Molino Rossetto dona a Piove di Sacco un’opera d’arte di Barbara Pigazzi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Una grande passione per l'arte coniugata con uno stretto rapporto con il proprio territorio: nasce da qui la decisione di Molino Rossetto, azienda di Pontelongo specializzata nella produzione di farine e preparati innovativi e funzionali, di sponsorizzare la mostra "Una vita a 100 all'ora. La Pop art in Italia", inaugurata lo scorso 30 ottobre presso il Centro di Arte e Cultura di Piove di Sacco. L'esposizione propone unaselezione delle opere dei più importanti esponenti della scuola romana di Piazza del Popolo - da Mario Schifano a Mimmo Rotella - che si impose negli anni Sessanta.

A suggellare il legame con l'evento e con la cittadina padovana, l'aziendadonerà al Comune di Piove di Sacco un'opera d'arte firmata da Barbara Pigazzi, fotografa e artista piovese che nelle sue opere predilige assemblare oggetti e materiali in forme spesso inaspettate. Una creazione davvero speciale, ispirata allo stile pop art e realizzata utilizzando alcuni dei pack più rappresentativi dell'azienda. L'opera verrà presentata e donata venerdì 13 novembre, presso la sede della mostra, in occasione di una conferenza che vedrà il Prof. Carlo Fumian, ordinario di storia contemporanea dell'Università di Padova, e il critico Maxi Sabbion di Sky Arte, protagonisti di una riflessione sugli anni Sessanta analizzati da un punto di vista storico-artistico.

Proprio come avvenne nel decennio del boom, quando allo sviluppo dell'economia fece riscontro un grande fermento artistico, l'iniziativa di Molino Rossetto fonde idealmente creatività e mecenatismo in chiave pop art. "Siamo molto felici - afferma l'amministratore delegato Chiara Rossetto, confermata nei giorni scorsi alla presidenza della Delegazione Confindustria Piovese - di sostenere questa importante mostra e di lasciare alla città un'opera di un'artista originale come Barbara Pigazzi, sottolineando in modo tangibile il legame mio e della mia azienda con la nostra terra. Una decisione dettata dalla convinzione che il mondo imprenditoriale debba impegnarsi nel contribuire a promuovere e sostenere anche la vita culturale del territorio in cui opera".

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