Si può tornare a teatro! 5mila spettatori per la prima stagione estiva in era post Covid del Teatro stabile del Veneto

Non solo, “Tutti i gusti del teatro” ha visto ben 100 serate di spettacolo con più di 30 artisti e compagnie coinvolti

Cento serate di intrattenimenti, 11 produzioni, oltre 30 compagnie e attori coinvolti, 8 concerti di musica e 14 titoli di prosa per un pubblico di 5 mila cinquecento spettatori. Sono i numeri della Stagione Estiva 2020 “Tutti i gusti del teatro” del Teatro Stabile del Veneto, la prima stagione teatrale dello Stabile dopo il lockdown, che nonostante il periodo difficile in cui versa il settore dello spettacolo dal vivo, si è chiusa lo scorso sabato con ottimi e incoraggianti risultati per il futuro.

Si può tornare a teatro

«La risposta del pubblico delle città di Padova, Treviso, Venezia, Cortina e Verona sono la conferma che si può fare teatro e si può tornare a teatro in sicurezza, grazie alle procedure adottate per mettere a norma le nostre sale - dichiara Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto - Non solo a Treviso abbiamo proposto per il primo anno una programmazione estiva, ma per la prima volta le tre città hanno presentato un cartellone comune, anche se ciascuna con le sue peculiarità. I nostri spettatori proprio come tutte le maestranze del teatro e gli artisti hanno dimostrato che lo spettacolo, l’arte e la cultura sono un potente antivirus con cui esorcizzare la paura e guardare con ottimismo al domani. Grazie alla collaborazione della Regione Veneto e delle Amministrazioni comunali siamo riusciti a offrire una programmazione di qualità e in sicurezza, ma soprattutto a garantire una continuità ai lavoratori e alle famiglie che vivono di spettacolo».

In scena durante il periodo estivo

Una stagione variegata andata in scena dal 23 luglio al fino al 12 settembre, pensata per accontentare i palati di un pubblico che dopo aver passato l’inverno e metà primavera chiuso in casa, ha potuto riassaporare il gusto di andare a teatro spaziando dai grandi classici alla nuova drammaturgia, dal teatro di narrazione alla commedia dell’arte.

La programmazione

Al centro le produzioni del Teatro Stabile del Veneto, undici in totale, con il debutto in prima regionale di Paolo Rossi con Pane o libertà. Su la testa. Quattro gli spettacoli presentati in forma di studio come Tutta la vita della compagnia padovana Amor Vacui, una co-produzione con La Piccionaia e Teatro Metastasio Prato, che debutterà poi nella stagione invernale 20/21, lo spettacolo Franca, come te solo la Valeri di e con Lucia Schierano un omaggio alla grande artista Franca Valeri recentemente scomparsa, La fatica d’essere spettatore di Pierre Notte con Fabio Sartor e L’uomo che ride di Dario Merlini e con Michele Maccagno.

Sul palco non sono mancati gli spettacoli di StivalaccioTeatro e le novità in anteprima: Cèa Venessia. Odissea nostrana dal NordEst all’Australia, uno spettacolo dedicato alla storia della prima colonia fondata da un insediamento di migranti veneti e friulani in Australia, con Stefano Rota e per la regia di Marco Zoppello; e Ndrangheta, il nuovo spettacolo della giovane compagnia padovana Teatro Bresci, scritto e diretto da Anna Tringali e Giacomo Rossetto con consulenza drammaturgica di Antonio Nicaso e le suggestioni di Tindaro Granata.

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Ad arricchire la programmazione una rassegna di concerti organizzata a Padova con l’Orchestra di Padova e del Veneto e a Treviso in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Anche a Venezia, dopo il successo dello scorso anno, si è rinnovata la collaborazione con il Comune per la rassegna “Sottocasa. Il teatro nelle Città”, pensata per intrattenere le famiglie e animare nuovi spazi urbani fuori dalle consumate rotte quotidiane del centro storico come parchi, piazze e ville in terraferma da Chirignago a Mestre e nelle isole da Burano a Pellestrina.

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