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Jovanotti durante il concerto a Padova ©Diego Boccardo

Jovanotti durante il concerto a Padova ©Diego Boccardo

La tempesta di pioggia non ferma il concerto patavino di Jovanotti

Il maltempo dopo neppure mezz'ora dall'inizio fa sospendere per due ore lo show. Lo stadio non sarà più lo stesso. Tante le polemiche, tanti coloro che se ne sono andati, ma tanti anche quelli che sono rimasti "pensando positivo" e fino all'ultimo si sono goduti la festa

La terzultima tappa del “Backup tour – Lorenzo negli stadi 2013” non è stata certo delle più facili. Ieri sera, sabato 13 luglio, allo stadio Euganeo a Padova se ne sono viste di tutti i colori. La colpa? La tempesta di pioggia e grandine che si è abbattuta non solo sulla città patavina, ma anche su tutta la provincia che, oltre a creare moltissimi danni, ha provocato una sospensione dello show per ben due ore. La lunghissima attesa viene interrotta dallo stesso Jovanotti che comunica con i presenti tramite Twitter: “#padova mi dicono che riprendiamo lo show”.

VIDEO - I FAN IN FUGA DALLA PIOGGIA

COMMOVVENTE. Se durante le altre tappe italiane qualcuno accusava Lorenzo di rasentare fin troppo la perfezione tanto da risultare impermeabile e poco coinvolto, a Padova si può dire tutto il contrario. Commovente il parterre e le tribune che innondate dalla tempesta cercano riparo; commovente Jovanotti che ringrazia incredulo chi è rimasto; commovente chi si abbraccia per scaldarsi durante l’attesa; commovente chi ha saputo emozionarsi sfidando il certo raffreddore del giorno dopo per saltare ancora una volta al ritmo del cantautore romano; commovente è vedere chi riesce ancora a intenerirsi e a lasciarsi scendere una lacrima mentre la musica di Jovanotti inesorabile arriva al cuore.

IL SEGRETO. Sì, le polemiche non sono mancate, ma ciò che non si dimentica sono quei sorrisi, quell’atmosfera magica e irreale tanto da suscitare la voglia di abbracciarsi e di stare insieme. È forse questo il segreto dei concerti di Lorenzo negli stadi? No, non lo si può spiegare o svelare così banalmente, si deve vivere!

Ma cosa è successo durante la serata?

ARRIVO. Si arriva allo stadio Euganeo e subito si respira un clima festaiolo. Si è proprio nel posto giusto. Accolti dalla musica, non mancano i balli, i battiti di mani, i baci e gli abbracci spontanei. Il concerto si vive prima che inizi. Il caldo che durante il pomeriggio non lasciava tregua, durante la serata è un vento leggero e rigenerante. Poi pioggia. Tanta, tantissima che ha fatto sospendere il concerto per ben due ore.

L’APERTURA. L’anima rock del “Backup tour” sono i Tre allegri ragazzi morti. Fortemente voluti da Jovanotti “per fare un regalo al mio pubblico”, alle 19.20 sono loro che si impossessano del palco. La musica continua con Spiller DJ mentre il parterre e le gradinate pian piano si riempiono.

LA VITA. Il viaggio della serata è ancora lungo. Un viaggio chiamato vita. Una vita artistica che proprio come quella reale è piena di evoluzioni e di nuovi equilibri. Ecco allora prepotente l’esigenza di fare il punto della situazione: un “backup” che è un momento di lucidità che permette di capire dove si è arrivati con l’avventura partita venticinque anni fa e che sabato 13 luglio a Padova allo Stadio Euganeo si riassume in più di trenta canzoni.

EVOLUZIONE MUSICALE. Lorenzo snocciola durante la serata l’evoluzione musicale senza dimenticare le origini. Dopo l’intro con “Lo chiamavano Trinità” di Franco Micalizzi (da poco riproposto da Quentin Tarantino con Django Unchained) si parte con Jovanotti tutto in lustro che regala “Ciao mamma”. E la canzone continua “guarda come mi diverto”, senza sapere poi che la serata di “divertimenti” ne avrebbe riservati molti. E proprio come lui stesso scrive dal suo profilo Facebook: “È stato uno dei concerti più incredibili di tutta la mia vita”.

NUBIFRAGIO. Sono le 21.30 e il maltempo pare non dare tregua e dopo neppure mezz’ora, il concerto è sospeso. Il parterre è il più colpito e in un attimo si disgrega cercando inesorabilmente un riparo. Molti corrono verso l’uscita e verso le gradinate aperte per consentire un minimo di ristoro. La situazione si presenta difficile da gestire, ma non si sono registrati, fortunatamente, incidenti.

