Martedì, 21 Settembre 2021
Cultura Vo'

Sorridenti, felici e con la voglia di tornare: i winelover approdano sui colli Euganei

Il 3 e 4 settembre, un gruppo di giovani amanti del vino, sono stati invitati dal Consorzio del vino dei colli Euganei con l’intento di far conoscere a più persone possibili il territorio della provincia di Padova. Ecco com'è andata

Ci sono esperienze che fanno innamorare e una volta a casa non ti lasciano in pace. Scatta una scintilla mentre le vivi, diventano fuoco indomabile appena finiscono. È quello che è successo nei due giorni, il 3 e 4 settembre, ad un gruppo di giovani amanti del vino, winelover. Invitati dal consorzio del vino dei colli Euganei, l’intento era quello di far conoscere a più persone possibili il territorio della provincia di Padova.

Il gruppo

Un’esperienza organizzata in collaborazione con il Consorzio vini colli Euganei da un’idea degli influencer (nominati qui rigorosamente con i loro pseudonimi Instagram) @fabioelavigna, @the.foodteller e @bonomi_winediary ha visto la partecipazione di @sommelierouge, @trotterwine, @jessicarossetti91, @sommelier_on_a_mission, @tannintime, @pinnawine, @eledicio, @stefano_franzoni, @just.saywine e @conte_frensys.

Impossibile accontentare tutti

Certo, da dire che risultava davvero impossibile accontentare tutti i produttori dei Colli, l’obiettivo è stato quello di creare curiosità e voglia di ritornare in un territorio tanto vario come quello euganeo non solo ai partecipanti, ma anche a tutti i loro seguaci social. Smartphone alla mano, pronti via!

Un territorio unico, regala vini esclusivi

Il tour parte venerdì 3 settembre con Lisa Chilese, responsabile promozione, verso la sede del Consorzio dov’è ospitato anche il MUVI, il museo del Vino dei colli Euganei. Le cose vengono subito messe in chiaro: i colli Euganei sono un territorio unico, un territorio di origine vulcanica, con diverse conformazioni e che riesce a regalare, quindi, vini esclusivi. Si scopre che nella sede del Consorzio esiste anche un laboratorio di analisi e una sala sensoriale destinata alle degustazioni e agli incontri.

«Senti che libertà»

Il tempo di incantarsi davanti a vecchie cartine geografiche (Piazza delle erbe a Padova nel 1738 era Piazza delle erbe e del vin) e foto di vecchi amici intenti a bere, che ci si dirige verso l’azienda San Nazario a Vo dove viene presentato a tutti il Serprino, un vino frizzante e che sebbene parta dalla stessa pianta del Prosecco, il Glera, qui viene prodotto in maniera del tutto differente. Arriva di corsa anche Filippo Gamba dell’azienda Alla Costiera, un uomo del fare, che fa assaggiare anche lui i suoi vini (tra cui il “Trachite bianco”) al suon di «senti che libertà».

Un panorama che lascia tutti a bocca aperta

Via verso Monteversa a Vo', in un panorama che lascia tutti a bocca aperta, l’azienda propone dei vini del tutto particolari come il “Primavera” che risulta quasi essere una bevanda dissetante. Giovanni Bressanin, che gestisce l’azienda, lascia con il desiderio di assaggiare il loro “famoso” Manzoni, appuntamento a maggio 2022.

Tappa ad Arquà

Immancabile tappa ad Arquà Petrarca con Claudia Baldin, tra le più talentuose e preparate guide turistiche del luogo, che snocciola aneddoti e storie dell’incantevole borgo. Impossibile non fermarsi all’Enoteca da Pino. Proprio Pino, che accoglie con una camicia color moscato giallo, cerca di far andare tutti in brodo di giuggiole con il suo spritz euganeo. La particolarità che salta subito all’occhio è che non c’è la classica oliva ma una giuggiola sotto grappa.

Terme, vino, cibo e passione

Sorrisi e cin cin, è già tempo di ripartire per conoscere un’altra particolarità del territorio: le terme. Ospitati al Grand Hotel Terme & Spa di Montegrotto la piscina diventa un momento di relax prima della cena dove i protagonisti sono altri due produttori della zona: Diego Bonato dell’Azienda Agricola Reassi di Rovolon e i titolari della Tenuta Gambalonga di Cinto Euganeo. Tra una battuta di Fassona piemontese, spaghettoni lavorati con pomodori di Pachino e dolci a non finire si scoprono nuove storie e nuovi vini, ma anche limmancabile Fior d'arancio DOCG. Saluti di rito del presidente del Consorzio Marco Calaon, la giornata si conclude ufficialmente, ma non per tutti. La passione, che non lascia dormire, esplode in una serata che non sarà mai raccontata.

Le perle dei Colli sembrano non finire proprio mai

Si riparte il giorno dopo, un’altra vista panoramica incredibile, un’altra realtà da scoprire: Quota 101. Il titolare Roberto Gardina è un tipo focalizzato che racconta e ci mostra con orgoglio vitigni e la cantina dove lì, tutti sono impegnati nella lavorazione dell’uva dopo la vendemmia. Via verso Villa di Vescovi, una perla preziosa che non poteva essere tralasciata. Visita guidata colma di naturalezza e che regala la sensazione di ozio, tipica del posto.

Soprese e soddisfazioni

Si mangia proprio lì in Villa facendo conoscere anche un altro aspetto del territorio: la produzione di olio. Non son mancati gli assaggi di quello prodotto dal frantoio di Cornoleda di Cinto Euganeo e durante il pranzo ecco altri due produttori: Nicola Selmin de Il pianzio di Galzignano Terme e Martino Benato di Vigne al Colle di Rovolon che fa assaggiare il suo “Passo delle streghe”, un moscato secco. Proprio il moscato secco, che idealmente conclude la serie di brindisi fatti in due giorni vuole essere una sorta di speranza nel futuro: senza dimenticare quanto i colli Euganei siano vocati ai rossi, un prodotto particolare con un carattere unico come il moscato secco, di certo riserva molte sorprese e tante soddisfazioni.

Si torna e cosa resta?

L’esperienza finisce, qualcuno deve prendere il treno e si torna in albergo, saluti e ancora qualche foto ricordo, i reel per Instagram? Erano già stati fatti. Cosa resta? La voglia di tornare. I colli Euganei sono così, diventano magnetici, affascinanti. Se da fuori sono isole “Sorgono isolati come scogli nel mare” come li descrive il geologo inglese John Strange intorno al 1770, all’interno son un labirinto dove ci si perde e si sta bene e, come si sa, dove si è stati bene è facile tornare.

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