ArtePadova 2015, mostra-mercato di arte moderna e contemporanea

I mostri sacri dell’arte moderna e contemporanea, le nuove stelle del firmamento artistico, gli emergenti che si devono ancora affermare e che a Padova trovano un palcoscenico unico: tre universi diversi in una sola cornice. Un piccolo miracolo che si ripete ogni anno, da oltre un quarto di secolo, ad ArtePadova, la mostra mercato che nelle ultime edizioni ha richiamato oltre 20mila visitatori e che da sempre si dimostra capace di coniugare in modo inedito le sue due vocazioni: quella di grande mostra d’arte dove poter trovare, in un’unica vetrina, il numero record di oltre 10mila opere “firmate” dai più grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, e quella di “mercato” sicuro, cui guardano con interesse investitori e collezionisti. Una mostra sempre più internazionale: negli ultimi anni è cresciuta la presenza dei collezionisti in arrivo dall’estero e in particolare da Germania, Giappone e Russia.

Quattro giorni all’insegna dell’investimento e della cultura: l’appuntamento con la XXVI edizione è dal 13 al 16 novembre 2015 in Fiera a Padova, con oltre 300 espositori presenti. Nata dall’idea dell’allora giovanissimo imprenditore Nicola Rossi, ArtePadova è stata protagonista di un cammino lungo 25 anni, cominciato nel 1990 con solo 47 partecipanti. La mostra mercato è cresciuta edizione dopo edizione fino ad affermarsi - anche Oltreconfine - come evento di riferimento per il settore. La kermesse padovana ha infatti saputo “resistere” a tutti i mutamenti del mercato, senza mai interrompere il proprio corso, grazie alla capacità di tener fede alle sue origini e di innovare al contempo ogni anno la proposta espositiva con scelte capaci di anticipare i tempi. Duecento le gallerie presenti quest’anno.

UN VIAGGIO TRA LE PIÙ IMPORTANTI CORRENTI ARTISTICHE

Anche quest’anno ArtePadova proporrà un viaggio tra le più importanti correnti artistiche, dal futurismo all’astrattismo alla metafisica passando per la pop art, l’arte concettuale e l’arte informale fino ad addentrarsi nelle ultime tendenze dell’arte contemporanea. I grandi collezionisti a caccia di un investimento sicuro potranno trovare nomi di artisti universali che hanno segnato la storia recente dell’arte come - solo per citarne alcuni - Giacomo Balla o Carlo Carrà, Lucio Fontana e Agostino Bonalumi, o ancora Mario Sironi, Alberto Burri, Mario Schifano Giorgio Morandi, Arnaldo Pomodoro e Paul Jenkins per poi arrivare al “fenomeno” Boetti, che suscita sempre forte interesse perché affianca ai grandi arazzi di enorme valore opere di piccole dimensioni con quotazioni più accessibili. Immancabile Giorgio De Chirico, quest’anno rappresentato fra l’altro - oltre che da alcuni fra i suoi classici - dall’olio su tela del 1926 Madame De Chirico.

La kermesse padovana è appuntamento imperdibile anche per chi vuole intercettare le nuove tendenze del mercato, scommettendo su artisti che non hanno ancora quotazioni stellari, ma appaiono in rapida ascesa.

Ecco che negli ultimi anni ArtePadova ha saputo proporre - e tornerà a proporre quest’anno - nomi come il pistoiese Roberto Barni, o ancora Umberto Mariani e Turi Simeti, che stanno conquistando le aste di tutto il mondo. Proprio Mariani sarà protagonista di una retrospettiva - proposta da una delle gallerie presenti in Fiera - che affianca le sue opere, con un accostamento inedito, coraggioso e di sicuro effetto, a quelle della giovane artista toscana Beatrice Gallori, che come Mariani ha scelto il “codice” delle opere monocrome, ma con una resa completamente diversa: le sue estroflessioni sono opere che “indagano” la vita e che nascono da uno studio del movimento, ricreato come in una sorta di time lapse.

