Enpa Padova contro "appostamenti precari ad uso venatorio" del Pdl veneto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Una proposta di legge inqualificabile e impresentabile”. È questo il giudizio unanime del coordinamento interassociativo padovano per la protezione della natura e la salvaguardia dell'ambiente, riguardo al progetto di legge regionale n. 54 del 2015 “Appostamenti precari ad uso venatorio” in votazione mercoledì 25 novembre 2015, alle ore 14.00, a Palazzo Ferro Fini.

Presentata dal Consigliere regionale Sergio Berlato, barone dell’Associazione Cacciatori Veneti e della Fondazione per la cultura rurale, la leggina pretenderebbe di “risolvere il problema degli appostamenti ad uso venatorio” esentando gli appostamenti per la caccia (capanni, altane) dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica (prevista dal decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e del titolo abilitativo urbanistico-edilizio (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

Tali disposizioni sono chiaramente inammissibili giacché le regioni non possono considerare lecita un’attività penalmente sanzionata nell’ordinamento nazionale.
Gli “appostamenti precari di caccia” – secondo la proposta di Berlato – potranno avere una base di 4 x 3 metri (12 m2, la superficie di una camera doppia secondo le norme edilizie nazionali) e un’altezza che “non dovrà superare il limite frondoso degli alberi” (Hyperion, Sequoia sempervirens, si trova nel parco Nazionale di Redwood, in California, ed è alta ben 115,55 metri).

Uno scherzo? No, è tutto vero! Ma c’è di più...
Il 13 giugno 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della legge della Regione Veneto 6 luglio 2012, n. 25 nelle parti in escludeva dall’assoggettamento al regime del titolo abilitativo edilizio e dell’autorizzazione paesaggistica gli appostamenti per la caccia.
Le norme dichiarate incostituzionali sono abrogate.

Adesso, con un mutamento puramente nominale, Berlato ripropone nuovamente i contenuti della suddetta legge della Regione Veneto 6 luglio 2012, n. 25, riuscendo a portare il PDL 54/2015 fino al voto in Consiglio Regionale, costringendo così la politica ad occuparsi di futili questioni (i casotti di caccia suoi e dei suoi amici) già oggetto di ricorso governativo (su istanza dell’Ass. Gruppo d’Intervento Giuridico ) e di declaratoria d'illegittimità costituzionale.

Il distratto Berlato, con il PDL 54, fa perfino un'operazione inutile quando stabilisce che “Con l’entrata in vigore della presente legge sono abrogati: a) il comma 3 bis dell’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50: l'ha già fatto la Corte Costituzionale, per cui quella disposizione lì non abroga un bel niente, perché non c'è più nulla da abrogare. Anzi, è una disposizione pericolosa perché pretenderebbe di abrogare la disposizione solo dal momento dell'entrata in vigore del PDL, ragion per cui potrebbe far pensare a qualcuno che, nelle more dell'entrata in vigore della nuova legge, si applica la vecchia disposizione. Invece, poiché le norme dichiarate incostituzionali dalla Corte “cessano di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione”, la norma è già pienamente inefficace almeno da giugno 2013, data della dichiarazione di illegittimità della Corte.

Conclusione?

Il PDL Veneto N. 54/2015 "Appostamenti precari ad uso venatorio"

NASCE GIÀ INCOSTITUZIONALE.


Ente Nazionale Protezione Animali – Padova
Coordinamento Protezionista Padovano
 

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