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Un fotogramma tratto dal film "La giusta distanza"

Un fotogramma tratto dal film "La giusta distanza"

Ad un anno dalla morte del regista Mazzacurati, un libro a lui dedicato

Il testo, a cura di Antonio Costa, rappresenta il primo studio monografico completo e passa in rassegna l'intera filmografia del cineasta padovano. La presentazione, martedì 20 gennaio al palazzo del Bo

L’uscita del libro "Carlo Mazzacurati" (2015, Marsilio Editori) a cura di Antonio Costa sembra avvenire a “giusta distanza”, dalla prematura scomparsa del regista padovano, esattamente un anno dopo.

IL PRIMO STUDIO MONOGRAFICO. Un lavoro di analisi e di interpretazione sulle opere di Mazzacurati operato da illustri nomi della critica e della docenza cinematografica che rappresenta il primo studio monografico completo e passa in rassegna la filmografia del regista dal primo lungometraggio, "Notte italiana", fino ai "Ritratti" e ai documentari, passando attraverso "Il prete bello", "Il toro", "Vesna va veloce", "La sedia della felicità" e le altre sue opere.

LA CIFRA CINEMATOGRAFICA DEL REGISTA. Il libro, nel susseguirsi degli interventi che esaminano di volta in volta i film, la “poetica cinematografica” del regista, i rimandi internazionali e la presenza di radici di lingua e territorio che non sono mai confine o limite stilistico o interpretativo, offre al lettore un panorama aperto sull’opera di Mazzacurati. Una sorta di testimonianza letteraria di quel Delta del Po del versante veneto che troviamo protagonista in tre dei lungometraggi del regista ("Notte italiana", "L’estate di Davide" e "La giusta distanza", cui si aggiunge la parte iniziale de "Il toro") e che sembra identificare con le vene d’acqua piatta e il suo orizzonte infinito rotto solo dagli argini, dai canneti e dai campi di polenta una parte sostanziale della cifra cinematografica di Carlo Mazzacurati, bene esemplificata nel saggio di Rosamaria Salvatore dedicato a "Notte italiana".

LA MEMORIA. “Prendiamo La giusta distanza – scrive Giorgio Tinazzi del capitolo omonimo - la prima inquadratura è data da un’ampia panoramica sul paesaggio, ed è un paesaggio liminare, tra terra e acqua, ripreso nel finale, che si rivelerà presto non uno sfondo ma un fattore stilistico primario. Dietro a Mazzacurati ci sono le venature complesse della memoria. Sono tracce personali, ma anche cinematografiche, letterarie e storiche”.

RINNOVAMENTO. Un regista che ha segnato fortemente il cinema italiano a partire dagli anni Ottanta, come osserva nell’introduzione Antonio Costa, e ha saputo mettere a frutto l’esperienza di rinnovamento della cultura cinematografica italiana che è stata la stagione dei “filmstudio”.

LA PRESENTAZIONE. Il libro Carlo Mazzacurati sarà presentato martedì 20 gennaio 2015 alle 17.30 nella sala dell’Archivio antico di palazzo del Bo a Padova, alla presenza dei professori Antonio Costa, Doriana Leondeff e Giorgio Tinazzi.

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