Bassa Padovana, Zaia scrive a Letta per crisi cementifici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, per sollecitare un suo diretto intervento in merito alla grave crisi occupazionale che si sta abbattendo sul territorio della Bassa Padovana, correlata alla crisi dell'edilizia in generale e della produzione del cemento. La sollecitazione è stata inviata per conoscenza anche i ministri dello sviluppo economico Flavio Zanonato, del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini e dell’ambiente Andrea Orlando.

Nell'area sono localizzati tre cementifici (Italcementi a Monselice e Cementizillo ad Este e a Monselice) e tra lavoratori diretti e quelli dell'indotto circa 900 persone sono stabilmente occupate. Attualmente – ricorda Zaia - il 99% dei lavoratori della Cementizillo di Este è in cassa integrazione. Nell'Italcementi di Monselice il 67% dei lavoratori è in cassintegrazione, con la programmazione della chiusura dello stabilimento al 31/12/2013. Il cementificio di Monselice avrebbe dovuto restare in attività, in maniera ridotta, fino al 2015 valutando successivamente, in base alla situazione economica, l'opportunità di investire 160 milioni di euro sul revamping o la chiusura dello stabilimento. Nei primi giorni di agosto, l'Italcementi ha invece comunicato alle organizzazioni sindacali l'intenzione di chiudere lo stabilimento monselicense per gennaio 2014 anticipando di un anno quanto previsto dal Piano industriale, anche a causa di ritardi dovuti ad un'azione di disturbo effettuata da pochi comitati ambientalisti.

“La situazione occupazionale, già critica nella Bassa Padovana - scrive Zaia a Letta - verrebbe ancor più aggravata da questa ennesima chiusura. La gravità della situazione richiede una legge speciale/straordinaria che, al fine di ridurre la perdita di posti di lavoro, possa consentire la continuazione dell'attività dei tre cementifici, per l'ltalcementi almeno fino al 2015 (anche se con la sola attività di macinazione) come previsto dal piano industriale; per la Cementizillo secondo la programmazione in atto”. Inoltre, per quanto riguarda l'Italcementi, l’opportunità nell’arco del 2014 di investire sul progetto revamping o, in alternativa, di pianificare la dismissione dell'attività prevedendo l'occupazione degli attuali lavoratori nelle opere di bonifica e riconversione del sito. Zaia richiede quindi l’interessamento di Letta per una valutazione urgente della situazione nell'ambito del Consiglio dei Ministri.

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