“Photo Open Up” al via il Festival internazionale di fotografia a Padova

Mostre con le opere di alcuni dei principali maestri della fotografia del ‘900, da Henri Cartier-Bresson a Basilico, ma anche la giovane fotografia italiana, incontri con gli autori, workshop, letture portfolio, film ed eventi

Con l’apertura della prima edizione di Photo Open Up, Festival Internazionale di Fotografia  (dal 21 settembre al 27 ottobre)  Padova entra nel circuito nazionale delle manifestazioni di fotografia.

Ideato e prodotto da Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Arcadia Arte, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la direzione artistica di Carlo Sala, critico d’arte, curatore e docente al Master in Photography dell’Università IUAV di Venezia, il Festival, che ha cadenza annuale, si rivolge sia al grande pubblico che al mondo degli appassionati e degli operatori della fotografia italiani e stranieri.

Il Festival in (estrema) sintesi

Nove le mostre principali ospitate nei principali spazi espositivi della città, ma anche cinque workshop di fotografia, letture portfolio, quattro incontri con l’autore, la proiezione di tre film dedicati ad altrettanti maestri della fotografia all’MPX Cinema (Robert Frank, Vivian Maier e Robert Doisneau) una performance teatrale, vari eventi, tra i quali una visita guidata  alle botteghe storiche della città in continuità con la mostra “Dietro il banco, luoghi di civiltà quotidiana” animeranno le cinque settimane del Festival, che vuole coinvolgere tutta città attorno ad uno dei linguaggi più immediati ed universali oggi al centro della comunicazione globale.

A questo proposito sono ben trenta le mostre FuoriFestival allestite in città e nei quartieri a conferma del grande coinvolgimento del mondo fotografico padovano nell’iniziativa. 

Tra queste merita una citazione per la sua particolarità la mostra  “Stories of the Streets”  alla libreria Zabarella; le foto esposte sono state realizzate da sette senza dimora padovani che  hanno raccontato in maniera totalmente libere e indipendente il proprio punto di vista sulla città.  Le immagini esposte saranno in vendita e il ricavato andrà agli autori, che così potranno vedere riconosciuto il valore del loro lavoro fotografico.

Il weekend inaugurale e gli ospiti

Sabato 21 e domenica 22 settembre le mostre del circuito principale del festival saranno presentate al pubblico in una serie di Opening con gli autori, il curatore e alcuni importanti ospiti.     Senza nulla togliere agli altri protagonisti del Festival, sottolineiamo la presenza, sabato 21 settembre, all’opening della mostra Io l’altro (e l’altrove) al museo degli Eremitani del collezionista  Mario Trevisan che ha messo a disposizione la maggior parte delle foto esposte provenienti dalla sua straordinaria collezione, e nel pomeriggio dello stesso giorno la partecipazione di Giovanna Calvenzi e  Paolo Mussat Sartor all’opening della mostra  “Cattedrali industriali” al Palazzo del Monte di Pietà.

Domenica 22, la mattina, l’artista Kenuske Koike illustrerà la sua mostra “Tutte le immagini dormono”, mentre nel pomeriggio è imperdibile, alle 16, alla Galleria Cavour l’incontro con Grazia Neri, fondatrice della omonima agenzia fotografica e certamente una delle figure più importanti della fotografia italiana della seconda metà del 900.   Con lei si potrà visitare la mostra  “Un paese di dialoghi e conflitti”,  l’Italia vista dai fotografi dell’ Agenzia Grazia Neri.

Il commento dell’Assessore  alla cultura Andrea Colasio

Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova spiega: “A Padova mancava una manifestazione di livello dedicata alla fotografia. Oggi, le immagini e la fotografia in particolare, occupano un ruolo centrale nella nostra percezione del mondo. E’ imprescindibile quindi per Padova dedicare un evento culturale di valore nazionale alla fotografia. Photo Open Up offre delle mostre di altissimo livello qualitativo, ideate e prodotte appositamente per questo Festival e ospitate nei più prestigiosi luoghi espositivi della città a partire dal Museo agli Eremitani. Basta pensare al fatto che abbiamo esposti lavori di Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus, Robert Mapplethorpe, David LaChapelle, Gabriele Basilico solo per citarne alcuni.  Allo stesso tempo il Festival è attento ai fermenti della giovane fotografia italiana e coinvolge in modo significativo anche la realtà della fotografia padovana.  Lo conferma il fatto che non solo il mondo amatoriale padovano è protagonista di una delle mostre principali della manifestazione, ma  sono ben trenta le mostre FuoriFestival allestite in contemporanea in tutta la città. Un segno di vivacità e interesse che ci fa molto piacere”

