Fenomenologia del "Future Vintage Festival": quando Padova diventa città cosmopolita

Si pensa a eventi sempre più simili a week experiences in grado di cambiare il volto della città, rendendola così meta desiderabile per un pubblico non occasionale, dedito all’approfondimento e all’esplorazione

Future Vintage Festival

Un pienone che fa riflettere. Perché il fine settimana appena trascorso, con il "sold out" fatto registrare dal Future Vintage Festival, fa sorgere spontanea una domanda: saranno le "week experiences" a rendere Padova sempre più città cosmopolita, cambiandone il volto e rendendola meta desiderabile per un pubblico non occasionale, dedito all’approfondimento e all’esplorazione?

Future Vintage Festival

Superfly Lab, nella produzione di Future Vintage Festival, ha pensato a Padova come ad un brand, il modo più efficace per attirare investitori, media partner ed un grande pubblico profilato. La manifestazione è tornata ad essere un serbatoio di tendenze e nuovi linguaggi in grado di calamitare 50.000 presenze provenienti da ogni parte d’Italia, oltre che professionisti, infliuencer, uffici stile che ogni anno tornano al festival per attingere agli stimoli creativi e di mercato espressi durante la tre giorni.

Autorevolezza e trasversalità

Il direttore artistico di Future Vintage Festival Andrea Tonello tiene a precisare: «Attraverso la progettazione della kermesse lavoriamo sulla brand reputation della città, affinché venga percepita sempre più come una destinazione desiderabile. Future Vintage Festival coglie i frutti di un lavoro lungo dieci edizioni, fondato su un lavoro di approfondimento tra pedagogia e innovazione. Infatti il fil rouge della selezione di testimonial e contenuti è quello della credibilità, ovvero un palinsesto che si fonda da una parte sull’autorevolezza della curatela culturale, artistica e stilistica e dall’altra sulla trasversalità, ovvero la capacità di creare un programma ricco di appuntamenti connotati tematicamente per qualsiasi target di pubblico e per qualsiasi generazione.»

Esperienze uniche

Future Vintage Festival, ampliando la propria offerta tra eventi di preview, fuori festival e nuove location, propone una vera e propria “week experience”, nelle quali abbinare i contenuti della kermesse con i patrimoni storici della città, utile ad alimentare un pubblico di massa critica e returning visitors legati agli approfondimenti portati annualmente dal format. «In questo modo è possibile costruire un circolo virtuoso» aggiunge Andrea Tonello «creando aspettativa si attira un pubblico non occasionale, mordi e fuggi, ma una comunità in cerca di esperienze intense ed esclusive e quindi con una propensione alla spesa più elevata. Per queste ragioni cerchiamo di coprire i settori creativi che esprimono grandi eccellenze e di catturare i fenomeni del mondo della moda e del lifestyle».

«Lavorare sul modello delle week milanesi»

A tal fine, l’assessore alle attività produttive e commercio, marketing territoriale, Antonio Bressa aggiunge: «Condivido l’idea di lavorare sul modello delle week milanesi, seguendo la strada indicata dal Future Vintage Festival di contaminazione dell’evento con il resto della città e il suo insieme di attività commerciali e di accoglienza turistica. Guardare in questo senso ai migliori modelli esistenti può aiutarci a organizzare i grandi appuntamenti in programma affinché siano un’opportunità per la vivacità della città e tutto l’indotto economico». L’effetto del Future Vintage Festival durante lo scorso weekend si è potuto misurare nel sold out di molti ristoranti e locali del centro ed una crescita media dell’indotto del 20%, fino a toccare picchi del 60% per i ristoranti di fascia alta, come il Belle Parti, Pino Enotavola o Radici di Andrea Valentinetti che precisa: «Mi ci voleva un altro ristorante».

Sold out

Il pubblico del Festival, identificabile con le immancabili shopper personalizzate, ha perciò affollato il centro storico e non solo. Il direttore di Appe Padova, Filippo Segato aggiunge: «È indubbio che il Future Vintage Festival è ormai una realtà che traina per una intera settimana l'offerta in chiave turistica della nostra città. Rileviamo una grande soddisfazione tra i nostri associati: venerdì sabato e domenica scorsi era difficilissimo trovare un taxi di sera e bar, ristoranti ed alberghi hanno notato in città una quantità considerevole di stanze e tavoli prenotati da parte dei frequentatori del Vintage. Iniziative di questo tipo che invitano in città personaggi di primario livello nel dibattito pubblico nazionale, portano Padova nel novero delle città vivaci ed attraenti. Occorre insistere sulla strada delle settimane organizzate attorno a idee forti ed ad eventi diffusi, che portano, analogamente a quanto ad esempio avviene questa settimana a Milano con la Fashion Week, a far lavorare tanto e bene l'intera "macchina" Padova, fatta anche di negozi, attività alberghiere e della ristorazione e accoglienza in generale»

Cambiare l'aspetto della città

Attraverso il racconto delle tendenze internazionali si riesce a creare una capacità attrativa e di conseguenza opportunità di crescita, dove la città si mette in gioco, producendo innovazione e creando relazioni tra evento e la città stessa. Mettendo in campo le forze più attive del territorio, grazie al carattere eccezionale della kermesse, è possibile coinvolgere gli spazi urbani e la conoscenza della città oltre le forme consolidate. La manifestazione offre l’opportunità di stupire e mettere in discussione l’aspetto consueto della città, anche dando nuove funzioni a spazi e patrimoni condivisi. In questo modo tale tipologia di eventi divengono anche progetti di comunicazione del territorio, in grado di cambiare la percezione di Padova a livello nazionale.

Visione cosmopolita e internazionale

Future Vintage Festival da anni ha adottato una visione cosmopolita, che interloquisce con il mondo, contaminata con i linguaggi delle principali capitali europee, che negli anni ha saputo avvicinare un pubblico sensibile, sempre più numeroso, attento, profilato, che ha saputo costruire una community autentica e strettamente connessa ai contenuti e agli approfondimenti proposti dal Festival. Decine di migliaia di persone, professionisti e consumatori che tornano a vivere la città, producendo un effetto economico positivo e moltiplicativo. Padova si è dimostrata ancora una volta una città straordinariamente partecipativa, ricettiva ed accogliente, offrendo un biglietto da visita non solo ai media partner nazionali che riscoprono i patrimoni della città, ma anche agli ospiti della manifestazione che si sono ritrovati a vivere Padova al massimo delle sue potenzialità. Una città del Santo ospitale, aperta, innovvativa, ricca di iniziative e di eventi connessi tra loro e sorretti da un network di professionisti che hanno colto l’opportunità di lavorare in sinergia, con complicità, per il raggiungimento di un obbiettivo comune, compresi hotel e ristoranti, aperti e disponibili ad ospitare i big guest della manifestazione. Grazie a questa rete Padova ne esce vincente, una città proiettata verso un futuro ricco di nuovi traguardi ed ambizioni, sulla scia della candidatura a patrimonio Mondiale Unesco con il progetto Urbs Picta.

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