DELUSIONE? Nell’aria si respira un po’ di delusione, tante le aspettative che per ora restano disattese. A spezzare il silenzio è lo stesso Jovanotti con un tweet: “#padova mi dicono che riprendiamo lo show” e poi ancora: “Riprendiamo da dove ci siamo fermati e facciamo tutto! #padova #tempesta (oggi è sabato domani non si va a scuola...). Quasi pronti.”

VIDEO - I FAN TORNANO NEL PARTERRE

GRAZIE. Sono le 23.26 e Jovanotti esce per salutare il suo pubblico. Tutto è pronto per ricominciare ma… Riprende a piovere. Ancora sospesi… È come essere seduti in un aereo in attesa della partenza. Bloccati per il maltempo con i motori però accessi. Ed ecco che, passati altri dieci minuti, finalmente lo show sembra poter decollare. Da qui in poi sarà sola una la parola “regina” del concerto: “GRAZIE”. Un grazie che non manca mai alla fine di ogni canzone. Lo stesso Lorenzo si scusa per quello che è successo sapendo benissimo che non è colpa sua.

LIBERI TUTTI. “Facciamo “Mezzogiorno” è la giusta terapia d’urto”. Il pubblico si lascia andare lassista. I presenti non hanno i classici pupazzi da lanciare, ma in un gesto liberatorio, ecco gli asciugamani, prima usati per proteggersi dal nubifragio, ora atterrano sulla pedana al passaggio di Jovanotti.

VIDEO - JOVANOTTI CANTA "BACIAMI ANCORA"

ENERGIA. Eccolo il suo pubblico, lì tutti a saltare. “Se esiste un premio Nobel per il pubblico, io questa sera vi candido in Svezia" è così che Lorenzo fa ritrovare il giusto mood energetico. Certo i maxi schermi non trasmettono più quei bellissimi video tanto perfetti, le luci dello stadio sono accese, quelle sul palco non tutte funzionano, ma è in questa semplicità che Jovanotti si confida: “Io vi posso vedere. È un’avventura positiva quella di stasera. Guardandovi, potrei anche chiamarvi per nome. Grazie davvero per essere rimasti”.

GRANDI ARTISTI A PADOVA. Nelle tribune anche Gianni Morandi che Jovanotti omaggia cantando a cappella “Occhi di ragazza” proponendogli un giorno di duettarla con lui (e anche di impararne il testo). Lo stesso Gianni, durante le due ore di attesa, in un attimo catalizza l’attenzione dello stadio Euganeo su di lui cantando “Scende la pioggia”.

VIDEO - JOVANOTTI CANTA "LE TASCHE PIENE DI SASSI"

CONCLUSIONI. Ancora molto ci sarebbe da scrivere sulla serata di ieri, ancora tante le polemiche che si potrebbero fare, ma a nulla servirebbero le parole per descrivere quell’incrocio di sguardi, quelle carezze, quei baci, quei palloncini lasciati liberi, quelle bandiere con lo smile che sventolavano appesantite dalla pioggia e a quei cartelli con la scritta “Ciao mamma”. Sì, “pioggia, vento e sangue nelle vene” che ti fa sentire vivo hic et nunc. Si torna a casa sconvolti, distrutti, affaticati, sorridenti e felici con una splendida consapevolezza: pensare positivo. Sì perché è solo “praticando l’allegria” che le polemiche su questo concerto patavino di Jovanotti potranno finalmente placarsi.

SCALETTA JOVANOTTI BACKUP TOUR 2013 A PADOVA

  • Lo chiamavano Trinità (Intro)
  • Ciao mamma
  • Megamix
  • Gimme Five
  • Non m’annoio
  • Tensione evolutiva
  • Safari
  • La mia moto
  • Mezzogiorno
  • La mia moto
  • Serenata rap
  • Voglio andare a casa
  • Mi fido di te
  • Gente della notte
  • Piove
  • Tutto l’amore che ho
  • La notte dei desideri
  • Medley Certe notti (Ligabue) Notte prima degli esami (Antonello Venditti) L’uomo in frac (Domenico Modugno)
  • Ti porto via con me
  • Ora
  • Le tasche piene di sassi
  • Terra degli uomini
  • Tanto Tanto Tanto
  • Io danzo
  • Muoviti muoviti
  • Una tribù che balla
  • Bella
  • Raggio di sole
  • Baciami ancora
  • A te
  • Il più grande spettacolo
  • L’ombelico del mondo
  • Ragazzo fortunato
  • Penso positivo
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