Il fenomeno Ghali allo Sherwood festival di Padova fa respirare il suo forte vissuto

Live a viale Nereo Rocco il rapper che spopola su Spotify Italia. Un cantante in grado di arrivare in modo diretto e naturale alle nuove generazioni a partire già dai bambini più piccoli di 6-7 anni che, martedì 11 luglio, non sono mancati al concerto

Ghali allo Sherwood festival di Padova

Dopo la preoccupazione del pomeriggio a causa di un forte vento abbattutosi sulla città del Santo, che faceva presagire l’arrivo di un possibile temporale o comunque di mal tempo, le condizioni climatiche sono migliorate e “lo spettaolo è andato avanti” sullo sfondo dello Sherwood Festival. Martedì 11 luglio è stato ospite, con grandissima attesa dei numerosi fan accorsi da tutto il Veneto, colui che è considerato il rapper indiscusso “del momento” nel panorama musicale italiano: Ghali. 24enne di origini tunisine, ma cresciuto nel quartiere Baggio di Milano, che col suo album di debutto che si chiama proprio “Album”, nel giro di pochissime settimane, è stato in grado di battere ogni record di streaming su Spotify Italia, con oltre 7 milioni di ascolti nella prima settimana dall’uscita, oltre 1 milione di volte al giorno, superando il precedente primato di Ed Sheeran.

TRA IL PUBBLICO ANCHE I BAMBINI. Il pubblico stasera è davvero molto numeroso e affiatato: moltissimi adolescenti e giovanissimi ma anche delle famiglie con pargoli al seguito. Durante il concerto non passa inosservato un bambino di circa 6-7 anni che è tenuto sulle spalle da un giovane ragazzo, probabilmente suo padre o suo fratello maggiore, e ciò che davvero stupisce è che il piccolo canta tutte le canzoni del rapper, rima dopo rima, e gesticolando e contorcendosi sulla scia di un ritmo ipnotico. Dettaglio questo non irrilevante, che esemplifica molto la chiave di lettura di tutto il live e del grande successo che Ghali sta ottenendo. Il grande merito del rapper sta nel fatto che riesce ad arrivare in modo diretto alle nuove generazioni, a partire già dai bambini più piccoli, 6-7 anni appunto, e questo avviene in modo del tutto naturale perché, forse, Ghali riesce ad usare sia un linguaggio, sia una “punteggiatura” nei contenuti dei suoi testi, che risuonano ed entrano in modo diretto nel mondo più intimo e profondo delle nuove generazioni.

NO PREGIUDIZI. A tal proposito, ad esempio, durante il live, il cantante è molto interattivo con il pubblico e chiede spesso ai fan di scattarsi un selfie e postarlo nell’immediato su Instagram utilizzando l’hashtag #stoconghali. Il fenomeno Ghali sembra inoltre essere arrivato in Italia in un momento in cui si parla molto di cultura islamica e di integrazione culturale e nonostante il rapper nelle interviste dica di non voler fare politica, certamente nei suoi testi il riferimenti alle sue origini e alla sua religione sono molteplici e anche le provocazioni non mancano. In “Wily wily” canta il ritornello in lingua araba e afferma “Tu pensi che l’Islam sia l’Isis perché hai un amico marocchino e ti ha insegnato solo parolacce, a mandare a fare in **** e forse, forse pure a dire grazie” ed è questo l’esempio più diretto ed efficace per far capire a chi ha pregiudizi che non tutte le persone di cultura diversa o di religione islamica sono da assimilare, ad esempio, a dei fanatici terroristi.

TALENTO. Ghali sicuramente è un ragazzo molto talentuoso che fa un certo impatto sul pubblico e non è la copia di altri rapper, perché utilizza una metrica originale su basi musicali, dal ritmo non convenzionale, ma molto in stile R’N B e l’influenza del suo idolo dichiarato, Michael Jackson, si intuisce abbastanza chiaramente. Sicuramente, inoltre, colpiscono molto la sua storia e le sue origini ed è forse questo mix di elementi che gli hanno permesso di arrivare dritto al cuore del pubblico. Nei suoi testi infatti si evince un vissuto non facile come racconta in “Ninna nanna” e senza ombra di dubbio questo arriva ai molti suoi giovani fan, i quali, forse, proiettando nella storia di Ghali le loro sofferenze o i loro più o meno grandi traumi familiari, rivedono nel rapper un quasi coetaneo che si fa portavoce di una forma di disagio che loro stessi hanno vissuto o stanno vivendo. Non è un caso che proprio su “Ninna nanna” tutti i ragazzi si dimenano ballando e cantando a squarciagola, soprattutto le ragazze più giovani, come se con quelle parole si sentissero chiamati in causa, attori della scena.

VISSUTO FORTE. Se proprio si deve muovere qualche critica a Ghali si può dire che, come molti rapper, anche lui usa delle parolacce nei suoi testi o fa spesso riferimento all’uso di marijuana ma al di là di questo, che sicuramente risulta accattivante soprattutto nei confronti di un pubblico adolescente, nello strato meno superficiale della sua musica si respira un vissuto forte ed è forse questo che più impetuoso arriva e colpisce chi lo apprezza e lo segue.

LA SCALETTA DEL CONCERTO

  1. Ricchi dentro
  2. Cazzo mene
  3. Via tra
  4. Marijuana
  5. Come Milano
  6. Habibi
  7. Lacrime
  8. Wily Wily
  9. Ora d’aria
  10. Pizza Kebab
  11. Boulevard
  12. Dende
  13. Vida
  14. Libertè
  15. Ninna nanna
  16. Happy days

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