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Marracash, foto Zed live

Marracash, foto Zed live

L’irrefrenabile energia del “Vendetta tour” di Marracash fa tappa al Gran teatro Geox

Il rapper a Padova, durante lo show, saluta Firenze ma viene corretto dal pubblico. Tra duetti e canzoni di denuncia, il live regala una magia insaziabile per i giovani fan patavini

È discreto il pubblico di giovani, soprattutto under 25, che arriva il 13 febbraio al Gran teatro Geox di Padova per assistere alla seconda tappa del Vendetta tour del “King of rap” Marracash, partito due giorni fa da Firenze. Quest’ultimo dettaglio non risulta irrilevante poiché, in almeno due occasioni durante il concerto, il rapper originario di Nicosia saluta i fan padovani esclamando un clamoroso: ”Ciao Firenze!”. Al secondo saluto errato, il pubblico reagisce urlando: “Siamo a Padova!” e l’artista si scusa, giustificandosi che qualche giorno fa, appunto, il tour era partito da Firenze e quindi anche le prove che avevano preceduto la “data zero” erano sempre state fatte pensando a Firenze.

INIZIA LO SHOW, NON OZIARE. Le danze si aprono alle ore 21.30 circa con l’ingresso di Sfera Ebbasta, rapper milanese “apripista” nonché nuovo “acquisto” della Roccia Music, etichetta discografica specializzata in musica rap e hip hop fondata dallo stesso Marracash nel 2013. Fabio Bartolo Rizzo, meglio conosciuto come Marracash, fa il su ingresso on stage intorno alle 22 e apre con “Catatonica”, inno rap in cui incita la nostra cara Italia a reagire alle tante difficoltà di questi ultimi anni, esortandola a non oziare e a “non restare catatonica”.

I BRANI. Durante il live si passa dai brani più leggeri a brani socialmente più impegnati e di denuncia, dalle canzoni più recenti tratte dal suo ultimo album “Status” a quelle più vecchie, come “Badabum cha cha” e “Sabbie mobili” canzone, quest’ultima, che Marracash introduce dicendo che, nonostante lui l’abbia cantata molti anni fa, le cose non sono molto cambiate nel nostro paese e continua a dedicarla all’italiano di oggi che “è come il gatto domestico, cioè sta comodo ma senza voce in capitolo!”. Altro momento “profondo” del concerto è quando il rapper intona la canzone “20 anni (Peso)” , canzone potenzialmente destinata a diventare un inno delle moderne generazioni in quanto descrive come i giovani oggi vengano visti purtroppo più come un peso dalla società che come una risorsa e riassume il tutto nel drammatico exploit finale del ritornello, dove identificandosi con un ventenne di oggi urla drammaticamente e ripetutamente la frase “Ho vent’anni anni e non so che inventarmi”.

I DUETTI. Il pubblico durante tutto lo show è avvolto dall’energia e dal calore del rapper e lo segue cantando e “rappando” con lui. Un momento particolarmente emozionante e intenso si ha verso metà concerto, quando arriva sul palco Federica Abbate, autrice in ascesa, nota per aver scritto “Roma-Bangkok”, successo estivo cantata dalla coppia Baby K &Giusy Ferreri e per aver collaborato tra l’altro alla scrittura della canzone “Nessun grado di separazione”, interpretata da Francesca Michielin, che si è classificata al secondo posto al 66esimo Festival di Sanremo. Federica Abbate, che da tempo collabora con Marracash, ha cantato con lui a metà concerto “In radio” e a fine concerto per chiudere il live “Niente canzoni d’amore”, entrambi i brani sono stati scritti assieme.

IL FINALE. Un'esibizione piena di magia e i fan presenti non hanno potuto far altro che lasciarsi trasportare dall’irrefrenabile energia del rapper, anche se l’impressione è di non essere mai del tutto soddisfatti e le canzoni presentate siano state fin troppe poche.

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