Cultura Portello / Via Leonardo Loredan, 10

Scoprire il fascino della fisica è ora possibile: apre a Padova il museo “Giovanni Poleni”

Visitabile già il 2 e 3 settembre (ore 15-19), la sede museale si trova in via Loredan, 10 ed è dedicata a Giovanni Poleni, una star dell'epoca settecentesca, personaggio stimato anche da Eulero, Newton, Leibnitz e Cassini. L'esposizione è un affascinante viaggio nel tempo dove gli oggetti usati in fisica si intrecciano con i cambiamenti della società, con le arti, l'architettura, la musica e sono colmi di storie da ascoltare

Da sx: Flavio Seno, Direttore Dipartimento Fisica e Astronomia Università di Padova; Sofia Talas, curatrice Museo "Giovanni Poleni"; Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova

Un allestimento nuovo di zecca per il museo “Giovanni Poleni” che riapre le porte ai visitatori già il 2 e 3 settembre (ore 15-19). Se pensate che la fisica e i suoi oggetti non abbiano nulla da raccontare vi sbagliate di grosso: il museo è un orgoglio per Università di Padova che da sempre è attenta alla scienza perché, come sottolinea il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto, «proprio grazie alla scienza riusciamo ad affrontare l’inaspettato».

Come nasce la scienza?

«È solo grazie alla scienza – continua Rizzuto - che possiamo costruire un pensiero. Dobbiamo riconoscere i dati scientifici che sono confermati da tantissimo rigore. Conoscere e far conoscere la scienza è un dovere dell’Università. Il museo, che è un piccolo gioiello, mette in luce come le nozioni che abbiamo oggi sono state ottenute faticosamente. Come nasce la scienza? Il museo della fisica risponde a questa domanda a chi è curioso del mondo».

Le risposte ci sono

Cos’è la fisica? Come lavorano i fisici a Padova dal Settecento in poi? E oggigiorno? Per rispondere a queste domande il Museo “Giovanni Poleni” dell’Università di Padova propone un vero e proprio “viaggio nel tempo”, dal Gabinetto di Fisica avviato a Padova da Giovanni Poleni nel 1739, fino alle ricerche del XX secolo e oltre. Attraverso strumenti scientifici storici e le loro illustrazioni (tratte da libri di fisica dei vari periodi, da quadri, manoscritti o fotografie) il Museo “Giovanni Poleni” mette in luce il modo di lavorare degli studiosi, tra insegnamento e ricerca, in collegamento con gli sviluppi della disciplina a livello globale. Si propone un continuo dialogo tra gli strumenti originali esposti e le loro riproduzioni in quadri e incisioni delle varie epoche.

Non è un museo multimediale!

Nessun video in museo, ma una presentazione raffinata, coinvolgente ed emozionante, volta a mettere in risalto non solo le mille storie collegate ai vai oggetti, ma anche la bellezza di molti oggetti, che vengono esposti quasi come opere d’arte. L’idea è di portare il visitatore nel cuore del Gabinetto di Fisica di Padova, dal ‘700 in poi, fino a presentare il lavoro dei fisici di oggi in una piccola sezione temporanea dove via via saranno esposti strumenti del XXI secolo. Per l’inaugurazione, avremo un pezzo di CMS, uno dei rivelatori dell’LHC del CERN di Ginevra.

Le storie e le tantissime curisità

Gli oggetti sono i protagonisti assoluti del Museo “Giovanni Poleni”: ognuno di loro narra molteplici storie che il nuovo allestimento vuole portare alla luce. Tra i moltissimi in esposizione: lo strumento usato da Poleni nella verifica della statica e nel restauro della cupola di S. Pietro in Vaticano, i termometri firmati da Angelo Bellani, il modello di battipalo con cui fu ricostruito a metà del Settecento il palladiano ponte di Bassano, uno ottocentesco di macchina a vapore pensato per la manifattura di tabacchi di Venezia, una delle prime cellule fotovoltaiche inventata e realizzata da Augusto Righi nel 1888, una straordinaria raccolta di radiografie realizzate da Giuseppe Vicentini tra il 16-18 gennaio 1896 solo due settimane dopo l’invenzione dei Raggi X, strumenti  per studiare i raggi cosmici e tanti altri quali microscopi, galvanometri, strumenti per lo studio della rifazione e delle leggi della Fisica.

