"Una realtà tutta da scoprire": la giornata europea della cultura ebraica arriva anche a Padova

Il tema del “Sogno” è l'argomento centrale attorno al quale si svilupperanno dibattiti e riflessioni dal 15 al 22 settembre

I Sogni, la stretta connessione della città di Padova con la sua Comunità Ebraica, i cimiteri antichi che conservano le spoglie di personaggi storici e custodiscono tradizione e suggestioni: sono questi i temi che si svilupperanno nell’arco della ventesima edizione della Giornata europea della Cultura ebraica, che anche Padova celebrerà dal 15 settembre al 22 settembre.

Il programma

Film, spettacoli teatrali, presentazione di libri e approfondimenti saranno l’occasione per approfondire il tema del “Sogno”, argomento centrale attorno al quale si svilupperanno dibattiti e riflessioni. Domenica 15 settembre, dopo il saluto delle autorità, al Museo della Padova ebraica in via delle Piazze verrà proiettato il film - musical “Il Violinista sul tetto”, che narra una vicenda legata agli inizi del 1900 in Russia, e racconta la storia di un padre povero che sogna per le sue figlie una vita migliore. Il 19 settembre sarà la volta della rappresentazione teatrale “Messia e Rivoluzione”, racconto del Bund, primo partito socialista ebraico nato alla fine del 1800 e dilaniato dall’Olocausto. Infine domenica 22, che segna la conclusione della settimana della cultura con visite guidate ai cimiteri ebraici storici della città, in via Wiel e via Campagnola (alle 10, 11 e 15.30) e visite guidate alla sinagoga (dalle 9.30 alle 16.30). E poi ancora appuntamenti di approfondimento: alle 11 tavola rotonda sul tema dei Sogni e al pomeriggio la presentazione del libro “Ho fatto un sogno”. Gli eventi si terranno tutti al Museo della Padova Ebraica in via delle Piazze 26. Ingresso su prenotazione o libero, fino a esaurimento posti (la prenotazione è consigliata): padovaebraica@coopculture.it

I cimiteri antichi

I cimiteri di via Wiel, via Canal e via Campagnola (in via Campagnola erano due, poi sono stati uniti ndr) sono importanti dal punto di vista storico, perché conservano i resti di personaggi molto conosciuti, che sono meta di veri e propri pellegrinaggi. In via Wiel è sepolto Meir Katzenellenborgen, rabbino giurista che visse nel 1500, primo esempio rabbinico di un’autorità che va al di là della propria comunità, fu la stessa Serenissima ad affidargli anche questioni giuridiche non strettamente collegate all’ebraismo. Fino al 1600 la cultura ebraica era appannaggio degli ebrei espulsi di derivazione ashkenazita, questo ha provocato la crescita degli ebrei locali, tutti padovani, che aprirono circoli di cultura e mistica ebraica. Come Mosè Vita Luzzato (nato a Padova nel 1707 e morto di peste ad Amsterdam insieme a moglie e figlio), o ancora Mosè David Valle, (nato a Padova nel 1696) medico, mistico, commentò la Bibbia in chiave mistica. I suoi manoscritti sono al British Museum a Londra, c’è stata una recente pubblicazione in inglese e in ebraico. Il Patrimonio epigrafico è un elemento interessante e stimolante, ogni lapide riporta un componimento poetico dedicato al personaggio che rappresenta. La comunità ebraica padovana ha dato alla città e al paese sindaci, rettori, senatori, è questo il segno del contributo della comunità alla vita del Paese e della città.

I commenti

Spiega Gianni Parenzo, presidente del consiglio della comunità ebraica di Padova: «La comunità ebraica si è insediata a Padova a partire dal 1300, e da quel periodo ad oggi la stretta relazione degli ebrei con la città non si è mai interrotto. Ricordiamo come l’Università di Padova fu l’unica in Europa ad ammettere agli studi studenti ebrei, elemento importante che ha consentito a centinaia di studenti di raggiungere la Città del Santo. In città c’era anche una scuola rabbinica di grande importanza e anche di questo parleremo nel corso delle visite alla Sinagoga previste nell’ambito della Settimana della Cultura ebraica. Lo scopo di questo evento, che inizia il 15 settembre e termina il 22 settembre, è proprio far conoscere l’ebraismo, i monumenti, i cimiteri, e la stretta connessione con la città». Aggiunge Gina Cavalieri, vicepresidente del consiglio della comunità ebraica di Padova: «È importante che gli ebrei vengano concepiti come vivi, non solo per le vicende collegate all’olocausto. Anche per questo il tema legato alla ventesima edizione della Giornata della Cultura ebraica è il ‘Il sogno, una scala verso il cielo’. Il sogno è molto importante nella tradizione ebraica e consente di toccare vari ambiti: dal sogno citato nella bibbia, al sogno nel Talmud (che accanto alla Bibbia è l’altro libro sacro dell’ebraismo ndr), al sogno di un futuro migliore, all’aspettativa legata il messia che arriverà, infine al sogno per gli ebrei della diaspora di avere una propria patria. Questo tema così complesso non poteva essere esaurito in un solo giorno, per questo abbiamo deciso di affrontarlo in vari appuntamenti nel corso di una intera settimana». Conclude il rabbino capo di Padova, Adolfo Locci: «Il tema, “I sogni una scala verso il cielo”, prende spunto da un episodio biblico legato al patriarca Giacobbe: la scala è piantata a terra e arriva al cielo, mentre ci sono gli angeli che salgono e scendono dalla scala. In cima vi è Dio. La scala rappresenta la storia umana, gli angeli sono le nazioni, che nel loro salire e scendere costruiscono gli eventi storici. Dio, al di sopra di tutti, rappresenta il “padre” della Storia. Dal punto di vista più intimistico il sogno che noi facciamo durate la notte, come spiega il Talmud, è un messaggio che ci viene inviato dall’alto. Sognare è positivo, significa che da sopra c’è la ricerca di un contatto con noi. Non sognare vuol dire che rischiamo di essere dimenticati, che nessuno ha interesse a mettersi in contatto con noi».

