Phil Robson in concerto al Padova jazz festival

  • Dove
    Hotel Plaza Padova sala Bar - Centro Culturale San Gaetano
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 12/11/2014 al 12/11/2014
    Hotel Plaza Padova – Sala Bar, ore 19:00; Centro Culturale San Gaetano, ore 20:45; Hotel Plaza Padova – Sala Bar, ore 22:30
  • Prezzo
    BIGLIETTI concerto al Centro Culturale San Gaetano: posto unico non numerato 12 euro; concerti all’Hotel Plaza Padova: ore 19:00: posto non numerato gratuito; ore 22:30: posto non numerato 5 euro
  • Altre Informazioni
    Sito web
    padovajazz.com

L’edizione 2014 del Padova Jazz Festival si avvicina ai suoi giorni culminanti. Intanto, mercoledì 12 novembre, va in scena l’ultimo dei concerti al Centro Culturale San Gaetano dedicati alle espressioni più intriganti del jazz europeo. Toccherà questa volta (con inizio alle ore 20:45) al trio del chitarrista inglese Phil Robson: una formazione caratterizzata dal sound dell’organo Hammond di Ross Stanley e dal beat di un batterista pirotecnico come Gene Calderazzo.

Un jazz altrettanto esaltante e pulsante di ritmi incontenibili si ascolterà nelle due esibizioni del trio Brooklyn Beat! nella Sala Bar dell’Hotel Plaza Padova (la prima alle ore 19, l’altra alle 22:30): con Domenico Sanna (pianoforte), Ameen Saleem (contrabbasso) e Dana Hawkins (batteria) la situazione musicale si farà certamente incandescente.

Una formazione capace di esecuzioni potenti, ricche di groove e sottigliezze interpretative, ben swinganti senza suonare datate, basate principalmente su composizioni originali. Pur sotto la leadership di Phil Robson, questo Organ Trio è senz’altro una all star band, grazie alla presenza di un virtuoso dell’Hammond come Ross Stanley (inglese, classe 1982, ricercato da artisti del calibro di Deodato, i Simply Red e, in area più jazzistica, Jacqui Dankworth) e di Gene Calderazzo (statunitense ma attualmente di casa a Londra), un super drummer la cui incredibile versatilità gli ha permesso di suonare con artisti assai diversi come James Moody, Phil Woods, Benny Golson, Randy Brecker, Steve Lacy, Pharoah Sanders e, addirittura, Barbra Streisand, Maceo Parker, Sting e i Radiohead, senza tralasciare suo fratello, lo stimato pianista jazz Joey Calderazzo.

Tornando al leader, Phil Robson (nato a Derby ma ora attivo sulla scena londinese) è a sua volta un musicista dall’approccio stilistico eclettico la cui carriera ha avuto uno sviluppo internazionale. Ha dato vita a diverse formazioni a proprio nome, nelle quali ha coinvolto musicisti del calibro di Mark Turner, Billy Hart, James Genus, David Liebman, Julian Siegel, mentre come sideman ha fatto parte dei gruppi di Kenny Wheeler e Django Bates tra gli altri.

Il trio Brooklyn Beat! arriva al Padova Jazz Festival giusto in perfetta corrispondenza con l’uscita del loro CD Brooklyn Beat!, registrato a New York e pubblicato dalla Jando Music in collaborazione con Via Veneto Jazz.

A tenere le fila del discorso musicale c’è il pianista Domenico Sanna (nato a Gaeta nel 1984), che mette a disposizione diverse sue composizioni da affiancare al repertorio degli standard e detta un groove contemporaneo, un fraseggio asciutto, un clima espressivo venato di elementi di R&B e swing. Sanna ha iniziato a emergere sulla scena italiana a partire dal 2007, con la vittoria del concorso indetto dal seminario We Love Jazz. In giuria, a decretarlo “miglior pianista” c’erano George Cables, Bobby Durham, Benny Golson, Jimmy Cobb, Joey DeFrancesco. Da allora ha collaborato con artisti significativi sia del panorama internazionale (David Liebman, Jeff Ballard, Larry Grenadier, Scott Colley, Joe Lovano, Peter Bernstein) che italiano (Gegè Telesforo, Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Nicky Nicolai, Flavio Boltro).

Sospinta dalla forza della gioventù è anche la sezione ritmica del trio, a partire dalla potente pulsazione fornita dal basso di Ameen Saleem, noto soprattutto per essere il perno ritmico del quintetto di Roy Hargrove (ma ha suonato anche con Roberta Gambarini, Greg Hutchinson, Betty Carter, Frank Lacy). Anche Dana Hawkins ha già un invidiabile curriculum, essendo ormai abituato a girare il mondo assieme a jazzisti come Jeremy Pelt e Gerald Clayton: niente male per un batterista non ancora trentenne (è nato nel 1985).

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