“Clair de Lune” all’anfiteatro del Venda un “successo e una soddisfazione inaspettata”

Torna a grande richiesta sabato 29 luglio nei colli Euganei Giulia De Paoli con il suo pianoforte a coda. Per l’occasione ci svela qualcosa in più dell’evento e sul percorso che l’ha portata a regalare alla provincia di Padova uno degli appuntamenti più riusciti dell’estate 2017

Giulia De Paoli all'Anfiteatro del Venda

Terza data sabato 29 luglio, a grande richiesta, dopo il sold out in prevendita del 10 giugno e del 23 giugno, per “Clair de Lune” notturni, preludi e sonate al chiaro di luna. Un appuntamento esclusivo per tuti gli amanti della musica classica, ma non solo.

Un format nuovo dove i più grandi compositori del tempo Chopin, Debussy, Rachmaninoff e Beethoven riecheggeranno tra un silenzio di pubblico irreale all'anfiteatro del Venda. Con loro, come successe il 23 giugno, i suoni delle cicale che ricordano la calda giornata. Un posto magico, perfetto. Molto, molto romantico.

I giovani riscopriranno la bellezza della musica classica, gli adulti se la godranno ancora una volta e i bambini ne resteranno incantati.

Giulia De Paoli inarrivabile al piano e per l’occasione ci fa conoscere un po’ di più di questo splendido evento.

TUTTI I DETTAGLI DELL’EVENTO

Iniziamo con le presentazioni. Giulia, raccontaci di te e del tuo percorso.

Mi sono diplomata al conservatorio di Udine nel 2010. Ho cominciato a studiare il pianoforte fin da piccola e continuo ancora oggi a esplorare la mia passione, trasmettendola anche ai miei giovani allievi. Parallelamente mi sono laureata in scienza infermieristiche con una tesi sulla musicoterapia e in filosofia con una tesi sull'estetica musicale del primo Novecento.

Com'è nata l'idea di portare la musica classica all'Anfiteatro del Venda?

L’idea è nata principalmente dalla mente di Francesco Aneloni, coproduttore dell'iniziativa, una sera d’estate dell’anno scorso durante un concerto al Venda. Ci sembrava un buon modo per far vivere la musica classica anche fuori dalle sale da concerto e renderla accessibile a tutti. L'idea che le persone hanno del concerto di musica classica è quella di un evento rigido, impostato e riservato a un pubblico esclusivo. Per la prima volta in vita mia ho avuto la possibilità e il piacere di suonare un repertorio a me molto caro in un ambiente radicalmente diverso, molto più libero, intimo e accogliente, che permette di riportare i classici all’attenzione e alla portata di tutti sciogliendo quella distanza che ho provato, sia da esecutrice che da ascoltatrice, nei contesti canonici.

Vi aspettavate questo successo?

Per quanto mi riguarda la risposta che c’è stata da parte del pubblico ha superato ogni aspettativa. Non avrei mai pensato saremmo riusciti a intercettare la curiosità e l’interesse di mille persone a serata. Infatti non ci aspettavamo di proporre una seconda, e poi una terza data. Tuttavia il numero di richieste è stato talmente alto da farci capire che questo esperimento ha funzionato davvero.

Come vivi tutta questa partecipazione?

Con stupore e entusiasmo. La soddisfazione più grande deriva dall’essere riusciti ad avvicinare così tante persone a un tipo di repertorio che forse ha perso presa sul grande pubblico o che, probabilmente, quest'ultimo sente lontano. Una risonanza del genere è segno che questo interesse è possibile e vivo se la proposta musicale viene inserita nel giusto contesto.

Cosa ci si deve aspettare da questa ultima data?

Spero si ricrei la stessa atmosfera delle due serate precedenti: un piano, un’ora e mezza di Chopin, Debussy, Beethoven e Rachmaninoff in un silenzio surreale (rotto solo dai grilli), un anfiteatro naturale come cassa armonica su cui siede un pubblico libero di muoversi, di distendersi se ne ha voglia, di bere una buona bottiglia di vino e di perdersi con lo sguardo in uno spazio sconfinato, con una vista mozzafiato sopra le loro teste e davanti ai loro occhi.

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