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Il Bo e palazzo Moroni si "vestono" di viola per la giornata mondiale per l'epilessia

L'8 febbraio, anche a Padova è "Purple day". Iniziative di sensibilizzazione, ambulatori aperti, incontri informativi e sportelli di consulenza disponibili per i cittadini

Viola è il colore identificativo per l’epilessia e di viola si accendono il Bo e palazzo Moroni, lunedì 8 febbraio, dalle 17.30 fino a mezzanotte, per accendere un riflettore di speranza per queste persone. Molte le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, tanti gli ambulatori aperti, gli incontri informativi e gli sportelli di consulenza disponibili per i cittadini, perché l’epilessia coinvolge in Italia 500mila persone, con oltre 30mila nuovi casi l’anno.

IL BO E PALAZZO MORONI SI VESTONO DI VIOLA. L'iniziativa, promossa nella città del Santo dall'Aice Padova (Associazione italiana contro l’epilessia), in collaborazione con Lice Veneto (Lega italiana contro l'epilessia), vedrà la presenza, al momento dell’accensione davanti a palazzo Moroni, del rettore dell’università di Padova Rosario Rizzuto, del prefetto euganeo Patrizia Impresa, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti, del consigliere comunale Maria Luisa Nolli e del presidente di Aice Padova Stefano Bellon.

IL "PURPLE DAY". La Giornata mondiale per l’epilessia, nota come Purple Day è la giornata dedicata ad aumentare la consapevolezza riguardo l'epilessia. L’8 Febbraio molti paesi del mondo vestono di viola alcuni eventi impegnandosi inoltre con iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi da destinare alla ricerca. 125 Paesi nel mondo si impegnano a sostenere 65 milioni di persone affette da questa malattia divulgando informazioni riguardo la patologia. La Giornata mondiale per l’epilessia è stata ideata da Cassidy Megan nel 2008, motivata dalle sue stesse lotte contro l’epilessia, per informare riguardo questa malattia e per far capire ai malati che non sono soli.

UNA MALATTIA "SOCIALE": "Questa manifestazione vuole alzare il velo su quella che a tutti gli effetti è una malattia sociale - afferma Stefano Bellon - e le persone che ne sono affette sono spesso vittime di pregiudizi e discriminazioni nei vari ambiti della loro vita, a tutte le età". "Ai malati di epilessia dobbiamo spiegare che non bisogna avere paura di questa malattia - spiega Marina Saladini, neurologa padovana - molte pazienti vengono alla visita da sole perché hanno paura di dirlo ai fidanzati, ai familiari agli amici. Ciò che è utile a chi contrae questa malattia è informazione: è importante far capire a loro ma anche a chi li circonda che è un disturbo completamente gestibile con i farmaci. Non deve più esserci discriminazione".

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