Padova “apripista” a livello nazionale: all’ombra del Santo il primo museo di geografia in Italia

L’Università patavina è pronta a presentare il progetto del museo, che sorgerà a Palazzo Wollemborg e verrà inaugurato nella primavera del 2019

Verrà presumibilmente inaugurato nella primavera del 2019. Eppure ha già un primato: “Quello dell’Università di Padova sarà il primo museo di Geografia in Italia e tra i primi in Europa”. Ad affermarlo è Mauro Varotto, responsabile scientifico del futuro Museo di Geografia, che verrà ospitato a Palazzo Wollemborg in via del Santo.

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“Esplora-misura-racconta”

Il progetto verrà presentato giovedì 7 giugno. Spiega Mauro Varotto: “Vuole rilanciare il ruolo di una disciplina spesso bistrattata e ritenuta obsoleta nella società e cultura contemporanea. Forti della propria tradizione e patrimonio accumulati in 150 anni di studi a partire dalla prima cattedra di Giuseppe Dalla Vedova nel 1872, l’Università e il Museo non intendono essere solo spazio per collezioni di globi o carte antiche, ma perno della ‘terza missione’ universitaria che intende ravvivare l'immagine della disciplina, promuovendo eventi, mostre, iniziative pubbliche, laboratori per scuole di ogni ordine e grado, corsi di formazione, visite guidate rivolte ad un pubblico curioso di conoscenza geografica. È questo un modo per riconnettersi idealmente anche al ruolo civile e sociale della figura di Leone Wollemborg, illustre cittadino padovano, ministro e fondatore della prima cassa rurale italiana, che ebbe i natali proprio nel palazzo di via del Santo 26 dove sorgerà il Museo. Giovedì 7 giugno presenteremo come sarà, come lo abbiamo pensato, e come le tre parole ‘Esplora - Misura - Racconta’ raccolte nel brand siano il modo migliore per dare un significato al nostro mondo”.

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L’esposizione

La lunga tradizione patavina di ricerca e didattica geografica ha portato alla formazione di un patrimonio unico, che comprende tanto oggetti materiali, come strumenti di misura, globi ed atlanti antichi, carte e plastici storici, carte murali, fotografie e documenti originali, rocce e campioni litologici, quanto i contributi intangibili rappresentati da pratiche di ricerca che, per la costanza con cui sono state applicate nel tempo, sono divenute caratteristiche della scuola geografica locale. Una intensa attività di ricognizione condotta nel triennio 2013-2015 ha reso possibile la quantificazione e catalogazione del patrimonio materiale che già nel 1996 è stato riconosciuto come “collezione” dal Centro di Ateneo per i Musei. Il Museo sarà organizzato in tre sezioni, corrispondenti a tre ambiti della ricerca geografica e al contempo a tre modi di conferire significato al nostro mondo. Essi sono sintetizzati dal brand del Museo: Esplora, Misura, Racconta. L’eredità culturale della tradizione di ricerca locale si trova così inserita in una cornice di senso più ampia, per condurre il visitatore verso una nuova comprensione della geografia, una disciplina in grado di interrogare e dare senso alla complessità del mondo. Il progetto di allestimento del Museo permette ai visitatori di entrare in relazione con gli oggetti utilizzando molteplici canali sensoriali, assicurando un’esperienza unica e memorabile. Alla luce delle più recenti riflessioni internazionali sull’edutainment, l’allestimento valorizza sia la dimensione didattica, proponendo l’approfondimento di oggetti e temi, sia quella dell’engagement, stimolando il visitatore anche mediante il ricordo dell'esperienza vissuta, per spingerlo verso un nuovo modo di pensare e ‘agire’ la geografia.

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La presentazione ufficiale

Giovedì 7 giugno alle ore 15.00 a Palazzo Wollemborg in via del Santo 26 a Padova, verrà presentato il progetto del Museo di Geografia dell’Università di Padova in attesa dell’inaugurazione ufficiale prevista per la primavera del 2019. Dopo i saluti di Gianluigi Baldo, Direttore del Dipartimento DiSSGeA, Giuliana Tomasella, Direttrice del Centro di Ateneo per i Musei, Telmo Pievani, Delegato per il progetto comunicazione istituzionale Padova 2022, idee e progetti, e Marina Bertoncin, Responsabile della Sezione di Geografia, interverranno Mauro Varotto, Responsabile scientifico del Museo di Geografia, Chiara Gallanti del Corso di Dottorato in Studi Storici, Geografici e Antropologici, Laura Bello e Stefania lngoglia, AMUSE Studio Associato, e Giovanni Donadelli, Curatore del Museo di Geografia.

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