Il restauro, ma non solo: ancora pochi posti per “La notte di San Pietro”

In programma giovedì 28 giugno, permetterà di ammirare l’omonima chiesa e il cantiere aperto sul “Compianto sul Cristo morto” senza dimenticare la tradizione della “barchetta”...

A un passo dal tutto esaurito. Ci sono ancora alcuni posti disponibili per partecipare alla “Notte di San Pietro”, in programma giovedì 28 giugno (con inizio alle ore 21) nell’omonima chiesa a Padova. La notte di San Pietro è organizzata dal Museo diocesano in collaborazione con la Parrocchia della Cattedrale e l’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, e si colloca tra le iniziative che accompagnano la terza edizione del progetto “Mi sta a cuore”, dedicato al recupero di opere del patrimonio artistico diocesano.

Notte di S. Pietro-3

Il restauro

In questa edizione di Mi sta a cuore sono oggetto di restauro tre terracotte tra cui un prestigioso Compianto sul Cristo morto, conservato proprio nella chiesa di San Pietro a Padova. Opera di un plastificatore padovano del XV secolo, il Compianto è un gruppo in terracotta policroma collocato in una cappella laterale della chiesa di san Pietro, nell’omonima via al numero 125. L’opera rappresenta Gesù deposto dalla croce, sorretto sul bordo di un sarcofago da un angelo, dalla Vergine e altre donne piangenti e affiancato dalle figure intere di San Giovanni e di un’altra donna. È inserito all’interno di un altare in pietra di Nanto dipinta e dorata, che include un affresco raffigurante un paesaggio con il Golgota e le tre croci vuote. Se questo affresco appare pienamente cinquecentesco, lo stile delle figure in terracotta rimanda all’arte padovana della fine del Quattrocento. Il complesso è frutto di interventi diversi ed è stato probabilmente smontato e rimontato nell’attuale collocazione.

Compianto sul Cristo morto_chiesa di san Pietro_VE 64541-4

Occasione multipla

La Notte di San Pietro sarà un’occasione “multipla” per i partecipanti. Da un lato si potrà ammirare, accompagnati dal direttore del Museo diocesano Andrea Nante, dal conservatore Carlo Cavalli e dall’arciprete della Cattedrale (a cui fa capo la chiesa) don Umberto Sordo, la chiesa di San Pietro – un gioiello padovano, ancora poco conosciuto, se non per la venerazione alla beata Eustochio, il cui corpo è conservato in una cappella laterale – che presto sarà interessata da un intervento per sanare i danni provocati dal terremoto del 2012 e mettere in sicurezza la struttura. In secondo luogo la serata sarà un cantiere aperto sul restauro del Compianto sul Cristo morto, avviato nei mesi scorsi: la professoressa Rita Deiana, direttrice del CIBA – Centro Interdipartimentale di Ricerca, Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici – dell’Università degli Studi di Padova, e la restauratrice Raffaella Portieri illustreranno ai partecipanti le fasi iniziali del restauro, relative alla diagnostica e ai primi campionamenti sui pigmenti e sui materiali utilizzati.

Accesso al giardino esterno

Infine il pubblico avrà la possibilità di accedere al giardino esterno dell’Istituto delle Dorotee da dove poter avere un’altra veduta dell’antico complesso della chiesa di San Pietro e recuperare alcune tracce della sua antica storia, dei passaggi di proprietà e dei rifacimenti successivi: da cappella palatina a chiesa monastica – distrutta dagli Ungari prima e poi da un violento terremoto, ricostruita e “aggiornata” in fasi successive – a chiesa annessa alle parrocchie prima di San Leonardo e poi della Cattedrale.

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La tradizione della “barchetta di San Pietro”

Infine non mancherà uno spazio per recuperare una tradizione, vale a dire quella della “Barchetta di San Pietro”, molto diffusa nel Nord Italia e in particolare in terra veneta nella notte che porta alla festa dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno). Per partecipare alla serata è necessaria la prenotazione (049 652855 o info@museodiocesanopadova.it). Ai partecipanti è chiesto un contributo minimo di 7 euro a sostegno del restauro del Compianto sul Cristo morto.

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