Mostra "I mosaici di Ato" in barchessa a Sant'Elena

Nella Barchessa di Sant'Elena apre la mostra "I mosaici di Ato", di Alberto Tomasini, con inaugurazione sabato 15 ottobre alle ore 10. La mostra resterà aperta sabato 15 e domenica 16 ottobre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.
Nella giornata di sabato, alle 10.30, è previsto un laboratorio pratico.

Quelli in esposizione sono moderni mosaici costruiti con tecniche che richiamano l'analoga arte sviluppatasi anticamente in area mesopotanica e successivamente affermatasi in epoca romana e bizantina.
Le tessere, derivate da rocce, sassi, marmi, agglomerati sono ricavate dalla loro frantumazione in dimensioni variabili ed irregolari.
Non viene usato colore in quanto si utilizza quello naturale (bianco, nero, verde, giallo, rosso, grigio, arancio, azzurro, marrone, rosa e molti altri nelle sfumature più svariate).
Su una base di legno, marmo, plastica dura, o altro materiale consistente l'artista disegna il soggetto voluto, sul quale vengono poi incollate le tessere, dopo aver steso, a zona, un letto di ghiaino.

ATO (acronimo di Alberto Tomasini), nasce a Portogruaro il 31 dicembre 1942 da padre trentino, da cui eredita la caparbietà e la curiosità, e da madre trevisana, che gli trasmette la creatività e la manualità.
Durante il periodo delle scuole medie dimostra una forte attitudine al disegno ed è proprio allora che, grazie all'insegnante di disegno, del secondo anno, apprende, con grande entusiasmo, l'arte del mosaico che lo coinvolge come un turbine.
Nel 1954 produce il primo esemplare che rappresenta "3 CAVALLI", riconducibili alle tre classi delle scuole medie.
Ne seguono altri a distanza di breve tempo.
Consegue il diploma di ragioniere a Adria. Il lavoro e il matrimonio lo distolgono dalla innata passione che tuttavia continua a perseguire, seppure a singhiozzo, mentre in via prettamente hobbistica continua a dedicarsi all'arte e in particolare alla pittura a olio su tela.
Bisogna attendere il 1998 quando decide, finalmente, di restaurare un vecchio mosaico, abbandonato in garage, riportandolo allo splendore originale.
Sarà questa la scossa che lo riavvicina all'arte musiva che ora con grande passione porta avanti nella sua casa veronese.

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