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"Le bugie dei bravi ragazzi", storie di trentenni precari nel romanzo della padovana Barbara Raymondi

Trentenni precari costretti a mentire per poter soppravvivere nella società attuale che sembra non accettarli così come sono. Li racconta "Le bugie dei bravi ragazzi", l'ultimo romanzo della scrittrice padovana Barbara Raymondi, già autrice di "C'è di peggio". A fare da sfondo ad entrambe le opere, c'è sempre la città di Padova, dove Raymondi, dove vive tuttora e dove si è laureata in Scienze della comunicazione.

Chi sono i bravi ragazzi? Quante bugie è consentito raccontare in una vita? Dove si trova il virtuoso confine da non oltrepassare, sole e alla ricerca di se stesse, di un fidanzato inafferrabile e di un lavoro che latita ancora di più? Enrico cerca un equilibrio che forse non vuole davvero, ma che gli converrebbe trovare al più presto considerato il futuro che gli si prospetta. Benedetta è una ballerina bellissima, quasi perfetta, ma odia la danza classica. Sono tutti nella stessa barca e sicuri di naufragare in un mare agitato dalle troppe bugie raccontate. Non sono cattive persone, sebbene pratichino lavori poco ortodossi, frequentino brutta gente e nascondano segreti sconvenienti. Sono bravi ragazzi in fondo, nonostante tutto.

Il romanzo è prenotabile alla Feltrinelli ed è disponibile anche la versione digitale. L'autrice cura anche un blog - anche questo si chiama "Le bugie dei bravi ragazzi" - in cui tratta argomenti attuali e differenti in maniera semiseria, come nei suoi romanzi, dove le vite e le disavventure dei protagonisti sono raccontate sempre con tratti ironici, un po' cinici e disincantati.

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