Dopo il rinvio per pioggia, arrivano le regine del burlesque. Lo spettacolo sabato ai Navigli

«Abbiamo un cervello e un reggicalze. E non abbiamo paura di usarli. Entrambi». Un motto significativo, che spiega il loro mondo di forme e colori, paillettes e corpetti, anime e cervelli. Quindici donne diverse, ma unite da un'unica passione: il burlesque

Le Fanfarlo

«Abbiamo un cervello e un reggicalze. E non abbiamo paura di usarli. Entrambi». Un motto significativo, che spiega il loro mondo di forme e colori, paillettes e corpetti, anime e cervelli. Quindici donne diverse, ma unite da un'unica passione: il burlesque. Tutto questo sono "Le Fanfarlo", un progetto nato a Milano nel 2017 ma in incubazione da tantissimi anni in un pezzo di Padova, e che racchiude una scuola di burlesque, un gruppo di performer e un blog corale di donne. Sabato 20 luglio tutto questo sarà ai Navigli di Chicco Contin e Andrea Oreste (ore 21), ormai giunti all'ultima settimana di apertura. «Attraverso il corpo ci liberiamo di tutta una serie di tabù: taglia, età, dover scegliere se essere intelligenti o belle» spiega Lisa Dalla Via, ideatrice e maestra del gruppo, fautrice di un burlesque utilizzato non come fine, ma come strumento di empowerment femminile.

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Lisa si esibirà sabato insieme alle sue ragazze in uno spettacolo di burlesque unico per il popolo del lungargine Piovego, che per 3 mesi ha affollato la zona universitaria. I padovani che hanno buona memoria avevano lasciato Lisa nel 2006, dentro a una metro di Milano, mentre si esibiva in un una lap-dance improvvisata, con abiti piuttosto corti, accendendo la curiosità di tutti. Chi era quella sensuale ballerina con gli occhi da gatta e i capelli lunghi che ammaliava il popolo underground milanese? Una ragazza d’origine pisana, ma che a Padova si è formata formata studiando alla facoltà di Psicologia e dilettandosi nel teatro sperimentale. Poi Milano e il progetto del "Le Fanfarlo". Definirla una scuola di burlesque sarebbe troppo riduttivo, perché per Lisa e le sue ragazze si tratta di un vero centro motivazionale, un posto dove le donne imparano a conoscersi, ad accettarsi e a diventare libere. Con "Le Fanfarlo" avviene un processo di liberazione da stereotipi che inquadrano e definiscono una donna al suo ruolo. «Il palco per noi è un posto meraviglioso dove possiamo giocare, uscire da noi, ma anche confessare passioni che nella vita di tutti i giorni non riusciamo ad esprimere. Così può succedere che una serissima ingegnera informatica indossi i panni di un’eroina manga che, nonostante una bacchetta magica difettosa, riesce comunque a trovare la magia» Appuntamento ai Navigli sabato sera alle 21.

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