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Il futuro della Zip: "Padova deve ripartire da vocazione industriale"

Secondo Confindustria, le imprese, e le loro esigenze e prospettive, sono questione di primo piano per l'economia padovana. In primis, la zona industriale necessita di parcheggi, collegamenti e ampliamento

"Padova deve ripartire dalla propria vocazione industriale, facendone la propria forza". Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin interviene sul futuro della zona industriale di Padova.

LE ESIGENZE DELLE IMPRESE. Tra le domande di servizi più avvertite dalle imprese insediate in Zona industriale, rilevate da Confindustria Padova attraverso un monitoraggio capillare, l’esigenza di nuovi parcheggi in un’area ad alta densità di traffico pesante, il potenziamento dei collegamenti di trasporto pubblico, i marciapiedi spesso dissestati e inutilizzati che sottraggono spazio alla carreggiata, la possibilità urbanistica di costruire in altezza per le aziende che hanno esigenze di ampliamento.

UN CANALE DI DIALOGO. "La crisi ha inferto ferite profonde, anche alla Zona industriale. Sono centinaia le imprese industriali, eccellenze del made in Italy e multinazionali come Peroni, Fischer Italia, Sit La Precisa, Safilo, Schuco, MiniGears, Stiferite, Lundbeck Pi, che producono valore aggiunto e danno lavoro a migliaia di persone, un patrimonio di sapere produttivo e l’architrave industriale di Padova. In un momento così difficile, va compiuto ogni sforzo per garantire la continuità e lo sviluppo di queste attività industriali. Aiutarle a crescere dev’essere una priorità, un impegno che significa prima di tutto ascoltarne i bisogni. Confindustria le ha monitorate e conosce le loro esigenze. Ci mettiamo a disposizione perché si apra un canale continuo di dialogo tra il Comune e le imprese manifatturiere che operano nella più grande area industriale d’Italia".

PROSPETTIVE PER LA ZIP. "Il futuro della Zip è questione di primo piano per l’economia padovana - continua Pavin - sulla sua riqualificazione, sulle prospettive di fusione o integrazione con Interporto (su cui abbiamo messo a disposizione uno studio di pre-fattibilità) siamo disponibili in ogni momento ad approfondire il confronto con gli enti soci condividendo una chiara strategia sui portafogli partecipativi. Una cosa è certa - prosegue - non possiamo permetterci di depauperare il patrimonio manifatturiero della zona industriale. Qualunque ragionamento o piano sul futuro dell’area non può prescindere dalle esigenze delle imprese insediate".

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