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Giulio Cesare in scena al teatro Verdi (Foto ©Serena Pea)

Giulio Cesare in scena al teatro Verdi (Foto ©Serena Pea)

Tra applausi e riflessioni “Giulio Cesare” apre la stagione di prosa del Verdi

Il primo appuntamento in cartellone del teatro patavino è una convincente e sentita rivisitazione moderna della famosa opera shakespeariana. In scena fino a domenica 6 novembre

La stagione del Verdi inizia con “Giulio Cesare”, una tragedia che viene interpretata in chiave moderna; un'opera dura, folle, spietata come la storia dell'uccisione dell’imperatore romano. Un avvenimento successo così tanto tempo fa (Idi di marzo 44 a.C.), ma che in scena diventa attualissimo.

WORDS AND WAR. Si parla di rapporti umani, del difficile connubio tra chi vuole e tra chi detiene il potere. Un potere sacrilego che finisce per impattare i più deboli. Così la storia delle umane genti si ripete: ci sono morti, uccisioni, vendette in nome di una pace che tarda sempre ad arrivare perché troppo spesso condita da interessi ignoti. Una drammaticità che si palesa in una spiaggia turca con Aylan Kurdi, il bambino annegato nel 2015. La foto del suo corpicino sulla battigia, lambito dal mare, fece il giro del mondo. Un’immagine forte, il simbolo della tragedia umana. Chi è il responsabile? Quali rapporti hanno portato a questo? Interrogativi che restano senza risposta.

IL PUBBLICO. Padova apprezza la messa in scena. Tutti applaudono dal ragazzo 14enne in tenuta sportiva, alla signora con un cappotto damascato e anche il giovane curato e moderno con la camicia in jeans. Il pubblico del Verdi che si gode il cartellone è un pubblico ben lontano da quello della stagione lirica. Si ha l’impressione di essere a una mostra d’arte dove si può incontrare chiunque, la differenza la fanno i dettagli: lo zaino giusto e ricercato (come ad esempio quello che si trova solo in internet perché americano), il cappotto con bottoni in madreperla, le scarpe di vernice e quelle da trekking, le acconciature marmoree, ecc. Ognuno con la sua “normalità”, con il suo stile. Un mix con un solo ingrediente in comune: la sete di cultura. Una serata piacevole, onirica, che fa tornare a casa con la voglia di abbonarsi per non rinunciare a due ore di pura grazia e bellezza.

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