Notturni d’Arte al Pedrocchi per conoscere il celebre caffettiere

  • Dove
    Caffè Pedrocchi
    Piazzetta Cappellato Pedrocchi
  • Quando
    Dal 19/08/2014 al 19/08/2014
    21
  • Prezzo
    Biglietti 3 euro, da acquistare in prevendita presso gli uffici del Settore Attività Culturali in via Porciglia 35, dal lunedì al venerdì 8.30-13.30, 14.30-16, sabato 8.30-13 (chiuso domenica e venerdì 15 agosto), con possibilità di acquisto la sera stessa della visita nel caso in cui i biglietti fossero ancora disponibili.
  • Altre Informazioni

I Notturni d'Arte, la manifestazione organizzata dall’assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova e dedicata ai personaggi illustri a Padova, presentano Antonio Pedrocchi (1776-1852), il celebre caffettiere che in pochi anni riuscì a trasformare la piccola bottega del caffè ereditata dal padre in un edificio famoso in tutto il mondo. A far rivivere i fasti del caffè inaugurato nel 1831 sarà l'appuntamento di martedì 19 agosto al Pedrocchi (ore 21), con visite guidate allo Stabilimento e il Gran ballo al Caffè a cura della Società di Danza.

Antonio era nato a Padova il 28 dicembre 1776 da Francesco Pedrocchi e da Angela Pedrinelli. Il padre, di origini bergamasche, conduceva sin dal 1772 una caffetteria situata in corrispondenza dell’attuale parte meridionale dello stabilimento. Data la posizione centrale, la bottega era molto frequentata, in particolar modo dagli studenti e dai professori della vicina Università. Sin da giovanissimo Antonio aveva iniziato a lavorare nel negozio paterno, ereditando la passione per l'arte della caffetteria. Dopo la morte di Francesco (1799), gli subentrò nella proprietà del caffè. E diede il via a una sistematica campagna di acquisizione degli immobili adiacenti alla sua bottega. Nell'arco di una decina d'anni Antonio riuscì ad acquistare l'intera area su cui oggi sorge lo Stabilimento, caratterizzata da una particolare forma a clavicembalo. Demolita la caffetteria paterna, venne avviata la costruzione di un nuovo edificio, inizialmente affidata all'ingegnere Giuseppe Bisacco. Non soddisfatto del risultato ottenuto, Antonio lo fece radere al suolo e costruire nuovamente. Nel 1826 egli si rivolse all'architetto veneziano Giuseppe Jappelli che sembrava essere la persona più adatta a realizzare i suoi desideri. Dalla loro felice intesa nacque lo stabilimento: le sale al piano terreno, con la funzione di caffè, vennero inaugurate nel 1831, mentre quelle al Piano Nobile, destinate a ridotto, nel 1842.

A un aspetto fisico un po' goffo, molto diverso dalla raffigurazione ideale realizzata dal pittore Achille Astolfi (Padova, 1823-1900), Antonio contrapponeva grandi doti manageriali e imprenditoriali. Attento e oculato risparmiatore, egli investì la fortuna accumulata per realizzare il proprio sogno, quello di costruire il più bel caffè della terra. Lavoratore scaltro e infaticabile, continuò a occuparsi personalmente dei propri affari fino ai suoi ultimi giorni. Alle "fantasie di grandezza" univa una "splendida generosità". Desiderò che la sua bottega fungesse da "asilo" e fosse pronta ad accogliere chi passava, a qualsiasi ora (motivo per cui è famosa con il nome di "caffè senza porte"); che le persone si potessero sedere al tavolo senza l'obbligo della consumazione; che, in caso di pioggia, venisse prestato un ombrello a chiunque ne avesse bisogno; che fossero offerti ai clienti tabacco e stuzzicadenti. Non avendo figli, alla sua morte avvenuta il 23 gennaio 1852, Antonio lasciò il suo Stabilimento al nipote adottivo Domenico Cappellato.

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