Cultura

Due giorni di incontri: arriva a Padova il cardinale primate etiope

Il cardinale e arcivescovo di Addis Abeba, Sua Eminenza Berhaneyesus Demerew Souraphiel, sarà a Padova lunedì 13 e martedì 14 gennaio

Un’occasione unica e significativa per conoscere la realtà e le sfide del dialogo fra religioni e culture in Etiopia è l’incontro in programma martedì 14 gennaio, alle ore 21, al Centro universitario di Padova che vede ospite il cardinale e arcivescovo di Addis Abeba S. EM. Berhaneyesus Demerew Souraphiel.

Gli incontri

La presenza a Padova dell’arcivescovo metropolita di Addis Abeba non è casuale: si inserisce infatti nei rapporti di nuova cooperazione missionaria con la Prefettura di Robe avviati dalla Diocesi di Padova, che da un anno ha inviato in Etiopia tre missionari fidei donum (don Nicola De Guio, don Stefano Ferraretto ed Elisabetta Corà). Il cardinale etiope sarà a Padova nei giorni 13 e 14 gennaio. Oltre a incontrare personalmente il vescovo Claudio Cipolla, il cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphie incontrerà il direttore e lo staff di Medici con l’Africa Cuamm, lunedì 13 gennaio. Nella giornata di martedì 14 gennaio ci sarà un’occasione di confronto con il rettore dell’Università di Padova e i responsabili del Progetto Etiopia dell’Ateneo padovano. Mentre nella serata di martedì 14 gennaio, l’appuntamento pubblico al Centro universitario, organizzato dal Centro missionario diocesano, Medici con l’Africa Cuamm e Centro universitario, che si presenta come occasione per conoscere meglio la realtà di un paese, che pochi mesi fa ha visto l’assegnazione del premio Nobel per la pace al primo ministro Abiy Ahmed Ali, e che secondo i dati del Fondo monetario internazionale risulta tra i paesi con l’economia più dinamica al mondo dell’ultimo decennio, sicuramente tra le più significative per lo sviluppo dell’Africa.

Berhaneyesus Demerew Souraphiel

S. EM. Berhaneyesus Demerew Souraphiel è presidente del Consiglio della Chiesa Etiopica, presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea e presidente dell’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa Orientali. È membro della Congregazione per le Chiese orientali.

Ha subìto la persecuzione e il carcere a motivo della fede. È il secondo etiope a ricevere la porpora dopo Paulos Tzadua. Più volte ha denunciato i drammi che affliggono il corno d’Africa: dalle guerre alle carestie provocate dalla siccità, dal traffico di esseri umani alle migrazioni di massa.

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