"Moi aussi", opere di Stefano Reolon alle scuderie di Palazzo Moroni

Inaugurazione: sabato 7 maggio ore 17

Le parole di Zola "Une oeuvre d'art est un coin del la création vu à travers un tempérament" si adattano perfettamente alla comprensione delle opere di Stefano Reolon, un artista che vive e lavora a Vigodarzere, piccolo paese della provincia di Padova. In mostra una trentina di opere che testimoniano il suo percorso artistico: dapprima rivolto alla scenografia, sia per il teatro che per la televisione e poi verso la strada della pittura.

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Il punto di svolta del percorso umano e artistico di Reolon si colloca infatti nel momento in cui sceglie di abbandonare la strada della scenografia per dedicarsi principalmente alla sua passione più grande: la pittura.

L'artista non si ispira a nessuna determinata “scuola”, la sua formazione artistica è prevalentemente da autodidatta e nelle sue opere ritroviamo continui riferimenti al patrimonio rinascimentale e barocco italiano. Utilizzando una diversità di linguaggi, attinge dal passato con tecniche di pittura contemporanea, ispirandosi di preferenza ai manga giapponesi e all’iperrealismo fotografico, e riutilizza tele già dipinte, procedendo per rotazioni e sovrapposizioni.

Reolon ama la diversità dei linguaggi e delle tecniche e nel tempo perfeziona un mix di stili e qualità pittoriche che assemblano tecniche del passato con un tipo di pittura più contemporanea. I suoi campi di indagine sono soprattutto "il ritratto" e l'"autoritratto". Protagonisti sono molte volte gli occhi che comunicano in profondità con chi si sofferma davanti al quadro. Il volto, molto spesso presente e posto al centro nei dipinti, è quasi sempre un autoritratto, oppure la proiezione di sè nel futuro.
Anche il concetto di spazio in Reolon è molto importante, sia che esso risulti raccontato in senso architettonico come "attOre" principale dell'opera, sia che venga inserito nelle fotografie a fare da fondale. Molte volte l'effetto spaziale viene reso attraverso l'aggiunta di elementi volumetrici costruiti a parte che vengono poi attaccati al quadro.

Reolon unisce i pezzi delle sue esperienze nell'opera d'arte e li lascia affiorare contemporaneamente nel dipinto stesso; l'opera diventa così una storia stratificata che ci racconta l'artista nel suo evolversi, ci rappresenta la vita come un susseguirsi di eventi e vissuti.
Le opere acquistano quindi una nuova dimensione: quella del tempo.

Tra gli ultimi risultati del suo percorso creativo vi è la compenetrazione e il dialogo tra disegno, pittura e fotografia. Il suo bisogno di sperimentazione e innovazione, di collegamento tra passato e quotidianità lo conduce a produrre quadri attraverso la tecnica della fotografia, confezionata con la presenza di suoi disegno che diventano sfondo-scenografia

Ingresso libero

Orario: 9.30-12.30, lunedì chiuso
Tel. 049 8204523
tagliettil@comune.padova.it

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