Aperture straordinarie

Giovedì 2 e venerdì 3 settembre dalle 15.00 alle19.00

Orari di apertura

  • Martedì 17.30-19.30
  • Dal 4 settembre al 31 ottobre: sabato e domenica 15.00-19.00
  • Dal 1 novembre al 31 dicembre: sabato e domenica 14.30-18.30

Gli eventi d'Autunno

I Sabato a sorpresa al Museo “Giovanni Poleni”

Una volta al mese, con esperimenti e dimostrazioni

  • Sabato 9 ottobre: Un viaggio nel tempo, alla scoperta della fisica del ‘700
  • Sabato 6 novembre: Magnetismo ed elettricità, tra passato e presente
  • Sabato 4 dicembre: Luce e colori

I gruppi

Per i gruppi di amici o parenti, o nuclei di due o più famiglie, potete prenotare un’attività personalizzata, scegliendo fra le seguenti proposte. Nuove attività verranno poi proposte da gennaio 2022.

Visite Guidate – gruppi max. 15 persone - durata 1 ora - Visita generale del Museo

  1. Giovanni Poleni: fisica sperimentale nella Padova del ‘700

La visita guidata porterà sulla raccolta che Giovanni Poleni, primo professore di fisica sperimentale presso l’Ateneo patavino, si procurò a partire dal 1739 sia per le proprie ricerche che per le spettacolari lezioni di fisica, basate su esperimenti e dimostrazioni. 

Si scopriranno ad esempio una camera ottica, simile a quella usata da Canaletto, una rarissima “pentola a pressione” settecentesca, paradossi meccanici, giochi ottici, ma anche modelli di macchine che svolsero un ruolo importante nell’ambito della storia della Repubblica di Venezia.

  1. Luce e colori 

Come si scoprì che la luce bianca è fatta di tanti colori? Come si studiava il Sole nell’Ottocento? Quando nasce la lampadina elettrica a incandescenza? E l’illuminazione al neon?  La visita risponderà a queste e a molte altre domande, ripercorrendo la storia degli studi sulla luce dall’Antichità fino all’inizio del XX secolo. 

  1. Invenzioni ed eventi scientifici nella storia del Veneto

Alcuni dei primi motori elettrici, così come altri strumenti diventati di uso comune, furono inventati nel Veneto e sono oggi custoditi presso il nostro Museo. Diversi di questi oggetti sono delle novità assolute, non essendo mai stati esposti al pubblico fino a oggi. Vi invitiamo a scoprirli, insieme a molti altri dispositivi che furono protagonisti di scoperte o eventi di primo piano. 

  1. Scienza e società tra passato e futuro

La fisica è utile o pericolosa? Quanto conta il contesto sociale, economico e politico negli sviluppi della scienza e della tecnica?  È meglio finanziare la ricerca di base o la fisica applicata? Attraverso la storia di alcuni strumenti del Museo, la visita offre spunti di riflessione sui rapporti tra scienza e società, tra passato e futuro. 
 

  1. Tra spettri, bagliori e raggi cosmici: agli albori della fisica moderna

La visita mostra come gli sviluppi di diversi settori della fisica, dall’ottica allo studio delle scariche elettriche in gas rarefatti, contribuirono alla nascita della fisica moderna. Si esaminano anche gli albori della fisica delle particelle a Padova, con i lavori pioneristici di Bruno Rossi e dei suoi successori sui raggi cosmici.

Attività per gruppi (max 12 persone) - Durata 1 ora 

Al cuore del Rinascimento: come si usava l’astrolabio?

Usato alla corte di personaggi come Carlo V o Elisabetta I, l’astrolabio era uno degli strumenti più sofisticati del Rinascimento, impiegato in svariati ambiti, dalla misura del tempo alla navigazione, fino all’astrologia. Vi proponiamo di ripercorrere le tracce dei matematici del Rinascimento, imparando a utilizzare un astrolabio. 

Attività per famiglie (max 12 persone) – Durata 1 ora 

Visita guidata “animata”

Chi ha scoperto i satelliti di Giove? Come si muovono i proiettili? Fino a quando si è pensato che la Terra fosse al centro dell’Universo? Come funzionava il cannocchiale di Galileo? Perché si pensava che la Natura avesse “orrore del vuoto”? Queste sono alcune delle domande che discuteremo, portando il pubblico a scoprire le risposte sia attraverso gli strumenti antichi del Museo, sia attraverso alcuni piccoli esperimenti. Il percorso, semplice e divertente, è un vero e proprio viaggio nel passato, fino agli albori della scienza moderna.

Giochi anamorfici e dove trovarli

Tra i giochi ottici più frequenti del Settecento, le anamorfosi continuano ad affascinare per la loro enigmaticità. Durante l'atelier, dopo una breve introduzione alla storia delle anamorfosi tra Seicento e Settecento, impareremo a costruire le antiche griglie prospettiche e a disegnare un'anamorfosi.

Infohttps://musei.unipd.it/it/fisica

Prenotazioni dal 1 settembre 2021: prenotazioni.musei@unipd.it

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