Vivi il Parco nel solco di “Piccola terra”

Cinema Uno Estate propone stasera ai giardini della Rontonda “Piccola terra”, documentario di Michele Trentini e Marco Romano. Al Venturini Natale il jazz “acido” dei Francesco Casale and friends

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

In Valstagna, canale della Brenta vicentina, personaggi diversi cercano di rivitalizzare piccoli appezzamenti di terreno, un tempo coltivati a tabacco, ormai parti desolate di un paesaggio terrazzato abbandonato. Questo il tema di "Piccola terra", documentario girato da Michele Trentini e Marco Romano, presentato in anteprima cittadina martedì 7 agosto (ore 21.30) ai giardini della Rotonda di piazza Mazzini, che "solca" l'esperienza di persone accomunate dalla volontà di dare nuova vita a terrazzamenti, risalenti agli anni '50 dello scorso secolo, prendendosi cura di campi e mura a secco.

L'IDEA. L'idea di realizzare un film, incentrato sul legame universale tra l'uomo e la terra "madre", è nata da una proposta del professor Mauro Varotto, ricercatore all'Università di Padova, impegnato da anni a studiare il territorio lungo la valle del Brenta. I registi hanno iniziato così a seguire le vicende di uomini e donne, che hanno allestito un orto tramite un innovativo progetto d'adozione dei terrazzamenti sviluppato dallo stesso ateneo patavino. Sullo schermo vengono ritratte storie come quella di Romeo e Antonia, una coppia originaria di Bassano, diventata pendolare per dedicarsi alla coltivazione di un lotto di terra o quella del marocchino Aziz, primo cittadino d'origine immigrata ad adottare un terrazzamento per seminare la menta, simbolo del Magreb, sua terra natia.

LA CONTRAPPOSIZIONE. In "Piccola Terra", però, vengono contrapposte anche le sequenze tratte da "Fazzoletti di terra" di Giuseppe Taffarel, che nel 1963 aveva immortalato gesti e fatica degli ultimi coltivatori di tabacco nella Valsugana vicentina, alle speranze dei "montanari" del nuovo millennio. Il film (durata 54 minuti), pubblicato da edizioni Cierre e Antersass con testi di Annibale Salsa, Mauro Varotto, Tania Rossetto, Luca Lodatti, Mirco Melanco, Marco Romano e Michele Trentini, ha ricevuto il premio di miglior documentario italiano alla quindicesima edizione del festival Cinemambiente di Torino, ottenendo anche il riconoscimento della stampa "Bruno Cagol" e quello intitolato a Gianbattista Lenzi, Rino Andonai e Luigi Zorotea, quale miglior reportage italiano assegnato dalla Rai, all'ultimo Trento film festival. La proiezione di "Piccola terra" è acclusa alla rassegna Cinema Uno Estate a cura del Centro universitario cinematografico (Cuc), inserita nell'alveo delle iniziative di "Vivi il Parco".

LA PRESENTAZIONE. Alla presentazione, anticipata alle 20 dalle testimonianze di Gianni Tamino, referente della terza conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l'equità sociale, Maria Beghin Gachuchi, esperta di agricoltura in Kenya, e Francesca Tiso dell'associazione di promozione sociale Gas BioRekk, saranno presenti l'autore Michele Trentini e il produttore.

LA MUSICA. Per gli amanti della buona musica, invece, "Vivi il Parco", riserva ancora martedì 7 agosto l'esibizione dei Francesco Casale and friends (ore 21.30) al parco Venturini Natale di via Ponte Ognissanti. Grande energia e creatività per un gruppo dal repertorio unico, che spazia dal latin cubano alla bossa nova fino al jazz classico e alle sue sfumature prettamente acid. Un concerto, in cui Francesco Casale (batteria e voce), Alberto Negroni (chitarra) e Paolo Andriolo (basso) ripercorrono quindi tutta l'evoluzione del cosiddetto jazz contaminato. Il groove del trio è frutto della lunga collaborazione artistica tra Paolo e Alberto, abili a giocare sui dettagli, rendendo il sound sempre gradevole e coinvolgente. A impreziosire le sonorità saranno le corde pizzicate da Negroni, che da una decina d'anni vive tra l'Italia e gli States, dove ha suonato anche assieme ad artisti appartenenti al filone latin e acid jazz, come Airto Moreira, Mike Goodrick, Bob Mover, Harvie Swartz, Bruce Foreman e Kurt Rosenwinkel.

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