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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cultura

Mutilazioni genitali femminili: ricostruire è possibile, informare è un dovere

Venerdì 24 giugno nell'Aula Magna di Palazzo del Bo si terrà la seconda edizione dell'evento nato per sensibilizzare su questa pratica tuttora eseguita, i cui esiti più nefasti possono essere cancellati dalla chirurgia plastica

Secondo una ricerca, in Italia le donne vittima di mutilazioni genitali sono quasi 88.000. Secondo i dati dell'OMS riportati dal Ministero della Salute, più di 200 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali e circa 3 milioni di ragazze ogni anno, la maggior parte prima dei 15 anni, corrono il rischio di essere sottoposte a questa pratica. Si stima che le donne vittima di mutilazione in Europa siano circa 600.000. La mutilazione avviene prima della migrazione oppure, nel caso delle seconde generazioni, in occasione di un viaggio nel Paese di origine.

Mutilazioni genitali femminili

Le mutilazioni genitali femminili sono un tema spesso evitato, ma che rappresenta una sfida per le coscienze e per la scienza. Le vittime abitano anche in Italia e devono sapere che, dopo tante sofferenze, possono avere una vita normale. Si tratta di una riparazione, cura e rinascita a fronte di ciò che si è subito: pregiudizio, violenza, gravi problemi di salute e disagio psicologico. Venerdì 24 giugno in Aula Magna di Palazzo del Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, si terrà la seconda edizione dell'evento nato per sensibilizzare su questa pratica tuttora eseguita, i cui esiti più nefasti possono essere cancellati dalla chirurgia plastica. Nell’ambito del "II Summit itinerante sulle Mutilazioni Genitali Femminil"i, e al termine di lavori del congresso “Ginecare 2. Patologia vulvo-vaginale, dalla demolizione alla ricostruzione fino alla chirurgia estetica”, è previsto un evento divulgativo aperto al pubblico dalle ore 17 che punta a informare e sensibilizzare sulle conseguenze di questa pratica e sulle soluzioni ricostruttive oggi possibili. A Padova, i padroni di casa che ospitano l’incontro sono il Prof. Franco Bassetto (Consigliere SICPRE e Direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica Azienda Ospedale/Università di Padova) e il Prof. Roberto Tozzi (Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Azienda Ospedale/Università di Padova).

Franco Bassetto

«La prima sfida che la chirurgia plastica si trova ad affrontare nel trattamento delle mutilazioni genitali femminili – spiega Franco Bassetto, Consigliere SICPRE e Direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica Azienda Ospedale/Università di Padova – sono le cicatrici e la necessità di rimodellare i tessuti rimasti. L'autotrapianto del grasso della paziente, con la tecnica del lipofilling, permette di ridare elasticità, turgore e volume, ricostruendo i tessuti asportati e modificati con queste pratiche. Che, è importante sottolineare, sono diverse e hanno conseguenze e gravità diverse. In molti casi – dice ancora Bassetto – l'escissione del clitoride riguarda solo il glande e la parte esterna, per cui rimuovere la cicatrice conseguente alla mutilazione significa poter esporre nuovamente l'organo, restituendo alla donna la possibilità di una normale vita sessuale».

Roberto Tozzi

«Il compito del medico che cura le donne che hanno subito mutilazioni genitali è duplice: rimediare ai danni subiti dall'anima e dal corpo – dichiara Roberto Tozzi, Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Azienda Ospedale/Università di Padova –. Se i primi sono irreparabili perché tale violenza è devastante, ancora maggiore impegno va posto nel curare l'aspetto fisico perché il risultato possa anche solo minimamente mitigare il dolore inflitto. Un aiuto che consenta la reintegrazione sociale e la ricostruzione della self confidence dell'essere umano così martoriato. Perché il risultato sia soddisfacente e consono al nobile obiettivo preposto, la sinergia tra i chirurghi ginecologi e plastici è di straordinaria importanza. Nell'organizzazione di questo evento abbiamo messo tutta la passione e l'energia che caratterizza ogni giorno il nostro lavoro. Un summit che sia informazione, conoscenza e indichi la strada da seguire».

Università

Venerdì 24 giugno in Aula Magna di Palazzo del Bo alle ore 17.00 dopo un filmato di apertura sulle Mutilazioni Genitali Femminili di Stefania De Fazio e la lettura del brano di Elisabetta Fiorito “Una giornata di pioggia” da parte di Justine Mattera accompagnata al violino da Giacomo Rizzato, prenderanno la parola Franco Bassetto, Direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica Azienda Ospedale/Università di Padova, e Roberto Tozzi, Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Azienda Ospedale/Università di Padova, che con Giovanni Scambia, Direttore Dipartimento Universitario Scienze della Vita e di Sanità Pubblica Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Roma, introdurranno i temi dell’incontro alla presenza della Rettrice Daniela Mapelli, del neo Sindaco eletto Sergio Giordani e Domenico Maria Crisarà, Presidente dell’Ordine dei Medici e Chirurghi Odontoiatri di Padova. Seguirà la Tavola Rotonda, moderata da Giada Bortoluzzi Presentatrice TEDx Cortina, con Jasmine Abdulcadir, ginecologa insignita dell’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana per il suo impegno con le vittime di mutilazioni genitali, la sessuologa Alessandra Graziottin, la scrittrice Antonia Arslan, dell’antropologa Cristina De Rossi, Don Dante Carraro, Direttore CUAMM, Massimiliano Brambilla, Chirurgo plastico, Paola Rubini, Vice Presidente Nazionale Unione Camere Penali Italiane, Aurora Almadori, Franco Bassetto e Roberto Tozzi.

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