ArtePadova è anche l’occasione per “celebrare” il decennale dalla scomparsa di Arman, che anche dopo la morte dette prova della sua ironia e irriverenza: sulla sua lapide, al cimitero Père Lachaise di Parigi, fece scrivere l’epigrafe beffarda enfin seul! (finalmente solo…). A rendere omaggio all’artista di Nizza - rappresentante di spicco del neo realismo - sarà proprio una galleria padovana da sempre riferimento importante per le opere di Arman. Fra i capolavori esposti una delle sue ultime sculture in bronzo, uno splendido Bacco con chitarra del 2004. La stessa galleria proporrà poi ad ArtePadova una selezione di opere dello scultore inglese David Begbie, che ha messo il corpo umano al centro del suo lavoro: i visitatori potranno continuare il percorso di scoperta di questo artista visitando la personale allestita nella galleria, nel cuore di Padova.

Anche quest’anno ArtePadova dimostra la capacità di aprirsi a nuove scommesse. Se nel 2013 e 2014 aveva dedicato una parte della sua proposta espositiva al fumetto d’autore come forma d’arte, ecco che quest’anno dedicherà un focus alle ceramiche, spesso a torto considerate una forma d’arte minore: basterà gettare uno sguardo sulla selezione di ceramiche di Lucio Fontana, che mostrano come l’artista con il grès riuscisse a sperimentare la sua arte con un abbandono a volte che non gli era consentito dall'uso di altri materiali. Di segno completamente diverso, le ceramiche contemporanee, simboliche e irridenti, di Bertozzi&Casoni, in cui l’ironia corrosiva e le citazioni trash si contemperano con un’assoluta perfezione esecutiva.

Nel 2014 due opere di Salvatore Scarpitta sono state battute rispettivamente per 875mila e 545mila dollari, tra i prezzi più alti mai registrati per l'artista americano: ArtePadova sarà occasione unica per ammirare - fra l’altro - una sua rara carta del 1956.

L’informale italiano sarà rappresentato fra gli altri - oltre che da Fontana, presente oltre che con le ceramiche con alcune fra le sue opere significative - da Alberto Burri e da Afro (ad ArtePadova anche le sue due tecniche miste su carta intelata BrunoNero o Bianco Nero - e da Giuseppe Capogrossi con le sue serrature cabalistiche, forme archetipe che rimandano soltanto a sé stesse, protagonista di una retrospettiva al Peggy Guggenheim nel 2013. Ad ArtePadova, fra l’altro, la sua Superficie n. 569 del 1954, tempera su carta intelata.

Fra i tanti artisti che la mostra mercato continua a promuovere vanno citati poi il francese Ben Vautier, ma anche il teorico della cancellatura Emilio Isgrò e il teorico della cracking Art Omar Ronda.

Non solo: la mostra mercato di Arte Moderna e contemporanea offre quest’anno ai suoi visitatori un’occasione unica per ammirare una personale del tutto inedita di Shōzō Shimamoto, considerato uno dei grandi maestri del movimento d’avanguardia Gutai, sperimentatore audace e pioniere della Mail Art. La stessa galleria che propone Shimamoto dedica uno spazio importante e molto significativo anche ai giovani artisti contemporanei. Fra tutti, la 39enne sudafricana Kilmany-Jo Liversage, considerata la writers donna più importante al mondo.

Da segnalare anche le opere dell’uruguagio Pablo Atchugarry che, nonostante l’attuale tendenza a utilizzare in ambito scultoreo materiali alternativi, ha scelto di utilizzare l’antica e nobile tecnica marmorea: le sue realizzazioni, presenti nelle più importanti case d’asta internazionali, sono ora esposte in una retrospettiva allestita presso il Museo dei Fori imperiali a Roma.

ArtePadova guarda con interesse anche al tema del disegno del territorio, a partire dalla scommessa di contaminare insieme l’arte contemporanea con la riflessione sul futuro della città. Nella giornata inaugurale - venerdì 13 alle 11.30 - è in programma l’esposizione dei cinque progetti finalisti del concorso di idee Padova Soft City, bandito dalla Camera di Commercio di Padova in collaborazione con l’Associazione Padova Soft City e la Consulta delle Professioni: una sfida particolare lanciata a imprese, professionisti, studenti e cittadini padovani ed esteri, per renderli partecipi della progettazione innovativa e sostenibile della città 2.0, una città digitale e all’insegna dell’ecosostenibilità.

PER INFO. www.artepadova.com

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