Piazzola Live Festival: grande successo per il concerto di Cesare Cremonini

E' partito ieri da Piazzola sul Brenta il tour estivo del cantante italiano. Due ore di musica in un Anfiteatro Camerini gremito in cui l'artista ha riproposto tutti i successi della sua carriera dalle ultime hit "Mondo" e "Hello", fino alla mitica "50 Special"

Cesare Cremonini da vera popstar fa attendere per qualche minuto i centinaia di fan che sono accorsi a Piazzola sul Brenta prima di farli esplodere con la sua musica. Già dalle prime note si capisce quanta energia da questo live e che parterre di canzoni il cantante possa permettersi di regalare al suo pubblico: Cesare entra in scena con la hit di successo “Mondo” una canzone per mesi in testa alle classifiche scritta in collaborazione con Jovanotti.

Tolto il primo pezzo da novanta, il concerto è un continuo scivolare di successi uno dietro l’altro e da lì capisci quanto l’artista sia davvero maturato e quanto abbia dato fino ad oggi alla musica italiana: da “Vorrei” a “Figlio di un re” da “Qualcosa di grande” fino a “Il pagliaccio”. E poi via via tutte le altre: “Dicono di me”, “Le tue parole fanno male” la delicatissima “Marmellata #25”, “Hello”, per chiudere con la dolcissima “Un giorno migliore”. C’è spazio anche per un tributo a Bob Dylan, ma è la storica e mitica canzone d’esordio “50 special” a far ballare tutta la platea, in segno che il primo amore non si scorda mai. Dodici anni di successi dall’album “Squerez”, degli esordi, fino all’ultimo “Greatest Hits”. Dodici anni in cui Cremonini è riuscito sempre a migliorare mettendo in ogni brano, da quel lontano 1999 fino ad oggi, un po’ di maturità in più.
 
Due ore di musica, dunque, in cui Cremonini si presenta a Piazzola come “Il signore della villa” e in cui fa sentire totalmente a suo agio gli “ospiti”. Perché Cesare è un’artista vero: non solo cantante ma anche autore dei suoi pezzi, non solo voce ma anche chitarre e pianoforte.

Ed è proprio con il piano che Cesare da il meglio di sé. Lo vedi suonare da  solo in mezzo al palco le sue ballate e capisci quanto quel pianoforte sia davvero una parte di sé. Nel piano si tuffa, lo vive e cerca di trasmettere a noi con la sua voce graffiante e profonda tutte le emozioni che quei tasti sanno dargli: a giudicare dal successo del concerto, riuscendoci in pieno.
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