Il direttore artistico Carlo Sala presenta il Festival

Il direttore artistico Carlo Sala illustra il Festival: “Photo Open Up spazia dalle grandi opere dei maestri dell’800 e del ‘900 ai protagonisti della scena attuale fino agli esiti più innovativi della ricerca  fotografica internazionale. Il Festival ogni anno sceglie un tema che è scandagliato in tutti i suoi aspetti con il linguaggio della fotografia e dell’immagine contemporanea. Questa prima edizione è dedicata alla dicotomia “Dialoghi e Conflitti” visti nella loro accezione più ampia, dove questi si manifestano a livello globale ma anche entro le nostre città in rapporto alla nostra vita quotidiana, sospesa tra periferia e centro, tra i processi di inclusione o di esclusione e nella nostra capacità di essere comunità o di asserragliarci  dietro l’individualismo.  Photo Open Up lo fa con una serie di mostre di grande spessore; partendo da una selezione delle opere della collezione Mario Trevisan, una delle più importanti a livello europeo, abbiamo indagato il tema del “diverso” dall’Ottocento ai giorni nostri. Questa mostra, ospitata nel prestigioso spazio del Museo Civico degli Eremitani, dal titolo Io, l’altro (e l’altrove)” racconta con immagini dei più grandi maestri della fotografia dell’800 e del ‘900 il mutare della società attraverso la figura del 'diverso', dell'escluso e le vicende di coloro che non si sono arresi al conformismo. Una parte della mostra scorre invece le vicende di coloro che hanno scelto volontariamente di muoversi al di fuori delle convenzioni sociali: artisti attivisti, freaks, con autori del calibro di Mario Giacomelli, Nan Goldin, Helmut Newton, Man Ray, Sebastiao Salgado ed Edward Weston

Una seconda mostra, alla Galleria Cavour, racconta l’Italia della seconda metà del '900 attraverso gli occhi dei fotoreporter dell’Agenzia Grazia Neri, che fino alla sua chiusura, nel 2009, è stata una delle principali agenzie fotogiornalistiche italiane ed europee. Con il titolo “Un paese di dialoghi e conflitti” esponiamo così per la prima volta un'ampia selezione dello straordinario

patrimonio fotografico raccolto da Grazia Neri: una testimonianza delle contestazioni del ‘68 e degli anni di piombo, ma anche un racconto del lato più spensierato dell’Italia, attraverso i volti di intellettuali, divi del cinema e della televisione. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo, che custodisce l'archivio analogico dell'Agenzia composto da oltre 800 mila immagini.

Una terza mostra, negli spazi espositivi di Palazzo Monte di Pietà della Fondazione Cassa di Risparmio, mette in dialogo l’opera di due maestri della fotografia italiana contemporanea, Gabriele Basilico, con la celebre serie “Milano. Ritratti di fabbriche 1978-1980”, anche questa tratta dalle collezioni fotografiche del Museo di Fotografia Contemporanea, e Paolo Mussat Sartor, con un eccezionale corpus di fotografie inedite del 1975 intitolato Industrial Sanctuaries. Le architetture industriali di Milano e Torino nelle immagini dei due autori sono inaspettatamente monumentali, prive della presenza umana e cariche di fascino.

Ancora, con la mostra Argo compiamo una ricognizione sulla generazione di giovani autori italiani nati dagli anni Ottanta che hanno abbandonato i generi tradizionali della fotografia italiana per attuare una serie di ricerche sperimentali e ibride: dalla postfotografia a quella 'espansa' in relazione con lo spazio, dalla metafotografia a coloro che hanno voluto rinnovare la visione documentaria e paesaggistica In mostra alcuni tra gli autori più interessanti della fotografia italiana emergente.  Argo è ospitata nella magnifica “cattedrale” dell’ ex Macello.

Ospite straniero della prima edizione di Photo Open Up, il fotografo giapponese  Kensuke Koike che a Palazzo Zuckerman presenta la sua ricerca dal titolo “Tutte le immagini dormono”.  Sono oltre trenta lavori realizzati manipolando delle fotografie vintage di gusto vernacolare come ritratti d'epoca, cartoline di paesaggi e immagini di famiglia. Il risultato è suggestivo, e a tratti destabilizzante, perché l'autore con un intervento minimale sovverte il senso originario delle fotografie rendendole surreali, ironiche e talvolta inquietanti.  Il processo dell'artista è mosso - per citare le sue parole - dalla volontà di «scoprire dove nasce l’immaginazione e quando si manifesta».

