Al Parco Prandina la sperimentazione sonora di Giovanni di Domenico pianista, compositore e performer

Il concerto si terrà Mercoledì 9 Settembre alle 21.00 e vedrà il musicista di origini italiane esibirsi in una lunga improvvisazione al pianoforte elettrico

Con la voce particolarissima del pianista, compositore e performer Giovanni Di Domenico la stagione musicale di Taverna Maderna approda nella bella cornice del Giardino Cavalleggeri in corso Milano, da quest'estate aperto al pubblico e agli eventi come Parco Prandina. Il concerto, che si terrà Mercoledì 9 Settembre alle 21.00 e vedrà il musicista di origini italiane esibirsi in una lunga improvvisazione al pianoforte elettrico, sarà preceduto da un aperitivo con selezione musicale a cura del Centro d'Arte degli Studenti dell'Università di Padova, da sempre punto di riferimento in città per il jazz sperimentale, la musica contemporanea e l'improvvisazione. È un'iniziativa in collaborazione con Circolo Nadir.

Giovanni Di Domenico

Giovanni Di Domenico è nato nel 1977 e ci tiene a ricordarlo: era l'anno simbolo dei movimenti extraparlamentari, ma era anche il periodo della fine del monopolio RAI, delle radio pirata, dello sbarco in Italia del punk. Influenze che all'inizio della sua formazione si sono mescolate in forma libera e caotica con le suggestioni culturali provenienti dai molti Paesi soprattutto africani in cui ha trascorso l'infanzia e la giovinezza, con i ricordi della tradizione musicale della madrepatria lontana – in particolare l'aria d'opera – ma anche con la musica classica, contemporanea e jazz approfondita durante gli studi al Conservatorio di S. Cecilia e dell'Aia.

Piano

Da queste molteplici influenze Di Domenico ha distillato un linguaggio unico e molto performativo che si colloca tra la sperimentazione sonora, il pop e il jazz. Musica contemporanea in senso stretto, perché tiene conto – si potrebbe dire – di tutto quello che è successo finora e parla al presente: lo testimoniano le innumerevoli collaborazioni, ad esempio con Akira Sakata, Jim O'Rourke, Tatsuhisa Yamamoto, John Edwards, Alexandra Grimal, Keiji Haino, Manuel Mota e Chris Corsano. Con ISASOLO!, registrato in Giappone nel 2018 in sole due notti con l’aiuto di Jim O’Rourke (già Gastr Del Sol e Sonic Youth), Di Domenico ha recentemente pubblicato il suo primo album per pianoforte solo.

Profilo

Nato a Roma nel 1977, il pianista/compositore Giovanni Di Domenico ha trascorso gran parte della sua giovinezza in Africa e in Italia, assorbendo una moltitudine di stili musicali - con tradizioni popolari, l'opera lirica, i richiami alla preghiera dei muezzin, il repertorio classico, il jazz e il punk - che hanno plasmato il suo ampio approccio alla forma musicale e al suono. A vent'anni Di Domenico si è iscritto al prestigioso Conservatorio di musica di Santa Cecilia a Roma e successivamente al Conservatorio Reale dell'Aia, intraprendendo gli studi pianistici con un'etica libera e ribelle.

Talento

Ora residente a Bruxelles, ha raccolto e ancora raccoglie molto rispetto per la sua energica e inventiva musicalità - negli ultimi anni ha affinato il suo talento in contesti solistici e di gruppo con musicisti come Akira Sakata, Jim O'Rourke, Tatsuhisa Yamamoto, John Edwards, Alexandra Grimal, Keiji Haino, Manuel Mota e Chris Corsano tra gli altri. Attraverso la sua etichetta Silent Water, ha messo in mostra il lavoro di frequenti collaboratori, tra cui Norberto Lobo, Pak Yan Lau e João Lobo, nonché il trio giapponese Delivery Health - composto da Domenico, O'Rourke e Yamamoto. Continua a produrre musica senza sosta, non ultimo l'album in piano solo ISASOLO! (uscito per l'italiana Canti Magnetici).

CHI È TAVERNA MADERNA

Taverna Maderna è un luogo di incontro, scambio e condivisione fra tutti e tutte coloro che ascoltano, scrivono, studiano e amano la musica di oggi. Un'idea che è maturata nel corso degli anni dalla scoperta e dall'ascolto della musica e dell'arte sonora che parla del tempo presente. Un'arte sottile che vuol essere espressione della personalità di chi la crea, ma anche opera collettiva di rispecchiamento e indagine della realtà, processo intenso che interagisce con il presente e lo trasforma. Perché, come ha detto Luciano Berio, le idee capaci di manipolare i suoni «sono fatte della stessa pasta delle idee che muovono il mondo».

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