Formazione

La scuola riparte con i primi flash mob, gli studenti: «Vogliamo essere protagonisti»

Un primo giorno che studenti, famiglie e docenti, aspettano in modo particolare, dopo due anni di Dad, restrizioni e chiusure, iniziato già con manifestazioni davanti al Liceo Cornaro, al Liceo Fermi e al Tito Livio

Riaperti oggi i cancelli delle scuole. Un primo giorno che studenti, famiglie e docenti, aspettano in modo particolare, dopo due anni di Dad, restrizioni e chiusure, iniziato già con un flash mob davanti al Liceo Cornaro, al Liceo Fermi e al Tito Livio.

Le testimonianze

"In questi due anni non è stato profuso praticamente nessun impegno per costruire una scuola e soprattutto una società diversa" spiega Irene Bresciani della Rete degli Studenti Medi di Padova davanti al liceo Cornaro. “Il mondo che ci è stato consegnato si sta distruggendo sotto ai nostri occhi, da una sanità debole ad un'istruzione immobile, da un sistema di produzione che distrugge l'ambiente ad un mondo del lavoro precario e insicuro. Vogliamo quindi inaugurare l'inizio di questo nuovo anno chiarendo con fermezza quali sono le nostre aspettative e soprattutto le nostre rivendicazioni. Forse ci si aspetta che gli studenti vogliano ritornare alla normalità ante-pandemia, ma questi anni in didattica a distanza hanno aperto nuove discussioni su aspetti del nostro sistema scolastico che consideriamo retrogradi e ora più che mai da rivoluzionare. Tornare alla situazione precedente alla pandemia con solo nuove precauzioni sanitarie in più - seppur necessarie - non è quello a cui aspiriamo". "Chiediamo ascolto e un diretta discussione con noi senza intermediari e chiediamo di permetterci di costruire un futuro, ma soprattutto un presente, anche a nostra misura" continua Bresciani.

Gli striscioni

"Il futuro è nostro, ripartiamo da Zero!" recitano striscioni appesi in tutta la regione e in tutto il paese; e ancora numerosi manifesti appesi per le strade delle città e tenuti in mano davanti alle entrate delle scuole citano i temi fondamentali da cui ripartire: una riforma della scuola, l'emergenza climatica, l'inclusività e soprattutto la voglia di essere interpellati sulle decisioni della politica:"Non sei stanco parlino sempre di giovani e mai con noi giovani?" recita il manifesto più significativo. "Oggi siamo davanti alle nostre scuole perché non possiamo permetterci di sprecare altro tempo per dire che questa non è la scuola e la società che meritiamo. Le strade della nostra città parlano chiaro: serve una riforma dell'istruzione pubblica, pretendiamo politiche attive per il contrasto alla crisi climatica, vogliamo una legge che tuteli l'amore e l'identità di tutti, vogliamo essere interpellati per le decisioni che riguardano il nostro futuro, come sarebbe dovuto succedere per il Pnrr. Oggi rientriamo a scuola, ma non nella scuola che volevamo”, dichiara Ettore Vianello della Rete degli Studenti Medi di Padova alle porte del liceo Cornaro. 

Prima assemblea

“Anche se stiamo finalmente tornando a rivivere gli spazi scolastici e a rivivere la socialità che per mesi ci è mancata, siamo insoddisfatti. Il vaccino è un antidoto preziosissimo per superare la pandemia del covid19, ma non basta come cura per tutti i problemi che la pandemia ha evidenziato. Siamo insoddisfatti anche perchè, nonostante dagli spazi agli interventi sul trasporto pubblico sia cambiato poco o nulla, e soprattutto nemmeno in questo le componenti studentesche siano state interpellate,  la narrazione della Regione e del Ministero è quella di un rientro in una scuola sicura, senza mai affrontare con noi quella che è la questione più urgente dopo mesi di pandemia e disagio: una scuola nuova, inclusiva e accessibile” conclude Vianello.
Il primo giorno di scuola viene anche accompagnato da una assemblea studentesca pubblica, occasione per i giovani di reincontrarsi finalmente tutti in presenza e discutere di quello che sarà il loro anno scolastico a livello di scuola, socialità e mobilitazione.

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