Semplicemente straordinaria: l'anteprima della mostra “Van Gogh, Monet, Degas” a Palazzo Zabarella

Oltre 70 opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art del Virginia Museum of Arts saranno esposte fino al primo marzo 2020: la fotogallery

Uno dei capolavori esposti a Palazzo Zabarella

"Possedere questi dipinti, oltre al piacere quotidiano che ci regalavano, significava anche provare la gioia subliminale di sapere che un giorno sarebbero stati ammirati, e amati, da moltissime persone". E non potevano davvero fare regalo più grande: la frase è di Paul Mellon, tra i piu importanti e raffinati mecenati del XX secolo insieme alla moglie “Bunny” Lambert. Grazie ai quali possiamo godere di una mostra a dir poco straordinaria: emozionante vernissage per “Van Gogh, Monet, Degas - The Mellon Collection of French Arts from the Virginia Museum of Fine Arts”, in programma a Palazzo Zabarella da sabato 26 ottobre 2019 al primo marzo 2020.

“The Mellon Collection”

La Fondazione Bano continua a stupire e a fare regali strepitosi ai padovani e agli amanti dell'arte, proseguendo il progetto espositivo finalizzato a presentare alcune delle collezioni private più prestigiose al mondo, divenute poi pubbliche. Questa volta tocca (in esclusiva per l'Italia) a oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso, Vincent van Gogh e altri. La mostra curata da Colleen Yarger - capo dipartimento ad interim e curatrice del catalogo della Mellon Collection - presenta una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art del Virginia Museum of Arts, che copre un arco cronologico che dalla metà dell'Ottocento giunge fino ai primi decenni del Novecento, compreso tra il Romanticismo e il Cubismo passando attraverso la straordinaria stagione dell'impressionismo.

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La mostra si apre con Mounted Jockey (Fantino a cavallo) di Théodore Géricault e Young Woman Watering a Shrub (Giovane donna che annaffia un arbusto) di Berthe Morisot, che definiscono la genesi della raccolta dei due coniugi. Da un lato, Paul Mellon era un amante dei cavalli e il fatto che Géricault fosse stato in Inghilterra per studiare le opere di George Stubbs, uno dei pittori di genere animale da lui preferiti, giocò un ruolo fondamentale nel suo interesse verso l’arte francese. Dall’altro, la passione della moglie Bunny si specchia nell’opera dell’artista francese che ritrae la sorella mentre si prende cura delle piante nella sua casa di famiglia, caratterizzata da un morbido tocco e dalle chiare tonalità cromatiche, che rafforza il piacere semplice della vita domestica.

Cavalli, Parigi, fiori e persone

Il percorso espositivo prosegue con alcuni esempi di arte francese a soggetto equestre, tra cui i ritratti di cavalli di Eugène Delacroix e Théodore Géricault e scene di competizioni ippiche di Edgar Degas, del quale viene esposta anche una serie di quattro sculture, e con i quadri di natura morta, ovvero di fiori, dipinti da maestri quali Alfred Sisley, Vincent van Gogh, Henri Fantin-Latour, Odilon Redon, che testimoniano la passione che Bunny Lambert Mellon coltivò per il giardinaggio e l’orticultura. Parigi, per tutto il XIX secolo fu la città che maggiormente ispirò gli artisti. I lavori di van Gogh, Pierre Bonnard, Maurice Utrillo rivelano sia vedute famose che poco conosciute, luoghi di festa e scorci delle strade e dei vicoli della capitale francese, a cui i coniugi Mellon rimasero intimamente legati per tutta la loro vita. La rassegna continua analizzando i quadri di figura umana e di ritratto. Qui s’incontrano dipinti di maestri quali Gustave Courbet, Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne e altri, in cui le persone non sono colte in pose formali, quanto in luoghi come le loro case, i loro giardini o in contesti sociali.

Acqua

Il tocco impressionista, immediato e vibrante, era particolarmente adatto per cogliere gli effetti dell’acqua. Nella sezione dedicata a questo elemento, spicca A Man Docking His Skiff (Uomo che attracca la canoa) di Gustave Caillebotte, nel quale l’artista rivela la sua grande capacità nel cogliere le macchie di luce e di ombra, senza dimenticare i dipinti di Eugène Boudin, Édouard Manet, Berthe Morisot che ritraggono la vita sulle spiagge d’inizio secolo scorso.

Interni e tavoli

Una delle passioni di Bunny Mellon era l’arredamento. Conosciuta come esempio di buon gusto, Bunny arredò le sue case con rigore e squisita raffinatezza, accogliendo ospiti come Elisabetta II d’Inghilterra, il Principe del Galles o l’amica Jacqueline Kennedy che la volle come sua consigliera per arredare le sue molte abitazioni. A Palazzo Zabarella, non possono quindi mancare opere di autori quali Felix Vallotton, Henri Matisse, Paul Gauguin, Raoul Dufy che propongono vedute d’interno. Tra queste, si segnala The Chinese Chest of Drawers (La cassettiera cinese), capolavoro di natura morta cubista di Pablo Picasso, che rappresenta la volontà delle avanguardie di abbattere concetti e confini stilistici in cerca di nuove espressioni.

Campagna francese

Il percorso conduce quindi il visitatore nella campagna francese per ammirare opere come Field of Poppies, Giverny (Campo di papaveri, Giverny) di Claude Monet, caratterizzato da una larga banda di colore rosso che divide lo sfondo dal primo piano, o come dipinti di piccole dimensioni di Georges Seurat, Kees van Dongen e Vincent van Gogh che trasformano il paesaggio rurale in una orchestrazione di atmosfera, energia e pura luce.

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Chiude idealmente la mostra, una raffinata selezione di opere impressioniste, con due paesaggi di Monet, un ritratto di Renoir e una delle famose ballerine di Degas.

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