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L'abbazia di Praglia e «il miracolo» del Domnus Abbas, tra le stelle di «Padova Land Of Wine Stars»

Dai monaci per scoprire come e dove producono i loro vini. Una visita non solo alle cantine, ma in tutto il millenario complesso dove vige ancora il principio de «ora et labora»

Alla conferenza stampa, anzi alla degustazione che è seguita alla presentazione della prima edizione di Land of Wine Stars, il Domnus Abbas, vino metodo classico (champenoise) del 2015, quindi con almeno 24 mesi sui lieviti, ha incantato tutti, anche l’assessore regionale Giuseppe Pan. A maggior ragione perché i vini proposti dalle varie aziende, gli stessi che verranno presentati al pubblico nelle due giornate alla Gran Guardia, sono tutti di ottimo livello. Stiamo parlando di produttori locali che per numero di bottiglie non posso competere con i grandi produttori, ma dal punto di vista della qualità non hanno nulla da invidiare a vini di altre zone, anche dello stesso Veneto. L’idea che i monaci benedettini sono gli artefici di un tale miracolo, è il caso di dirlo, ha incuriosito non poco. Il Domnus Abbas è composto da uve di  Chardonnay, Garganega e Raboso, in parti uguali. Così siamo andati a conoscerli questi monaci e a mettere il naso nella loro cantina.

L'abbazia 

L’abbazia di Praglia è la più grande comunità monastica d’Italia, dove tutto viene prodotto all’interno e dove si segue ancora il motto Ora et labora. Anche i vigneti sono dentro le mura, tutti i processi che poi portano alla produzione dei diversi vini, è tutta fatta all’interno. Vige ancora il metodo benedettino, un po’ come la  leggenda di Dom Pérignon, le bottiglie sono fatte tutto a mano. Si respira la tranquillità e il silenzio di un luogo che ha mille anni di storia.

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Andrea Toffanin è assistente enologo e studente di agraria, è lui che ci accompagna. Gli chiediamo come si diventa, enologo «Per fare questo lavoro bisogna prima acquisire competenze nel campo enologico e vitivinicolo. Bisogna imparare tutti i processi e i procedimenti dall’uva al vino, dal campo alla bottiglia». Andrea Toffanin segue anche la parte commerciale per l’abbazia, di promozione.  Il vino la sua grande passione, la patente di enologo il  suo obiettivo.

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Don Giacomo che dell’abbazia è l’amministratore, ci spiega che lui con il vino c’entra poco o nulla. Certo gli piace e naturalmente segue tutti i passaggi ma non è lui che se ne occupa direttamente, ma altri monaci.

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Don Giacomo nell’accezione antica, quella che troviamo descritta ne «Il nome della rosa» di Umberto Eco, è un cellerario, una figura antica che richiama un tempo in cui amministrare voleva dire essere il responsabile del magazzino e della dispensa o poco più. «Oggi le faccende che si devono sono estremamente più complesse».

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Inevitabile la domanda su «Il nome della rosa», il libro di Umberto Eco e sulla trasposizione cinematografica, un altro successo planetario. La curiosità di sapere che rapporto hanno con quell'opera e la conseguente trasposizione cinematografica: «Straordinario il lavoro di ricerca e di ricostruzione, gli ambienti che è evidente che conosceva bene. Il regista del film invece ( Jean-Jacques Annaud n.d.r.), so per certo che qui c'è stato, ma io non ero ancora arrivato». E' interessantissimo seguire Don Giacomo. Parla in modo chiaro e pacato e ha sempre la battuta pronta. L'antica biblioteca, il refettorio, i vigneti, fino ad arrivare alla cantina.  

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I vini prodotti nell’Abbazia di Paglia saranno presenti nell’ambito dell’iniziativa Padova Land of Wine Star che si svolge nel week end del 3 e 4 novembre. Sono tante infatti le tipologie di vino a Denominazione di Origine Controllata e DOCG prodotte nel territorio della provincia del Colli Euganei, territorio peraltro di antiche tradizioni enologiche, Land of Wine Stars è un modo per promuovere un territorio, quello della provincia di Padova, forte della professionalità di molte cantine che in questi anni hanno saputo elevare il livello qualitativo delle proprie produzioni, nei Colli Euganei, nella zona di Conselve e Bagnoli.

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Due giorni più uno, di fatto, perché il luned?ì giungeranno a Padova importanti buyer del settore vitivinicolo proprio per conoscere le cantine del territorio e degustarne i vini: Austria, Estonia, Lettonia, Polonia e Regno Unito i Paesi di provenienza degli operatori esteri, selezionati da Promex in collaborazione con gli uffici ICE di riferimento. Se nei primi due giorni l’obiettivo è far conoscere quei vini e quelle aziende a chi appartiene allo stesso territorio e chi lo attraversa magari per una visita, quello di lunedì è il momento di proporsi anche fuori, inteso nel senso più lato possibile.

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