50ª Stagione dell'Orchestra di Padova e del Veneto al Teatro Verdi

Capelli scuri, occhi verdi, zigomi forti come il padre (il grande Riccardo Muti), elegante e diafana come una bellezza fuori dal tempo. Attrice di teatro, cinema, televisione, nonché regista d'opera, Chiara Muti debutterà al Teatro Verdi  di Padova il prossimo 6 maggio, alle ore 20.45, come voce recitante ne L'Arlésienne di Georges Bizet.

L'evento, che concluderà la 50ª Stagione dell'Orchestra di Padova e del Veneto, sarà diretto da Marco Angius, che oltre a coprire la carica di direttore della Fondazione OPV, è una delle bacchette più qualificate del repertorio moderno e contemporaneo.

«Affido un particolare valore all’incontro di Chiara Muti con OPV», spiega il Maestro Angius:  «Intanto per la stima e l’ammirazione verso un’artista così versatile e musicale nel senso più autentico del termine, poi per il piacere di tornare a lavorare insieme con un programma articolato sotto diversi punti di vista e livelli: dalla presenza di un testo drammatico all’interazione spazializzata del coro e di un’orchestrazione particolarmente originale per uno dei brani più riusciti e celebri di Bizet».

Quella che sarà proposta al Verdi non è una delle due suite che circolano solitamente nelle sale da concerto, bensì la partitura originaria che Bizet concepì per le musiche di scena dell'opera teatrale di Alphonse Daudet, rappresentata nell’ottobre del 1872 al Théâtre du Vaudeville di Parigi.

L'Arlésienne è un dramma passionale, con un triangolo amoroso che presenta diverse analogie con quello di Carmen. Tuttavia, nel dramma di Daudet la donna fatale, che condiziona e travolge sino alla morte il protagonista, non appare mai sulla scena e agisce come uno spettro invisibile. Tre anni prima di Carmen, inoltre, L'Arlésienne rivela la capacità di Bizet di integrare temi e filoni folcloristici.

Questa versione per orchestra, coro e voce recitante presenta una grande varietà di forme musicali, dal melologo – recitazione con musica di sottofondo – alle parti di sola recitazione ad altre di sola musica, anche solistica (nell'intermezzo, per esempio, Bizet introduce in orchestra il sassofono).

Il concerto al Teatro Verdi comprenderà inoltre l'esecuzione di altri due pagine sinfoniche: Sarabande et Danse di Claude Debussy/Maurice Ravel e Valses nobles et sentimentales di Maurice Ravel.

La Sarabande e la Danse di Debussy saranno presentate nella versione orchestrata da Ravel nel 1922 ed eseguite per la prima volta a Parigi nel 1923. Un lavoro che testimonia le eccezionali qualità di orchestratore di Ravel, compositore che molto spesso si è cimentato nella trascrizione di lavori altrui.

I Valses nobles et sentimentales, scritti originariamente per pianoforte nel 1911, e subito dopo orchestrati da Ravel, rappresentano un omaggio a Schubert e, stando alle parole dello stesso compositore, «alle belle viennesi». Gli otto valzer si succedono contrastandosi o rispondendosi in una serie di quadretti solo apparentemente romantici, in quanto viene estratta – come per il caso di La valse – la quintessenza della forma danzata, ovvero la sua astrazione a fenomeno vorticoso.

Come di consueto il giorno del concerto, alle 10.30, sempre al Teatro Verdi, sarà aperta al pubblico la prova generale: biglietto intero euro 7, ridotto studenti euro 3.

Info: www.opvorchestra.it, tel. 049 656848

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