“Chirurgia dell’epilessia, tra antichi tabù, tecniche e centri specializzati”, incontro a Padova

L’epilessia è caratterizzata da perdita improvvisa della coscienza e violenti movimenti convulsivi nei casi più comuni, della durata media di 20 secondi. Vi sono vari tipi di crisi epilettiche e cause: da quella genetica, ai traumi cranici, tumori o ictus. I malati di epilessia hanno enormi difficoltà familiari, scolastiche, sociali, affettive e lavorative, ma spesso, dopo l’intervento chirurgico, possono tornare a vivere una vita normale. L’intervento chirurgico ha diverse finalità: può essere curativo con l’asportazione del focolaio epilettogeno e si pone come obiettivo la guarigione definitiva dalle crisi, oppure palliativo, in questo caso si tende a migliorare la qualità di vita dei pazienti attraverso una riduzione dell’impatto clinico e/o della frequenza delle crisi epilettiche.

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«Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 8.2 persone su mille sono affette da epilessia e ogni anno vi sono 50-100 nuovi casi ogni 1000 persone. In circa il 30% dei casi, i farmaci attualmente a disposizione non riescono a ottenere un controllo soddisfacente delle crisi. In Italia – dice il Professor Vincenzo Esposito in un’intervista sull’argomento - vi sono 5000 persone affette da epilessia: di queste 1500 non rispondono in maniera adeguata alla terapia medica. La maggior parte delle persone affette è giovane».

Come invece dimostrano i dati clinici, i pazienti correttamente selezionati da equipe multidisciplinari nella maggior parte dei casi danno un riscontro molto buono, che in alcune situazioni può arrivare all’abolizione delle crisi epilettiche nell’80-90% delle persone operate, con rischi chirurgici molto contenuti. Eppure in Italia, come si evince dai dati del 2015, vengono operati non più di 200 epilettici l’anno a causa della scarsità di centri dedicati alla chirurgia dell’epilessia, strutture che necessitano di altissima tecnologia e di team multidisciplinari. Oltre ciò, esistono altri motivi che giustificano questo basso numero di interventi? Persistono nel tempo pregiudizi nei riguardi delle persone epilettiche e sul modo di curarli?

“L’intervento chirurgico» spiega Vincenzo Esposito «può essere ipotizzato, con i dovuti criteri di selezione, nel gruppo di pazienti in cui i farmaci non riescono a controllare le crisi. La fase di selezione è importante per il buon risultato finale: infatti, non tutti i pazienti con epilessia farmaco-resistente possono essere candidati a un intervento chirurgico. È importante che la persona epilettica venga studiata al fine di individuare il tipo particolare di epilessia, di identificare l’eventuale focolaio epilettogeno, di studiare le funzioni neurologiche e neuropsicologiche del paziente e di comprendere se l’eventuale intervento possa essere effettuato senza determinare deficit più invalidanti dell’epilessia stessa”.

Martedì 21 febbraio alle ore 17.30 in Aula Magna della Palazzina di Neuroscienze in via Giustiniani 2 a Padova, Vincenzo Esposito sarà ospite dei “Martedì della Clinica Neurologica”, il ciclo di incontri organizzati da Università di Padova e Azienda Ospedaliera in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo, la Clinica Neurologica e la Scuola di Specializzazione in Neurologia, nell’incontro dal titolo “Chirurgia dell’epilessia”.

Vincenzo Esposito dal 2006 è Professore Ordinario di Neurochirurgia. I suoi principali interessi sono la chirurgia dei tumori cerebrali, la chirurgia ipofisaria, la chirurgia del basicranio, la Neurochirurgia funzionale, la Chirurgia dell’Epilessia, le tecniche di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio. Ha contribuito alla creazione del Centro per la Chirurgia dell’Epilessia presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), ove ha eseguito quasi 500 interventi di resezione di aree epilettogene. Dal 2004 è Primario di Neurochirurgia all’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli e dal 2015 dirige il Dipartimento di Neuroscienze del medesimo istituto. Fa parte della Commissione per la Chirurgia dell’Epilessia della Lega Italiana Contro L’Epilessia, è membro fondatore del Network for Innovation and Technology in Neurosurgery e componente del Neuromonitoring Committee della World Federation of Neurosurgery.

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