Serata storica d'autore al grande cinema estivo dell'arena romana

Proiezione di "Il vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini e "Racconto di un affresco" di Luciano Emmer

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Una serata davvero speciale all'insegna del cinema ricercato con la presentazione di film storici d'autore, omaggio della Promovies a Giotto ed all'Arena Romana dove per tutta l'estate si è svolto il Grande Cinema all'aperto di Padova, è in programma questa sera, mercoledì 10 settembre.

Alle ore 21,15 all'Arena Romana (con ingresso da Piazza Eremitani) verrà proiettato "Il vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini con Susanna Pasolini, Ninetto Davoli ed attori non professionisti. Il film è stato definitivamente riabilitato questa estate dal Vaticano che lo ha definito, attraverso L'Osservatore Romano, "Il più bel film su Cristo della storia del cinema".

La proiezione sarà preceduta da un altro gioiello cinematografico: "Racconto di un affresco" pietra miliare del film-d'arte del 1938 dedicato alla Cappella degli Scrovegni realizzato da Luciano Emmer in un suggestivo bianco e nero che sostituisce la prevista anteprima del documentario "Giotto la bellezza del sacro" di Eugene Starky che verrà riproposto con il gruppo musicale dal vivo in una serata speciale da programmarsi il prossimo mese.

Definito dallo stesso regista "Questo film è dedicato alla cara, lieta, familiare memoria di Papa Giovanni XXIII" "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini riprende fedelmente il Vangelo di Matteo che racconta la vita di Gesù dall'annunciazione alla vergine Maria alla nascita del figlio di Dio, passando per il matrimonio con Giuseppe e la fuga in Egitto per scappare dalla strage degli innocenti voluta da Erode. Divenuto adulto Gesù affronta le prove nel deserto e dopo quaranta giorni di tentazioni, prosegue, in compagnia degli Apostoli, per la Palestina compiendo miracoli. Processato da Pilato, viene condannato alla crocifissione e la resurrezione conclude la sua vita terrena. Un film coraggioso che rappresenta un Cristo solo tra la gente, un Cristo dalla parte della gente. Così come il "Papa buono", il Gesù di Pasolini è schierato dalla parte dei poveri, dei diversi dei bambini. E' un uomo tra gli uomini, ed in certi momenti Cristo è anche vendicativo - sono venuto a portare la spada - dice ad un certo punto e ciò lo rende ancora più umano. Per concludere, il Gesù del film è più umano che divino ed è per questo che all'uscita l'opera suscitò polemiche a non finire. Pasolini ci presenta un film coraggioso che mostra un Cristo solo tra la gente, un Cristo dalla parte della gente. Così come il "Papa buono", il Gesù di Pasolini è schierato dalla parte dei poveri, dei diversi dei bambini. E' un uomo tra gli uomini, ed in certi momenti Cristo è anche vendicativo - sono venuto a portare la spada - dice ad un certo punto e ciò lo rende ancora più umano. Per concludere, il Gesù del film è più umano che divino ed è per questo che all'uscita l'opera suscitò polemiche a non finire. Pasolini, da non cattolico, e seguendo fedelmente il racconto di Matteo è riuscito a raccontare il Vangelo proprio grazie al suo distacco; per la mancanza di inibizioni di un cattolico praticante, e di "cattolico inconscio", cioè colui che, grazie al marxismo, ha superato la sua "condizione conformistica" di cattolico, ma è intimorito dal potervi ricadere. Pasolini, quindi, si sente libero da qualsiasi schematismo, ed è questa la ragione che lo porta a raccontare la vita del Cristo. Il Vangelo è anche il risultato di una crisi personale di Pasolini e, più in generale, di una crisi della cultura italiana.

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