Zucchero, il Veneto soffre la concorrenza europea: patto per il rilancio del settore

In Veneto uno dei due zuccherifici italiani ancora in funzione: il presidente nazionale di Cia e quello regionale di Cia Veneto in visita a Pontelongo per esporre gli impegni a favore del settore

Un patto di filiera con il settore agro-alimentare italiano per il rilancio dello zucchero e della barbabietola. È l’auspicio ed obiettivo della CIA – Agricoltori Italiani, espresso ieri a Pontelongo, nel padovano, dove si trova uno dei due stabilimenti per la raffinazione dello zucchero italiano.

Un patrimonio da tutelare

All’incontro erano presenti il presidente nazionale di CIA Dino Scanavino, quello regionale Gianmichele Passarini, il collega dell’Emilia Romagna Cristiano Fini e quello di Padova Roberto Betto, oltre ai rappresentanti della cooperativa Coprob. «Lo zucchero italiano – spiega Scanavino – è prodotto in gran parte in Veneto ed Emilia Romagna: 7.000 aziende (più 1.500 imprese nell’indotto) che ruotano attorno alla cooperativa Coprob e agli zuccherifici di Pontelongo e Minerbio (nel bolognese), con una produzione di 290.000 tonnellate di zucchero l’anno. Sono gli ultimi due rimasti in funzione nel nostro Paese: dieci anni fa erano 19. Abbiamo un patrimonio da tutelare, e una qualità da garantire alla cittadinanza. Il tipo di trasformazione delle barbabietole e il grado zuccherino che si riesce ad ottenere dai nostri terreni le rende speciali rispetto a quelle di ogni altro Pese europeo».

Mercato estero

Ma lo zucchero italiano soffre la concorrenza di Francia, Germania e Norvegia, dove si registra una sovrapproduzione. Le eccedenze, invece che essere smaltite oltreoceano, vengono vendute sul mercato europeo ad un prezzo molto basso (circa 300 euro a tonnellata, contro il prezzo di mercato di 390 euro), danneggiando l’Italia, che invece rispetta i limiti. Cia intende sollecitare il Ministero dell’Agricoltura a supportare con strumenti economici il comparto, visto il comportamento scorretto degli altri paesi UE. Inoltre vuole portare alla discussione del Copa-Cogeca (Il fronte unito degli agricoltori e delle loro cooperative nell’Unione europea) la possibilità di inserire nella prossima stesura della PAC (politica agricola comune) un contributo accoppiato, cioè quello che riguarda comparti specifici (per la loro importanza economica, sociale o ambientale) e nei quali le aziende che vi operano siano sottoposte a particolari difficoltà.

La Regione Veneto

Intanto un primo passo a sostegno del settore è stato compiuto dalla Regione Veneto, che ha stanziato 750mila euro per chi passa alla coltivazione di barbabietola da zucchero. «Si tratta di una cifra che si aggira fra i 70 e i 100 euro massimi ad ettaro – conferma Passarini – un incentivo importante per gli agricoltori, soprattutto nelle aree del veneziano, del padovano e del rodigino. Oltre ad essere una produzione che ben si inserisce nella rotazione colturale (con ricadute positive sulla qualità dei terreni), stiamo lavorando – e molti contatti sono già in corso - perché l’utilizzo sia delle barbabietole che dello zucchero entrino nella filiera di molti prodotti agro-alimentari: per le aziende italiane è la garanzia di beni certificati e di qualità. E accordi di questo genere possono portare ossigeno al settore saccarifero». 

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