A Treviso la mostra "Chi sono io? Uno, nessuno, centomila"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"Chi sono io? Uno, nessuno, centomila" è il titolo della recente produzione di Elisabetta Maistrello dedicata completamente alla rappresentazione di volti femminili. La serie, esposta dal 23 novembre 2019 al 2 febbraio 2020 presso l’esclusivo Wine Creative Lab 47Anno Domini, esprime l’evoluzione del suo percorso creativo e la personale riflessione sulla frammentazione dell’io nel rapporto complesso delle relazioni partendo dal famoso romanzo di Pirandello.

La serie dei volti riflette il modus operandis di Elisabetta divenendo contemporaneamente emblema dell’infinita ricerca di identità che coinvolge ognuno di noi nel trascorrere dell’esistenza. L’artista impiega una tecnica veloce e istintiva maturata in seguito a diverse sperimentazioni che si distingue per il tratto pittorico immediato, steso direttamente sulla tela. La sicura scioltezza che emerge dalle figure è il risultato dell’interiorizzazione di una prassi e di una gestualità che esprimono pienamente l’esperienza emotiva dell’artista. I segni essenziali tracciano il disegno del volto successivamente animato da corte pennellate che come tasselli costruiscono il volume dando vita all’espressione. Come un mosaico pittorico, i gesti e i tocchi di pennello divengono tessere cromatiche capaci di conferire sempre nuove emozioni e stati d’animo, mentre gli accesi accostamenti di colore, a volte fortemente contrastanti, rivelano la matrice espressionista della sua pittura.

Sotto l’azione dell’artista, ogni volto si presenta con la sua fisionomia; tuttavia i tratti indefiniti sottolineano il valore relativo della rappresentazione che sembra scomporsi e ricomporsi in un infinitum. Sorprende il continuo variare dei caratteri, risultato della fervida creatività dell’artista che lascia emergere tutta la mutevolezza dell’immagine del sé. Rivalutando la forte attualità dell’opera pirandelliana, Elisabetta Maistrello sottopone all’osservatore la questione della persona-maschera, attraverso l’esistenziale quesito “Chi sono io?”. Consapevole delle diverse maschere che ognuno indossa anche in relazione ai ruoli e alle convenzioni sociali, l’artista interpreta la dimensione mutevole della personalità nella contingenza del presente. Il susseguirsi dei volti quindi diviene un invito a intraprendere un percorso di introspezione, a mettersi in discussione e a riconoscersi nelle varie situazioni.

Lo “scherzo spaventoso delle relazioni”, per cui ogni individuo è visto dagli altri in centomila modi diversi, diviene motivo di una ricerca volta a recuperare la propria integrità nel complesso fluido delle relazioni sociali. (Roberta Gubitosi).

Informazioni e contatti

Web: https://www.facebook.com/events/665987887140626/

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