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Franco Battiato al Geox

Franco Battiato al Geox

L'"Aurora" musicale di Battiato invade il Gran Teatro Geox

L'inizio mistico e il crescendo di classici senza tempo. Un immenso Franco Battiato incanta il Geox in occasione della seconda data padovana del suo "Apriti Sesamo Tour". Il pubblico, emozionatissimo, ha dimostrato di amarlo come non mai

Teatro Geox gremito per la seconda di Franco Battiato a Padova nel suo "Apriti Sesamo Tour". Il maestro offre al pubblico in estasi ben 28 brani: una carrellata straordinaria, dalle tracce del nuovo album fino ad alcune chicche anni '70. Una performance irresistibile che ha spinto moltissimi fans in delirio ad alzarsi per raggiungere la zona al di sotto del palco già alla ventesima canzone.

L'APERTURA. Apre il concerto l'artista Megahertz, al secolo Daniele Dupuis, amante del suono analogico-sperimentale. L'aria si riempie di elettronica e di meraviglia nel vedere il cantante capofila dei Versus suonare le corde invisibili del theremin al termine della sua "Cosa ti aspetti da questa notte". Conclude con l'orecchiabile "Melody Pops", originale affresco sulle nuove generazioni "social".

ECCO BATTIATO. Compare il maestro. Applauso fragoroso mentre inizia il viaggio all'interno dell'ultimo lavoro discografico. I colori arcobaleno proiettati a video accompagnano la prima canzone "Un irresistibile richiamo" contenente citazioni della mistica Santa Teresa D'Avila. Ed è proprio il misticismo e l'intimismo ad accompagnare la prima parte della scaletta con l'esecuzione di tutti i brani del nuovo album. Conclude con l'autobiografica "Quand'ero giovane", in cui narra le fatiche musicali in gioventù tra le sale malinconiche della Lombardia.

LA SICILIA. Al termine della prima tranche di brani e dopo l'incalzante "La polvere del branco", il maestro racconta la Sicilia  dell'XI sec. attraverso le parole limpide e naturali del poeta arabo Ibn Hamdis confluite nella stupenda "Aurora". Nel presentare il brano, inevitabile una nota di rammarico per come la sua amata regione ora si presenti molto diversa rispetto all'epoca del poeta arabo-andaluso. "Pensate un po' cosa ci ha trovato" afferma con amara ironia, anticipando le descrizioni delicate della natura sicula sorte dalla penna di Hamdis.

PUNTA MISTICA. La bellezza de "L'ombra della luce", uno dei punti più alti della sua ricerca artistica, chiude l'ipotetica prima parte del concerto. "E non mi abbandonare mai..." recita il ritornello-invocazione che  Battiato pronuncia come un mantra. Filosofie dell'essere supremo si intrecciano con l'ispirazione tratta dal tibetano "Libro dei morti", al quale l'opera è ispirata. Battiato fa sognare e stuzzica il gusto dei più esperti anche con "Lode all'inviolato" mentre vengono proiettate le immagini dei più famosi mistici occidentali.

CAMBIO DI "PROSPETTIVA". Dopo la mistica, è tempo dei grandi classici... e degli anni '80. "Prospettiva Nevskij ", canzone sempre attuale in quanto specchio di una società in mutamento, trasporta i fans per le strade di San Pietroburgo. Il pubblico inizia a cantare, ci si riconosce, per poi accompagnare il ritmo di una rivisitata "Mesopotamia" col battito di mani ed accogliere "La stagione dell'amore" a cori spiegati. Ma è "La cura" a riscuotere il maggiore apprezzamento. Ora si canta a bassa voce. E' il momento di più elevata commozione.

UN CRESCENDO. Battiato accenna a movenze e passettini di danza e tutti scalpitano con il mash-up "Bandiera Bianca - Up patriots to arms", quando, all'improvviso, un fiume umano si alza da vari settori della platea e va verso il palco. Si balla e si cerca di ricevere una stretta di mano di Battiato che assiste sorridente alla grande dimostrazione di affetto. Regala al pubblico "Voglio vederti danzare" e il Geox diviene incandescente. Poi, il maestro saluta calorosamente e se ne va, ma il concerto non finisce qui.

VOGLIAMO GLI ANNI '70. Battiato riappare chiamato a gran voce da tribuna e platea. Ed ecco l'ultimo regalo direttamente dagli anni '70 e dall'album "Sulle corde di Aries", ovvero la canzone "Da oriente a occidente". Chicca della serata. I cultori di Franco divengono infine euforici quando il maestro esegue alla tastiera la strumentale e psichedelica "Propriedad prohibida". All'ultimo invece, tutti a ballare con "Inneres Auge" e l'evergreen "Cuccurucucu". Si chiude così una strepitosa esibizione. E tra Battiato e il pubblico padovano si rafforza l'amore reciproco.

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