I Menecmi da Tito Maccio Plauto al Teatro dei Filodrammatici di Este

Domenica 19 giugno alle ore 21 al Teatro dei Filodrammatici la Scuola di Musica, Teatro e Sala Prove Nautilus presenta il saggio finale del Corso Teatro Ragazzi

I MENECMI 
libero adattamento dal capolavoro
di Tito Maccio Plauto

Cilindro
Riccardo Dalla Bona;

Spazzola
 Ramon Torresan;

Menecmo 
Edoardo Rocchetto;

Erozia
 Olga Prando;

Messenione 
Mattia Navarin;

Mirrina
 Margherita Curtarello;

Santippe
 Claudia Trivellin;

adattamento e regia
 Lahire Tortora.

Ingresso 5 euro

Arcinota la trama de “I Menecmi”, la celeberrima commedia dei gemelli: due fratelli gemelli, perfettamente identici, ancora in tenerissima età vengono separati l'uno dall'altro. Infatti il loro padre, dovendosi recare in viaggio per affari, porta via con sé solo uno dei due, lasciando a casa con la madre l'altro. Smarrisce però il bimbo, che viene trovato e portato a casa di un mercante di provincia, e accudito come fosse suo figlio.
Nel frattempo i genitori dei gemelli, disperati per la perdita del bambino, danno a quello rimasto il nome di quello perduto, cioè, per l'appunto, Menecmo. I due gemelli, già identici, si ritrovano dunque ad avere lo stesso nome.
Dall'antefatto, raccontato brevemente da Plauto nel prologo, si sviluppa il vero intreccio della commedia: una volta diventato grande, il gemello perduto ritorna in città a cercare suo fratello, ma finisce fatalmente in un mare di situazioni sempre più ingarbugliate, ritrovandosi sempre scambiato per l' “altro” Menecmo (e viceversa, naturalmente).

“I Menecmi” è certamente una delle più fortunate e longeve commedie della storia del teatro: non a caso è la madre riconosciuta del genere cosiddetto “degli equivoci”. Plauto costruisce una trama semplice ma efficacissima, in cui innesta la girandola degli equivoci, con i due gemelli scambiati puntualmente tra loro dagli altri personaggi, ignari fino all'ultimo dell'esistenza del “doppio” Menecmo. Il commediografo di Sarsina dosa sapientemente il ritmo della commedia, accelerando progressivamente fino al finale vertiginoso in cui, con delicata malizia, si toglie addirittura lo sfizio di giocare con lo spettatore rivelandogli apertamente l'artificio della finzione teatrale, come capiamo chiaramente dalla celeberrima battuta finale.
Il meccanismo a orologeria messo a punto da Plauto, unito alla spiccata e sempreverde comicità delle situazioni, fanno de “I Menecmi” un testo adattissimo anche per un saggio finale di un corso di teatro come il nostro: è una commedia che permette appieno ai ragazzi di calarsi (divertendosi e divertendo) in quel gioco meraviglioso che è il Teatro.

Tito Maccio Plauto (255-184 a.c.) è universalmente considerato uno dei più grandi commediografi di tutti i tempi. Molte delle sue commedie, (oltre a I Menecmi, da citare il Miles Gloriosus, l'Aulularia, lo Pseudolus e la Càsina) dopo aver riscosso enorme successo già nella Roma antica, sono diventate dei classici e sono tuttora rappresentate nei teatri di tutto il mondo.

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