Il programma

Il programma completo:

Domenica 15 settembre, Museo della Padova Ebraica (via delle Piazze, 26):

  • Ore 20.30: saluti delle autorità e presentazione del programma;
  • Ore 21: proiezione del film “Il violinista sul tetto” di Norman Jewinson, (Usa, 1971). Il film sarà introdotto dal regista Denis Brotto, docente di cinema presso il DiSLL – Università degli studi di Padova. Titolo originale “The fiddler on the roof”, musical americano del 1971, con la regia di Norman Jewinson. Ambientato in un immaginario shtetl ebraico della Russia zarista nel 1905, il film è tratto dal libro di Sholem Aleichem. La storia è incentrata sul povero lattaio Tevye , padre di cinque figlie e sui suoi sforzi per mantenere la famiglia entro le tradizioni religiose, nonostante l’editto dello zar che bandisce gli ebrei e nonostante le tre figlie maggiori scelgano mariti che via via si allontanano dalla religione degli avi. Il titolo è ispirato alla situazione di instabilità in cui si manifesta l’esistenza ebraica , ma anche all’esperienza umana in generale, ben rappresentata dall’immagine di un violinista sul tetto costretto ad improvvisare una melodia, senza rompersi l’osso del collo. Entrata a offerta libera fino ad esaurimento posti; prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: padovaebraica@coopculture.it; tel. 049661267 (dom. lun. ven. 10.00-16.00); 848082380 (da cellulare); 06 9967138 dal lun. al ven. dalle 9.00 alle 16.00.

Giovedì 18 settembre, Museo della Padova Ebraica (via delle Piazze, 26):

  • Ore 21: “Messia e Rivoluzione”, evento teatrale con musica, letture e testi originali sulla storia del Bund dalla nascita nel 1897 al tragico epilogo durante la Shoah. Spettacolo teatrale di Miriam Camerini e Angelo Baselli con: Miriam Camerini voce, Angelo Baselli clarinetto, Gianluca Casadei fisarmonica e Rocco Rosignoli chitarra e violino. Lettura di brani da: Talmud, trattato Sanhedrin; W. Goldkorn, il Guardiano; H: Leivi , il Golem; Ernst Bloch; Franz Kafka; Martin Buber. Lo spettacolo condotto da una voce narrante intervallata da letture sceniche e brani musicali Yiddish, racconta la storia del Bund (primo partito socialista ebraico) dalla sua nascita nel 1897 a Vilnius, al suo tragico epilogo con le due grandi rivolte dei ghetti di Vilna e di Varsavia. L’idea che dà origine allo spettacolo è che gli ideali di umana giustizia e fratellanza che le grandi ideologie socialiste del primo 900 propugnano come “nuove e laiche” sono già contenuti nella plurimillenaria aspirazione ebraica (“sogno”) a realizzare la giustizia terrena e un mondo migliore, in attesa del Messia. Info e prenotazioni: padovaebraica@coopculture.it; tel. 049661267 (dom. lun. ven. 10.00-16.00); 848082380 (da cellulare); 06 9967138 dal lun. al ven. dalle 9.00 alle 16.00.

Domenica 22 settembre

  • Turni di visite guidate alla sinagoga di Padova in via S. Martino e Solferino 13: ore 9.30; 10.15; 11.00; 11.45; 12.30; 15.00; 15.45; 16.30
  • Turni di visite guidate ai cimiteri antichi di via Wiel e via Campagnola: ore 10.00; 11.00; 15.30
  • Museo della Padova Ebraica (via delle Piazze, 26), ore 11: tavola rotonda “Il sogno nella tradizione ebraica, nella psicoanalisi e nell'arte” con Adolfo Locci, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Padova; Maria Vittoria Costantini, psicoanalista, membro formatore della società italiana di psicoanalisi; Tobia Ravà, artista e studioso di mistica ebraica, laureato in semiologia delle arti all'Università di Bologna. Nella tavola rotonda i partecipanti metteranno a confronto modalità di interpretazione dei sogni, attraverso il “filo rosso” della cultura ebraica, dalla Bibbia alla Mistica ebraica fino al pensiero freudiano e alle opere dei surrealisti e di Marc Chagall. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento dei posti, info e prenotazioni: padovaebraica@coopculture.it
  • Museo della Padova Ebraica (via delle Piazze, 26), ore 17: presentazione del libro “Ho fatto un sogno” di Masal Pas Bagdadi, storie di amore e ricerca tra realtà e sogno. “La strada del sogno è tortuosa e deve aggirare e scavalcare le resistenze che attiviamo sia quando siamo svegli sia quando dormiamo. Nella mia lunga esperienza di psicoterapeuta l’interpretazione dei sogni è la parte centrale delle sedute … i sogni fanno parte di me da quando ero bambina, il loro mistero stimolava la mia fantasia e mi cullava nelle notti fredde quando mi sentivo piccola nell’immensità del mondo e non avevo altro rifugio intorno a me …”. Cosi nella prima pagina del libro di Masal Pas Bagdadi “Ho fatto un sogno” l’autrice spiega perché è partita proprio dall’interpretazione di un suo sogno per ripercorrere la sua storia familiare, dal ghetto di Damasco al cimitero di Tel Aviv, portando indietro i suoi cari per farli vivere come allora, anche se per il tempo di una sola notte. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento dei posti, info e prenotazioni: padovaebraica@coopculture.it

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