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Franco Battiato a Padova

Franco Battiato a Padova

Battiato a Padova, un "irresistibile richiamo" per centinaia di fan

Ieri sera concerto al Teatro Geox per il maestro della musica italiana. L'artista ha saputo nella semplicità arrivare al cuore degli spettatori con i successi di sempre e con le ultime hit dell'album "Apriti sesamo"

Franco Battiato protagonista il 20 gennaio al Gran Teatro Geox. Il cantautore siciliano non si è risparmiato regalando al pubblico padovano una scaletta di ben ventisei brani, snocciolati uno dopo l’altro senza lasciare scampo. Il pubblico, completamente rapito, ha seguito passo passo ogni nota e ogni movenza del maestro omaggiandolo con applausi e sorrisi.  

INTRO. Apre il concerto Giovanni Caccamo (Zecchino d’Oro, X Factor, Sanremo social, ecc.) elegante con il brano "Silenzio" timido si alza e con un inchino ringrazia. Ora "Satelliti nell'aria" e "Il mondo che non tornerà". È giovane e di strada ne deve ancora fare. Certo le titubanze e le imperfezioni non sono mancate, ma ha la giusta dose di talento e motivazione di chi vuole a tutti i costi realizzare il sogno di essere cantante. Ultimo brano che è anche il suo primo singolo "Indifferenza". Il ragazzo è educatissimo e umile nel ringraziare, è impossibile non apprezzarlo.    

INIZIO. Sono le 21.35 e Battiato viene accolto dal pubblico padovano con lunghi applausi e urla osannanti. "Un irresistibile richiamo" la prima canzone. Il maestro, seduto su un puff enorme coperto da un tappeto, si fa trasportare dalla musica e lascia spazio ai fan di accompagnarlo nel canto. Sul palco con lui l'orchestra, chitarre, basso, piano e batteria, messi a tre livelli diversi grazie a dei piani che si illuminano alla base cambiando colore in base alla canzone proposta. Un grande video nello sfondo.    

VIDEO: GUARDA "CUCCURUCUCU" E IL FINALE DEL CONCERTO 

APRITI SESAMO. Battiato appare divertito come se dovesse essere lui in primis a viversi il concerto. Applausi sentiti e nel video wall i colori della copertina dell'ultimo lavoro "Apriti sesamo". "Quand'ero giovane" Franco ricorda gli anni vissuti a Milano. Tanti applausi ma Battiato stesso esorta a risparmiarsi, il concerto prevede in scaletta di ben ventisei canzoni. "Eri con me", "Passacaglia" e tutti cantano e gli applausi sono sempre presenti ignorando le indicazioni appena impartite. "La polvere del branco", "Caliti junku"in lingua siciliana, "Aurora" omaggio alla mancanza della terra siciliana e "Il serpente" ultima canzone presa album "Apriti sesamo". Nata per essere una canzone di riempimento e invece risulta essere stupenda come gli ricorda il suo pianista Carlo Guaitoli.   

SILENZIO. Atmosfera ipnotica durante "L'ombra della luce" dove l’unica sola luce è quella puntata diretta su Franco. "Danza 1" e nel video vengono proiettate le immagini - quasi come fossero ologrammi - di una coreografa coreana che Franco ha conosciuto a Parigi. Si respira intimità e alla fine si ha perfino paura di applaudire come se non si volesse invadere un momento fin troppo personale.  

METÀ. "Ostia com'è lunga questa serata, ho visto siamo ancora a metà" e il pubblico soddisfatto applaude. Assolo di chitarra (Davide Ferrario) e voce del maestro, inizia così "Nomadi" e mentre la musica va, il pubblico lo accompagna ancora una volta battendo le mani a ritmo e ovviamente cantando con lui.  

IL PUNTO PIÙ ALTO. Si raggiunge il climax con "La stagione dell'amore" e "La cura", due successi fatti uno dopo l'altro. È un'emozione fortissima che esplode dentro lasciando a tratti la sensazione di essere in apnea. Molta la commozione in sala.  

IN PIEDI. "E ti vengo a cercare" a metà canzone il maestro si alza per la prima volta in piedi e con l'occasione presenta la band e lo staff: Carlo Guaitoli – pianoforte, Angelo Privitera – Tastiere e programmazione, Simon Tong – Chitarra, Davide Ferrario – Chitarra, Andrea Torresani – Basso, Giordano Colombo – Batteria e l’orchestra “Nuovo Quartetto Italiano”.  

È AMORE. Il concerto continua con "Bandiera bianca/up patriots to arms", "L'era del cinghiale bianco" e "Voglio vederti danzare". La gente freme, non ce la fa più e in un gesto spontaneo corre sotto il palco per poter toccare l’artista. È amatissimo. Il concerto sembra essere terminato ma l’insistenza del pubblico è potentissima “Fuori! Fuori!”. Torna sul palco sempre sorridente: “Ci sono i fan dallo zoccolo duro che vogliono le miei vecchie canzoni” eccolo interpretare "Medley anni 70" seduto suona una tastiera appoggiata in un cubo illuminato bianco. Rientra anche l'orchestra e parte "Stranizza d'amuri".  

THE SHOW MUST GO ON. Ancora una volta sembra che il concerto sia finito e invece rieccolo a cantare "Inneres auge”, ringraziando la classe politica che l’ha quasi costretto a scriverla questa canzone e da ultima (davvero) la popolarissima "Cuccurucucu".  

EMOZIONE. Il concerto finisce con una folla di fan in piedi. Sold out per il Geox che non si è trattenuto e ha accompagnato il maestro in ogni canzone. Un “concertone” lungo ma reso fluido dalla presenza stessa di Battiato, dai suoi occhi luminosi e grandi, dal sorriso immancabile che avvolge e fa sentire protagonisti e dalla tenerezza trasmessa mentre sul palco, come un bambino, si lascia trasportare dalla musica.

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