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La Ghirbe di Ievolella

La Ghirbe di Ievolella

Le due Ghirbe di Ievolella donate all'ateneo: collocate nella Cittadella dello studente

La scultura è stata inaugurata sabato dal magnifico rettore Rosario Rizzuto

L'opera è stata installata alla Cittadella dello studente, in via Venezia, a Padova. La scultura è stata inaugurata sabato dal magnifico rettore Rosario Rizzuto. Visibili da lontano, poste all’incrocio delle vie di accesso, sospese sopra le prese d’aria, le strutture hanno richiesto la messa in campo di sofisticate competenze ingegneristiche.

L'OPERA. Costituita da due otri ciclopici in ferro, corten rame, è stata realizzata per una esposizione promossa dal Ministero dei beni culturali a Napoli nel 2014 e proposta l’anno seguente sul piazzale della stazione di Padova. Ghirba, metafora dell’uso consapevole dell’acqua e della vita, costituisce un’importante acquisizione per il patrimonio artistico dell’ateneo. Una scultura pubblica dal carattere simbolico e concettuale profondo, come il Kounellis del “Monumento alla Liberazione” al Bo, ma che, lontana da un tema commemorativo, aiuta a  riflettere sulla sopravvivenza della vita, grazie all’acqua trasportata in ghirbe.Il tema già affrontato dallo scultore nelle piccole ghirbe in terracotta degli anni 2000, ma già monumentali nella loro essenza volumetrica, è posto ora al centro del cammino di migliaia di studenti: nella nuova definitiva sistemazione le ghirbe acquistano anche un nuovo significato, diventano segno della trasmissione del sapere.
 
GLI INIZI.
Ievolella nasce a Benevento nel 1952. Dopo gli studi al liceo artistico della sua città frequenta l’Accademia di belle arti a Napoli. Nel 1976 si reca a Milano per insegnare al liceo artistico di Brera. Dopo circa due anni si trasferisce a Padova, dove stabilisce residenza e studio. È del 1987 la prima personale a Verona, contestualmente espone a Colonia, Amsterdam, Basilea e Stoccolma, oltre che in molte delle più importanti gallerie italiane. Nel 1988 Ievolella partecipa alla XLIII Biennale di Venezia con “Trittico”, scultura composta da tre poderosi elementi totemici. Nello stesso periodo è invitato a partecipare alla mostra “Undici artisti per Villa Domenica” curata da Virginia Baradel. Gli anni Novanta sono un periodo di intensa attività espositiva per l’artista, impegnato in numerose mostre nelle principali città italiane.

MOSTRE A PADOVA. Dal 1997 dà vita al nuovo progetto creando un vasto complesso di imponenti sculture disposte lungo i principali snodi della città di Padova, con l’inaugurazione della mostra “Il grande carro”. Il suggestivo complesso scultoreo “I guardiani della dormiente” è inaugurato nel 2004 ma l’idea nasce già intorno alla metà degli anni Novanta, grazie al prolifico dialogo instaurato con l’architetto Franco Biscossa, durante i lavori per l’ampliamento e la ristrutturazione del cimitero di Rio di Ponte San Nicolò. Nel 2008 e 2009 prendono vita le grandi fontane per una villa privata di Battaglia Terme e per la piazza antistante alla chiesa di Voltabarozzo nei pressi di Padova. Nell’autunno 2014, a Padova si è tenuta un’importante personale nella Galleria di piazza Cavour e nei luoghi più significativi della città di Padova. Le sue sculture figurano in importanti collezioni internazionali, pubbliche e private.

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