“Dialoghi con gli studenti”, la vicenda e il caso Abu Omar al Bo

È la mattina del 17 febbraio del 2003 Abu Omar, Imam di Milano, cammina verso la Moschea di via Quaranta per la preghiera di mezzogiorno. Un uomo col tesserino da poliziotto, a bordo di una FIAT rossa si avvicina; chiede i documenti e lo fa sdraiare a terra. Abu Omar viene bendato e caricato su un furgone. Ad aspettarlo è il carcere di Tora in Egitto, dove viene torturato dagli agenti della CIA perché presunto terrorista. Il 23 dicembre 2005 il Armando Spataro emana 22 mandati d’arresto per sequestro di persona. I governi Prodi e Berlusconi oppongono il segreto di stato sulle indagini. L’egiziano viene liberato nel 2007. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha dichiarato nel 2016 l’Italia colpevole dell’extraordinary rendition (procedura extra-giudiziale per catturare presunti terroristi) stabilendo un risarcimento di 85mila euro.

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«L’Italia – dice la sentenza - ha applicato il legittimo principio del segreto di Stato in modo improprio e tale da assicurare che i responsabili per il rapimento, la detenzione illegale e i maltrattamenti ad Abu Omar “non dovessero rispondere delle loro azioni”».

«Il segreto di Stato è compatibile con la Democrazia. Il problema è quando il segreto di Stato viene usato come una coperta per creare impunità, e quindi diventa una vera e propria causa, uno strumento per nascondere la verità, allora dovrebbero scattare i controlli, sia di tipo giurisdizionale che politico – ha spiegato in un’intervista Armando Spataro - Le democrazie dovrebbero insistere sulla necessità di mettere paletti sul concetto di segreto di Stato».

Dopo il saluto di Patrizia Marzaro, Direttore del Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario dell’Università di Padova, mercoledì 10 aprile dalle ore 12 nell’Aula Mocenigo di Palazzo Bo in via VIII febbraio 2 a Padova, Armando Spataro terrà una lezione dal titolo “L’opposizione del segreto di stato alla magistratura, alla luce della giurisprudenza costituzionale. Il caso Abu Omar”. L’incontro fa parte dei “Dialoghi con gli studenti”, organizzati da Sandro De Nardi, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico in Ateneo.

Armando Spataro, tarantino classe 1948, è magistrato dal 1975. Dall’anno successivo fino al 1989 è stato Pubblico Ministero alla Procura della Repubblica di Milano dove si è occupato del terrorismo di sinistra coordinando le principali inchieste milanesi (Brigate Rosse e Prima Linea) e quella sull’omicidio del giornalista Walter Tobagi. Fu il primo ad aver arrestato Cesare Battisti nel ‘79. Ha condotto indagini su mafia calabrese e siciliana. Dal ‘98 al 2002 è stato componente del Consiglio superiore della Magistratura. È autore del libro “Ne valeva la pena”. Nominato Procuratore della Repubblica al Tribunale di Torino nel 2014, è in pensione dal 2018.

Info web

https://ilbolive.unipd.it/it/event/studenti-dialogo-armando-spataro

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