hanno avuto, anche a Padova e provincia nel weekend trascorso, soprattutto bar e ristoranti che hanno visto la segnalazione di errore nel sito dell'Inps destinato ad attivare i voucher. Ora che il problema sembra risolto, resta il nodo della disciplina transitoria che non c'è. Nei prossimi nove mesi, durante i quali sarà possibile utilizzare i buoni acquistati fino al 17 marzo, quali regole varranno? Ed ecco allora che torna la questione dell'incertezza, problema principe per chiunque intenda fare impresa.


IL DECRETO. "Il decreto - conclude Di Stasio - che ha abrogato il lavoro accessorio, si è limitato a prevedere la possibilità dell'utilizzo dei voucher fino al 31 dicembre, ma non si sa con quali regole. I nostri soci ci hanno chiesto e io a mia volta chiedo a chi di dovere: "la comunicazione preventiva è ancora in vigore?" E, soprattutto, a quando un provvedimento che stabilisca, come avviene in Svizzera, che una novità fiscale o parafiscale, entri in vigore 18 mesi dopo la sua approvazione? Forse mai, perchè da noi c'è il gusto dell'"ultimo minuto" come sembra dimostrare anche la rottamazione delle cartelle di Equitalia che sta creando code agli sportelli, che verrà spostata al 21 aprile ma della quale, nel frattempo, forse per non posticipare gli introiti, non ne viene ufficializzata la proroga".

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