EsperiMUSME: sport tutti i sabato pomeriggio del mese di maggio al Museo di Storia della Medicina

In collaborazione con Scienza e Meraviglia, dalle 15 alle 17, appuntamento con giochi ed esperimenti. I laboratori durano 2 ore, non è prevista la presenza dei genitori e costano 14 euro, incluso l’ingresso al museo

C’è una serie di domande che il Museo di Storia della Medicina di Padova vuole porre alle nuove generazioni di ragazzi che fanno sport, vorrebbero praticarlo o a cui, semplicemente, piace guardarlo in tv. Le domande fanno riflettere, interessano, e possono diventare un giocoe uno stimolo, proprio come lo sport. Così, ogni sabato pomeriggio del mese di maggio, al MUSME ci si domanderà cos’è la piramide alimentare dello sportivo, qual è la differenza tra sport aerobico e anaerobico, come reagisce il corpo quando fa sport, quali apparati si attivano quando si pratica un’attività motoria, per arrivare a chiedersi se anche gli animali gareggiano. Per trovare le risposte, in collaborazione con Scienza e Meraviglia, il MUSME invita i ragazzi che frequentano la scuola primaria a “EsperiMUSME da campioni”, il sabato dalle 15 alle 17, con giochi ed esperimenti senza cartellino rosso. I laboratori durano 2 ore, non è prevista la presenza dei genitori e costano 14 euro, incluso l’ingresso al museo.

Info e prenotazioni: www.musme.it/esperimusme/

Il tema dei laboratori si collega all’importante iniziativa che il MUSME ha recentemente dedicato al mondo dello sport paralimpico, ossia la parete espositiva che celebra Bebe Vio, Alex Zanardi e Martina Caironi, i loro sforzi e i loro successi. Si tratta di una sezione del Museo dove vengono raccontate tre storie e tante emozioni. Per la prima volta tre meravigliosi campioni, Martina Caironi, Bebe Vio e Alex Zanardi, hanno deciso di “esporsi” in un museo italiano, mettendo a disposizione i supporti con cui hanno vinto gare di livello mondiale: la gamba con cui Martina si è sempre allenata per diventare la donna con protesi più veloce al mondo; il braccio usato da Bebe sia nel corso degli allenamenti che nelle gare, dal gennaio 2010, dopo la malattia, ai Mondiali di Budapest dell’ottobre 2013; la handbike con cui Alex ha vinto l’Oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Accanto ai tre oggetti-simboli sono esposte le video testimonianze dei tre protagonisti che raccontano la loro passione ed esperienza. Lo sport, grazie anche alla testimonianza di questi atleti paralimpici, rappresenta in quest’ottica l’antidoto all’apatia e all’isolamento, lo strumento migliore per una riabilitazione fisica e psicologica, che ridà passione e fiducia e favorisce il confronto con gli altri. È da qui che nasce il concetto, caro al Presidente della Fondazione MUSME, Francesco Peghin, dello «sport come veicolo e medicina per il superamento di ogni barriera». Una medicina che permette spesso di (ri)diventare protagonisti della propria vita. Obiettivo del MUSME è, infatti, proiettare una visione inclusiva della società, che restituisca qualità alle esistenze e dia valore alle persone e al loro impegno, siano grandi o piccoli campioni.

Alla base del progetto c’è un’apertura verso tutti i campioni del quotidiano, che affrontano situazioni difficili, spesso in condizioni di estrema fragilità. Con loro e con diverse associazioni il Museo s’impegna a costruire una rete di rapporti attraverso incontri, presentazioni e momenti di dialogo, avendo già instaurato, in questa occasione, un’importante sinergia con il Comitato Italiano Paralimpico della regione Veneto. Attraverso questa operazione che coinvolge, oltre ai tre grandi sportivi, anche l’Università di Padova, parte del Comitato scientifico museale, il MUSME pone, inoltre, l’attenzione sull’importanza del progresso medico-tecnologico nel campo delle protesi per disabili affinché queste siano sempre più accessibili a tutti. Dietro al coraggio e alla forza di tre singole personalità c’è una collettività di ricercatori, discipline, studi che ogni giorno sviluppa e porta avanti delle ricerche per il miglioramento della vita di tutti coloro che si trovano in condizioni di disagio. Questi straordinari supporti all’attività motoria, le protesi di Bebe Vio e di Martina Caironi, gli apparati biomeccanici come la handbike di Alex Zanardi, richiedono oramai un’interdisciplinarietà complessa e sforzi congiunti al servizio di tutti. Come osservano Laura Nota, professore associato di Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione e Delegata all’Inclusione e Disabilità, e Arturo Natali, professore ordinario in Bioingegneria Industriale, «il lavoro di creazione di questi dispositivi … richiede la condivisione di competenze relative al mondo della fisica, della chimica, della biologia, dell’ingegneria, della medicina e della psicologia… Dietro a una protesi si nascondono ore di analisi sperimentale e computazionale al fine di perseguire un risultato ogni volta migliore, per ridare a una persona funzionalità che potevano sembrare irrimediabilmente perdute». Attraverso la forza veicolata dallo sport e l’innovazione in campo medico e tecnologico, diventa, dunque, possibile gestire e superare eventi negativi, traumi, malattie, menomazioni che, al di là della disabilità fisica, interessano tutti. Compito del Museo è promuovere e diffondere una cultura della sensibilizzazione ai valori della solidarietà, del coraggio e della determinazione, perché insieme si possono vincere le sfide più improbabili.

Il MUSME è allestito nel palazzo che fu sede del primo ospedale padovano, costruito nel 1414 dai coniugi Sibilia de’ Cetto e Baldo Bonafari da Piombino: l’ospedale di San Francesco Grande.

Nella seconda metà del ‘500 fu in questi locali che, per la prima volta al mondo, gli studenti di Medicina iniziarono a imparare la pratica clinica direttamente al letto dei malati, gettando le basi del moderno approccio didattico in Medicina.

Sede

Musme
Via San Francesco, 94
35121 Padova

Informazioni

049 658767
info@musme.it
www.musme.it

https://www.facebook.com/events/2756807081002931/

Orari di apertura

Da Martedì a Venerdì, 14.30-19
ultimo ingresso 18.15
Mattina aperto solo su prenotazione
Weekend e festività: 9.30-19
ultimo ingresso 18.15

Chiuso: Lunedì non festivi, 25 dicembre, 1 gennaio

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