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Ripartono le visite al cimitero ebraico di Padova, tra storie di medici e pandemie

Le prescrizioni imposte dalla pandemia, infatti, obbligano alla chiusura di musei e sale d’esposizione, ma le visite all’aria aperta sono consentite purché non si creino assembramenti. I tour guidati all’interno del cimitero ebraico inizieranno domenica 11 aprile a partire dalle ore 11

Ripartono le passeggiate al cimitero ebraico di Padova. Il sito di via Wiel sarà aperto al pubblico tutte le domeniche di aprile a partire da domenica 11/4, e sarà accessibile su prenotazione all’indirizzo museo@padovaebraica.it oppure allo 049661267. Le prescrizioni imposte dalla pandemia, infatti, obbligano alla chiusura di musei e sale d’esposizione, ma le visite all’aria aperta sono consentite purché non si creino assembramenti. I tour guidati all’interno del cimitero ebraico inizieranno domenica a partire dalle 11: l’organizzazione è predisposta in modo da garantire a tutte e tutti un’esperienza culturale unica e molto approfondita, nel rispetto delle normative vigenti (distanze di sicurezza e obbligo di mascherina). Inoltre, per rispetto della tradizione ebraica, agli uomini è richiesto un copricapo.  Le visite si effettueranno con un minimo di 5 partecipanti al costo 9€ comprensivo di biglietto di ingresso al Cimitero e visita guidata. Si inizia alle 11, a chi si iscrive verranno date indicazioni su eventuali successivi turni di visita.

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Il cimitero di via Wiel è stato utilizzato dal XVI fino al XVIII secolo. Si trova fuori dalle mura medievali, ma ben protetto dai bastioni cinquecenteschi. Fu ingrandito nel 1653 grazie a Salomone Marini, rabbino della “Università degli hebrei Potughesi di Padova”. La passeggiata tra le tombe antiche consentirà di fare riflessioni legate all’attualità. Tra i sepolcri, infatti, anche la celebre lapide di Abram Catalan, medico padovano che durante la peste del 1630-31 fu incaricato assieme ad altri tre medici ebrei di vigilare sulle condizioni di vita nel ghetto, prendendo le misure necessarie per contenere il contagio. Nel ghetto padovano risiedevano allora 727 persone, delle quali 634 furono colpite dalla peste, 421 ne morirono. Questi morti sono stati probabilmente sepolti in fosse comuni visto che delle loro lapidi non si è trovata traccia nel cimitero. Tra gli altri sepolti illustri c’è anche Meir Katzenellenbogen, nato a Praga nel 1473 e morto a Padova nel 1565, autore dei “Responsa”, nei quali esemplifica la funzione di dottori della legge per i rabbini dell’epoca, più che di intermediari tra i fedeli e Dio. La tomba di rav Meir e quella del figlio Samuel, anche lui rabbino talmudista, richiamano ancor oggi visite da tutto il mondo, come è evidenziato dalle piccole pietre poste sulla sua lapide.

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