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Noel Gallagher sul palco dell'Hydrogen live Festival

Noel Gallagher sul palco dell'Hydrogen live Festival

La pioggia non ferma Noel Recensione concerto a Piazzola

Un'ora e mezza di rock per l'ex Oasis che sul palco dell'Hydrogen live festival regala energia, humor e anche qualche chicca ai fan accorsi da tutta Europa. Stop di mezz'ora per un acquazzone

Noel è la storia del rock. E oltre vent'anni di carriera ai vertici delle classifiche mondiali lo dimostrano. Non importa, infatti, se siete troppo giovani per essere fan dei Beatles: se siete cresciuti con la musica degli Oasis e di Noel Gallagher, infatti, potete dire di aver vissuto comunque una leggenda. E a quasi cinquant'anni suonati, magnificamente, bisogna dirlo, il fascino di "The Chief" non tramonta e anzi aumenta. È cresciuto, maturo ma sempre un "genius" come ama autodefinirsi. Merito del suo humor, del suo stile fatto di basette e di intramontabili camicie con le due tasche. Ma merito soprattutto della sua musica. Sempre coerente con la sua creatura, gli Oasis appunto, le sue canzoni pur con qualche recente sperimentazione, sono fedeli, infatti, al suo amato giro di chitarra. E meno male verrebbe da dire. Anche perchè ogni volta sono dei piccoli capolavori: ascoltare l'ultimo album, "Chasing Yesterday", per credere.

ENERGIA E HUMOR. E dal vivo Noel è anche meglio. A Piazzola sul Brenta, all'Hydrogen Life Festival organizzato da Zed, ha regalato un'ora e mezza di musica vera in uno show in cui il Nostro era davvero in forma. E poco importa se un violento acquazzone stava per rovinare la festa: dopo mezz'ora che "The God" ha lasciato il palco al Dio del cielo, infatti, il concerto è ripreso alla grande. Sarà l'abitudine al clima "bagnato" fatto sta che Noel sembrava a casa e, sempre brillante, non ha risparmiato battute a raffica alle migliaia di fan accorsi da mezza Europa per vederlo in uno dei live più "interattivi" di sempre.: "Ho tempo solo per un'ultima canzone...f**** pioggia perchè deve cadere" al "Manchester United peggiore m**** d'Inghilterra". Perfino villa Contarini ha chiesto se "è di Berlusconi o Balotelli?". Perchè anche la scenografia padovana fa sempre il suo effetto.

IL LIVE. Una cornice cha ha fatto da sfondo a venti brani, tutto secondo scaletta, con le immancabili canzoni degli Oasis. Oltre alle classiche e immense "Champagne Supernova", "Don't look back in anger", "Whatever" e "The Masterplan", Noel ha regalato alcune chicche come "Fade away" e "Digsy dinner" pezzi che solo i fan di lunga data della band di Manchester conoscono. Per la gioia di tutti i "mad fer it" presenti. Uno show in sostanza per tutti i gusti con ballate da pelle d'oca come "If i had a gun" e "The dying of the light" e hit esplosive degli ultimi album come "You know we can't go back" o "Lock all the doors" fino alla stupenda e "futurista" "Aka...what a life". Perchè per entrare nella storia, non servono poi grandi cose. Bastava avere il biglietto del concerto di Noel Gallagher e The High Flying Birds e cantare abbracciati "Don't look back in anger". Un'emozione che non ha prezzo.

SCALETTA

Do the Damage

The Wrong Beach

Everybody’s on the Run

Fade Away (Oasis cover)

In the Heat of the Moment

Lock All the Doors

Riverman

The Death of You and Me

You Know We Can’t Go Back

Champagne Supernova (Oasis cover)

Whatever (Oasis cover)

Dream On

The Dying of the Light

The Mexican

AKA… Broken Arrow

Digsy’s Dinner (Oasis cover)

If I Had a Gun…

The Masterplan (Oasis cover)

AKA… What a Life!

Don’t Look Back in Anger (Oasis cover)



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