Boom di presenze: mascherine e sicurezza, il “Serprino weekend” sui Colli è sold out

Una formula semplice e vincente: cantina aperta dalla mattina, cicchetti e cin cin fino alla sera. Non solo: passeggiate, tour, benessere, piscine termali, chi più ne ha più ne metta, il serprino sta bene con tutto. Pieno ovunque, anche nei ristoranti. Un’ottima idea, nonché un volano per il turismo

Il monte Vendevolo, vista dall’azienda Vigna Vecchia di Valnogaredo

Per ridare slancio a uno dei luoghi saliti alla ribalta delle cronache per i drammatici fatti iniziati il 21 febbraio, il Consorzio vini colli Euganei, con il contributo e la collaborazione della Camera di commercio di Padova e il supporto delle associazioni di categoria Coldiretti, CIA, Confagricoltura, APPE, Ascom e Confesercenti e dell’OGD Padova e Terme e colli Euganei, ha pensato di proporre una serie di eventi, tutti ubicati nel territorio collinare, dal titolo “Serprino weekend”.

Ma che cos’è il serprino?

Il serprino è un vino unico e, forse, sono in molti a pensare, come mi disse una volta la cameriera di un ristorante a Cadoneghe, che sia il «fratello povero del prosecco». Per carità, apriti cielo. Inaccettabile. Tutto il contrario (qui un video esplicativo). Il serprino ha in comune la stessa pianta del prosecco, il glera, ma il processo di lavorazione del vino è diverso e c’è, soprattutto, una cosa che lo rende unico: il territorio. Proprio così. Nel territorio in cui viene coltivata la vigna, milioni di anni fa avremmo visto un mare e questa terra, al tempo un fondale, ancora oggi è piena di fossili e calcare, permettendo di restituire vini di un’unicità introvabile.

La “Serprino week”? Perché no!

Insomma, dedicare un weekend a un prodotto unico è stata la scelta giusta per ridare slancio all’economia della provincia patavina. Presenze in cantina e ristoranti pieni non sono certo mancati. Una proposta vincente che si spera presto possa diventare un evento fisso. Una settimana, la “Serprino week” che suona decisamente bene e che ricorda certo quella della moda milanese, ma nei colli potrebbe diventare una sorta di marchio di riconoscimento, nonché un volano per il turismo.

La formula vincente

Una formula semplice: cantina aperta dalla mattina, cicchetti e cin cin fino alla sera. Non solo: passeggiate, tour, benessere, piscine termali, chi più ne ha più ne metta, il serprino sta bene con tutto. Si legge nell’evento: “lo si può bere già dal mattino” e pare che questo non dispiaccia affatto. Anzi.

Il risultato?

Pace, bellezza, tranquillità, buon vino, ottimo cibo e tanta accoglienza ecco cos’è il “Serprino weekend”. I padovani, ma non solo loro, hanno risposto: «Presente!» e le cantine erano tutte piene nella giornata di sabato 18 luglio. Complice il bel tempo, con un clima vivibile che nessuno ricordava più a luglio, il desiderio di stare a contatto con la natura dopo mesi di reclusione in casa e la voglia di socialità in sicurezza (mascherine, gel igienizzanti, e tutto ciò che serve). Il risultato è stato vincente: cantine sold out!

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L’esperienza in cantina

Tra le cantine visitate in un breve tour ecco Vigne al colle a Rovolon, un’azienda familiare che produce un serprino millesimato talmente buono che in questo fine settimana non si poteva far a meno di provare. Arrivati alla cantina, previa prenotazione, ci accoglie Martino Benato con la moglie, i figli, il cameriere e lo chef. Lì pronti per gli ospiti, quasi fossimo sposi arrivati al ristorante. Si parte bene. La scoperta arriva nella prima degustazione con un serprino imbottigliato con metodo ancestrale, lo si riconosce perché resta torbido, e viene descritto come il “Serprino originale, degli avi!”. Buono. Il tutto accompagnato da cicchetti creati ad hoc per i vari abbinamenti di vini. Dieci euro, quattro vini e tre piatti. Come si torna a casa? Felici e con sei bottiglie nel bagagliaio della macchina.

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Seconda tappa all’azienda Vigna Vecchia a Valnogaredo di Cinto Euganeo dove ad accoglierci è Claudia Veronese e Daniele Pizzinato. Qui le tavole sono state messe a ridosso dei vigneti e l’esperienza diventa unica. Cin cin anche qui con il vino che dà il nome all’evento e soppressa di casa. In molti non si lasciano sfuggire l’occasione di postare sui social l’esperienza con alle spalle il monte Vendevolo.

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Ulteriori info

Le possibilità di conoscere le realtà della zona collinare non mancano e, per tutti i dettagli, vi consigliamo di leggere le specifiche che trovate all’evento qui.

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