Di particolare importanza la collaborazione con la Veneranda Arca di S.Antonio che partecipa al Festival con una propria mostra dal titolo “Padova Sacra. Arte architettura, religiosità e devozione popolare nell’immagine fotografica, 1850-1931”  curata dal collezionista e studioso di storia della fotografia Giuseppe Vanzella, e coordinata da Alessandro Borgato, nella quale si ripercorre il volto della città dell’800 attraverso una straordinaria serie di immagini di vari autori dell’epoca provenienti da collezioni private e pubbliche, e tra queste anche quella della Biblioteca Civica di Padova. La mostra sarà visitabile nei nuovi spazi espositivi del Museo Antoniano alla Basilica del Santo

Altrettanto significativa la collaborazione con il CUAMM, Medici con l’Africa una delle più importanti organizzazioni sanitarie non governative italiane che è  presente al festival con la mostra fotografica  “Crossing the river”.   Dedicata alla salute delle donne e dei bambini in Africa è stata realizzata in Uganda, Sierra Leone, Nigeria e Mozambico, dalla fotografa Valeria Scrilatti e dalla giornalista Emanuela Zuccalà in collaborazione con “Zona” per il CUAMM.

La fotografia e la città

Photo Open Up dedica un importante spazio anche alla fotografia legata alla città: una mostra  ripropone a distanza di quasi 30 anni lo straordinario lavoro fotografico, realizzato a quattro

mani dai fotografi padovani Giandomenico Tono e Moreno Segafredo,Dietro il banco. Padova, luoghi di civiltà quotidiana” con il quale i due autori hanno documentato in modo rigoroso le botteghe padovane che in quegli anni iniziavano ad affrontare l’impari confronto con i centri commerciali che iniziavano allora a diffondersi

Un’ulteriore iniziativa coinvolge il mondo fotoamatoriale padovano nel quale operano numerosi interessanti autori.  Fotoclub Padova, Gruppo Fotografico Antenore, Kinima, Associazione Fantalica e Collettivo Stilema, si sono confrontati con lo stimolante tema del Festival proponendo una serie di interessanti lavori che sono esposti nelle ex Scuderie di Palazzo Moroni

Il CSV (Centro Servizi Volontariato) di Padova in occasione della Festa del Volontariato in calendario a fine settembre, presenta un proprio progetto fotografico dal titolo “Exit” realizzato da Alberto Garavello e Marco Ferrandi del Collettivo Monkeys Lab- SiAmoArcella che hanno ritratto gli ospiti del Centro Diurno di Salute Mentale di Padova. Un racconto dei percorsi di salute mentale che mantengono viva la speranza di “ri-uscire”

Le sedi espositive e le mostre

  • Musei Civici agli Eremitani, Piazza Eremitani  - Io, l’altro ( e l’altrove)
  • Palazzo Zuckermann, Corso del Popolo  -  Kensuke Koike, Tutte le immagini dormono 
  • Palazzo del Monte di Pietà, Via Monte di Pietà 8  - Gabriele Basilico e Paolo Mussat Sartor
  • Cattedrali Industriali
  • Galleria Cavour, Piazza Cavour – Un Paese di Dialoghi e conflitti. L’Italia vista dai fotografi dell’ Agenzia Grazia Neri
  • Galleria Cavour, Piazza Cavour – Moreno Segafredo e Giandomenico Tono, Dietro il Banco, Luoghi di civiltà quotidiana
  • Scuderie di Palazzo Moroni, Municipio  - Altre Visioni  Lo sguardo delle associazioni fotografiche padovane
  • Palazzo Angeli, Prato della Valle -  Crossing The River (Oltre il fiume)  donne africane in prima linea contro la mortalità materna.  Medici con l’Africa Cuamm e Zona
  • Cattedrale Ex Macello, via Cornaro – ARGO la fotografia italiana emergente
  • Museo Antoniano, Piazza del Santo – Padova Sacra  Arte architettura religiosità e devozione nell’immagine fotografica 1850- 1931                                                                                                               

Info utili

Orario di apertura dalle 10 alle 19 tutti i giorni escluso il lunedì.  Ingresso a pagamento  15 euro  (previste riduzioni)

Si può seguire tutto il programma  di Photo Open Up,  con i suoi aggiornamenti,  al sito internet  www.photopenup.com e naturalmente su facebook e instagram

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