"Marco Camporese. I miei luoghi", mostra di pittura alla galleria laRinascente

Marco Camporese. I miei luoghi
galleria laRinascente
dal 7 dicembre al 28 gennaio
inaugurazione mercoledì 6 dicembre, ore 17.30

La mostra "Marco Camporese. I miei luoghi", dedicata all’artista bellunese, padovano d’adozione, presenta opere realizzate a tempera e ad olio, che raffigurano luoghi amati, conosciuti e vissuti nella quotidianità, riprodotti con una leggerezza di tocco e con un colore vaporoso che rende le atmosfere quasi metafisiche, luoghi dell’anima, dei ricordi, della nostalgia.

In questi anni - spiega l’artista - ho vissuto in maniera riservata e intima la mia pittura. Con questa mostra personale intendo svelare la mia ultima produzione pittorica e condividerla con la mia città. Ciò che unisce le opere esposte sono i luoghi, i miei luoghi cioè gli spazi, le cose, i corpi che riempiono la mia quotidianità, che sostano dentro il mio essere per poi manifestarsi e, in un momento inaspettato, concretizzarsi in materia pittorica.

LA MOSTRA

Sentieri e case innevate tra i boschi, cari alla giovinezza dell’artista, sguardi panoramici su condomini e grattacieli che si stendono fino all’orizzonte come una foresta di cemento, stanze silenziose con porte e finestre spalancate, dove l’aria, il sole e la luce creano una continuità ininterrotta tra interno ed esterno, tra l’uomo e la natura, tra il desiderio di ripiegarsi su se stessi e la libertà di varcare ogni ostacolo.
Nelle stanze inondate di luce lo sguardo si sofferma su scaffali e tavoli pieni di oggetti, reduci da un utilizzo quotidiano usurante, consumati ma pieni di vita e di ricordi, su cui si posa lo sguardo affettuoso dell’artista: barattoli di colore incrostati, vecchie damigiane, sacchi di malta, tavole di legno sul piano di lavoro, ambienti che evocano la manualità sapiente dell’artigiano, che sembra confluire in modo naturale nella raffinata esperienza pittorica dell’artista.

I paesaggi rappresentati si dispiegano sotto un orizzonte alto, che lascia ampio spazio alla descrizione di luoghi appaiono disabitati, quasi abbandonati da una improvvisa fuga dei loro abitanti; una geometria di linee costituite da alberi, case e segni profondi sulla neve definisce la struttura compositiva dell’opera, accompagnando e guidando lo sguardo dello spettatore, in una atmosfera sospesa, quasi magica. Il colore ricco e intenso rende palpabile l’aria e l’atmosfera, coprendo tutto con una luce soffusa e vaporosa che rende l’immagine impalpabile, trasformandola quasi in una visione onirica.

La figura umana, totalmente assente nel contesto naturale e urbano, trova invece la sua collocazione ideale in un luogo a parte, indefinito quasi irreale, dove il corpo domina come protagonista assoluto della scena, luogo di memoria, che guida lo spettatore al di là del tempo e dello spazio.
La mostra è curata da Gabriella Niero.

INFORMAZIONI

Assessorato alla Cultura - Servizio Mostre
049.8204528
tedeschif@comune.padova.it

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